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La congiura degli innocenti

di Erica (26/03/2007 - 13:51)

Recentemente ho visto "La congiura degli innocenti", un film di Alfred Hitchcock nel 1956. Il titolo originale "The trouble with Harry" rende molto meglio l'insieme del film, ma come al solito dobbiamo subire non la traduzione in italiano del titolo, ma il cambiamento radicale del suo significato... sigh!

Nei titoli iniziali del film vediamo un disegno fatto a matita: una casa, degli alberi, gli uccellini, un paesaggio agreste e... un cadavere che giace disteso sull'erba. Ciò anticipa le primissime scene, dove vedremo una salma, appunto, che giace in un bosco del Vermont inspiegabilmente, in una colorata e apparentemente tranquilla mattina d'autunno.
Più tardi scopriremo che quel corpo è appartenuto ad Harry, un uomo violento ma allo stesso tempo elegante nei modi di fare.
Del suo accidentale omicidio se ne assume la responsabilità un anziano cacciatore di lepri, il Capitano Albert (Edmund Gwenn) salvo poi scoprire più in là, con una semplice verifica dei colpi sparati che non è stato lui. Successivamente, la colpa ricade su Miss Gravely (Mildred Natwick) un'attempata zitella che era stata importunata dallo stesso, ma presto ci si accorge che non è stata neppure lei. Tocca quindi all'ex moglie, Jennifer (Shirley MacLaine), che lo ha preso a bottigliate in testa poco prima, ma - indovinate un po’ – si scoprirà che anche lei è innocente...
Tutti avrebbero avuti buoni motivi per assassinare la vittima, ma chi è stato allora?

"La congiura degli innocenti" è una divertente commedia nera, dove l'humor nasce dal sovvertire il comportamento logico dei personaggi: per tutto il primo tempo mi son ritrovata ad esclamare: "ma quello cosa diavolo fa!". :-D
Questa è stato il primo ruolo importante di Shirley MacLaine: già si vede la bravura di una star nascente.
I paesaggi dell'inizio del film sono veramente splendidi, ma ho letto che è stato necessario girare molte scene del film in una palestra a causa della pioggia. Ennesima prova che la realtà non è ciò che appare in un film! ;-)


 

Nodo alla gola

di Erica (11/12/2006 - 14:08)

Nodo alla gola, titolo originale "Rope", è un film di Alfred Hitchcock del 1948, il primo girato a colori.

Due giovani omosessuali, Brandon e Philip, uccidono il loro amico David strangolandolo con una corda e nascondono il suo corpo in una cassa sulla quale imbandiscono la tavola. Sta per iniziare una singolare festa, a cui sono invitati anche il padre del ragazzo ucciso e la sua ragazza Janet.
Durante la serata Brandon invita il suo ex professore Rupert Cadell, interpretato da un grandissimo James Stewart, a esporre le sue teorie sull'omicidio come privilegio riservato a pochi eletti e non perde occasione per far battute a doppio senso in modo da dimostrare la sua superiorità intellettuale, sperando che il professore le colga e apprezzi il gesto da lui compiuto. Philip invece si abbandona all'alcool per tentare inutilmente di nascondere il suo nervosismo: è pentito di quel che ha fatto e ha paura di essere scoperto, e in qualche momento questo fa vacillare la sua sudditanza psicologica nei confronti di Brandon.
Mentre tutti si interrogano sull'assenza di David e Brandon si diverte a cercare di far cadere Janet nelle braccia del suo ex Kenneth, Cadell intuisce il delitto che si è consumato e cerca conferme ai suoi sospetti. Ritornato in casa dopo la festa con una scusa, il professore porta Brandon a confessare e poi condanna le sue azioni, assicurando i due assassini alla giustizia.

Il film rappresenta una scommessa (vinta) del regista: girare un film in un'unica sequenza, che cominci un istante dopo il delitto e si concluda un istante prima dell'arrivo della polizia. Un'opera teatrale, insomma, girato con un unico piano sequenza. In realtà si tratta di diverse scene da 10 minuti l'una (durata di una bobina dell'epoca), e lo stacco per esigenze meccaniche tra una e l'altra è assicurato con l'espediente di inquadrare per un istante il nero della cassapanca, o di una giacca, per poi riprendere con la bobina successiva.
Il soggetto è liberamente ispirato ad un avvenimento di cronaca nera, l'assassinio di un bambino commeso da una coppia di giovani legati da un legame omosessuale che sconvolse l'America per la sua assoluta "gratuità" (la vittima fu scelta a caso, e il delitto aveva il solo scopo di commettere un delitto). Per tutto il film ci si chiede ma perchè l'hanno ucciso? Ma la risposta non c'è, e Brandon il più sicuro di sé dei due, è convinto che il delitto non verrà scoperto perché semplicemente manca il movente.

Va dato atto del fatto che Hitchock riesce, nonostante il Codice Hays allora in vigore proibisse espressamente la rappresentazione di omosessuali sul grande schermo, a dar conto del legame fra i due personaggi. Lo fa attraverso dettagli e sottili allusioni che non sarebbero sfuggite allo spettatore avvertito dell'epoca, anche se erano destinati a sfuggire al grande pubblico (e allo smaliziato spettatore di oggi, non più abituato a decifrare microscopici indizi allusivi).

Io per esempio non l'avevo capito senza leggerne la recensione... riguarderò il film per cercare di cogliere questi indizi!

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Nei titoli iniziali del film vediamo un disegno fatto a matita: una casa, degli alberi, gli uccellini, un paesaggio agreste e... un cadavere che giace disteso sull'erba. Ciò anticipa le primissime scene, dove vedremo una salma, appunto, che giace in un bosco del Vermont inspiegabilmente, in una colorata e apparentemente tranquilla mattina d'autunno.
Più tardi scopriremo che quel corpo è appartenuto ad Harry, un uomo violento ma allo stesso tempo elegante nei modi di fare.
Del suo accidentale omicidio se ne assume la responsabilità un anziano cacciatore di lepri, il Capitano Albert (Edmund Gwenn) salvo poi scoprire più in là, con una semplice verifica dei colpi sparati che non è stato lui. Successivamente, la colpa ricade su Miss Gravely (Mildred Natwick) un'attempata zitella che era stata importunata dallo stesso, ma presto ci si accorge che non è stata neppure lei. Tocca quindi all'ex moglie, Jennifer (Shirley MacLaine), che lo ha preso a bottigliate in testa poco prima, ma - indovinate un po’ – si scoprirà che anche lei è innocente...
Tutti avrebbero avuti buoni motivi per assassinare la vittima, ma chi è stato allora?

"La congiura degli innocenti" è una divertente commedia nera, dove l'humor nasce dal sovvertire il comportamento logico dei personaggi: per tutto il primo tempo mi son ritrovata ad esclamare: "ma quello cosa diavolo fa!". :-D
Questa è stato il primo ruolo importante di Shirley MacLaine: già si vede la bravura di una star nascente.
I paesaggi dell'inizio del film sono veramente splendidi, ma ho letto che è stato necessario girare molte scene del film in una palestra a causa della pioggia. Ennesima prova che la realtà non è ciò che appare in un film! ;-)


 

Nodo alla gola

di Erica (11/12/2006 - 14:08)

Nodo alla gola, titolo originale "Rope", è un film di Alfred Hitchcock del 1948, il primo girato a colori.

Due giovani omosessuali, Brandon e Philip, uccidono il loro amico David strangolandolo con una corda e nascondono il suo corpo in una cassa sulla quale imbandiscono la tavola. Sta per iniziare una singolare festa, a cui sono invitati anche il padre del ragazzo ucciso e la sua ragazza Janet.
Durante la serata Brandon invita il suo ex professore Rupert Cadell, interpretato da un grandissimo James Stewart, a esporre le sue teorie sull'omicidio come privilegio riservato a pochi eletti e non perde occasione per far battute a doppio senso in modo da dimostrare la sua superiorità intellettuale, sperando che il professore le colga e apprezzi il gesto da lui compiuto. Philip invece si abbandona all'alcool per tentare inutilmente di nascondere il suo nervosismo: è pentito di quel che ha fatto e ha paura di essere scoperto, e in qualche momento questo fa vacillare la sua sudditanza psicologica nei confronti di Brandon.
Mentre tutti si interrogano sull'assenza di David e Brandon si diverte a cercare di far cadere Janet nelle braccia del suo ex Kenneth, Cadell intuisce il delitto che si è consumato e cerca conferme ai suoi sospetti. Ritornato in casa dopo la festa con una scusa, il professore porta Brandon a confessare e poi condanna le sue azioni, assicurando i due assassini alla giustizia.

Il film rappresenta una scommessa (vinta) del regista: girare un film in un'unica sequenza, che cominci un istante dopo il delitto e si concluda un istante prima dell'arrivo della polizia. Un'opera teatrale, insomma, girato con un unico piano sequenza. In realtà si tratta di diverse scene da 10 minuti l'una (durata di una bobina dell'epoca), e lo stacco per esigenze meccaniche tra una e l'altra è assicurato con l'espediente di inquadrare per un istante il nero della cassapanca, o di una giacca, per poi riprendere con la bobina successiva.
Il soggetto è liberamente ispirato ad un avvenimento di cronaca nera, l'assassinio di un bambino commeso da una coppia di giovani legati da un legame omosessuale che sconvolse l'America per la sua assoluta "gratuità" (la vittima fu scelta a caso, e il delitto aveva il solo scopo di commettere un delitto). Per tutto il film ci si chiede ma perchè l'hanno ucciso? Ma la risposta non c'è, e Brandon il più sicuro di sé dei due, è convinto che il delitto non verrà scoperto perché semplicemente manca il movente.

Va dato atto del fatto che Hitchock riesce, nonostante il Codice Hays allora in vigore proibisse espressamente la rappresentazione di omosessuali sul grande schermo, a dar conto del legame fra i due personaggi. Lo fa attraverso dettagli e sottili allusioni che non sarebbero sfuggite allo spettatore avvertito dell'epoca, anche se erano destinati a sfuggire al grande pubblico (e allo smaliziato spettatore di oggi, non più abituato a decifrare microscopici indizi allusivi).

Io per esempio non l'avevo capito senza leggerne la recensione... riguarderò il film per cercare di cogliere questi indizi!

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