La linea d'ombra
Soltanto i giovani hanno momenti del genere. Non dico i più giovani. No. Quando si è molto giovani, a dirla esatta, non vi sono momenti. E' privilegio della prima gioventù vivere d'anticipo sul tempo a venire, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione.
Ci si chiude alle spalle il cancelletto dell'infanzia, e si entra in un giardino di incanti. Persino la penombra qui brilla di promesse. A ogni svolta il sentiero ha le sue seduzioni E non perché sia questo un paese inesplorato. Lo sappiamo bene che l'umanità tutta è passata di lì. E' piuttosto l'incanto dell'universale esperienza, da cui ci aspettiamo emozioni non ordinarie o personali, qualcosa che sia solo nostro.
Il protagonista di questa storia fortemente autobiografica è un marinaio che decide di abbandonare il suo lavoro su una nave per un senso di insoddisfazione diffuso, sia nei confronti di se stesso e che della vita. La sorte però non gli lascia pause di riflessione, e subito gli viene affidato il comando di un battello tutto suo, tra incomprensioni, fatti gravosi e personaggi stucchevoli. L'inizio del viaggio sarà per lui anche l'inizio di un incubo di mare, perché la sua nave e il suo equipaggio saranno avversati dalle condizioni climatiche, che costringeranno l'imbarcazione a stazionare al largo, per molto tempo, a causa della mancanza di vento, e questo clima inclemente causerà febbri perniciose in tutti i marinai.
La trama di questo piccolo romanzo è avvincente, e cattura subito l'attenzione del lettore. Conrad ha una capacità tutta particolare nel ricreare il senso di stupore e incredulità di fronte a eventi umani e naturali dai risvolti imponderabili. La lotta perpetua dell'uomo contro la natura, e dell'uomo contro se stesso, viene descritto in maniera sublime. Guardando oltre alla semplice avventura del protagonista, si arriva a comprendere come reagiscono le persone di fronte alle avversità. Veramente un libro magnifico, come tutti gli altri di Conrad che ho avuto il piacere di leggere.
L'agente segreto
La lettura dei romanzi di Conrad già in mio possesso, prosegue con "L'agente segreto", libro pubblicato nel 1907.
Verloc vive della sua attività di spia per conto dell'ambasciata russa, mentre allo stesso tempo, rivende informazioni all’ispettore capo Heat della polizia politica londinese. Per dare prova della sua fedeltà al neo nominato ambasciatore russo, Verloc è però costretto a preparare un attentato contro l'edificio simbolo della scienza, l'osservatorio di Greenwich. La tragica serie di eventi coinvolgono la sua giovane moglie Winnie, il fratello ritardato di quest’ultima e vari altri personaggi, fra cui il gruppo degli anarchici che Verloc deve spiare.
Vi faccio subito partecipi del fatto che questo libro mi è piaciuto molto! Nonostante sia stato scritto esattamente un secolo fa, si rivela un thriller moderno perché tratta di argomenti estremamente attuali come il terrorismo e lo spionaggio.
Conrad nella prefazione afferma che lo ha scritto di getto sulla scia dell'emozione provocatagli da un famoso fatto di cronaca realmente accaduto nel 1894, l'attentato all'osservatorio di Greenwich. Ma purtroppo proprio la prefazione un po' guasta la sorpresa, perché l'autore, per giustificarsi dagli attacchi ricevuti da più parti, che solo un simpatizzante degli anarchici avrebbe potuto descriverli così bene, rivela la trama, quindi meglio evitare di leggerla prima del romanzo.
Fra le informazioni che ho raccolto per scrivere queste poche righe, ho scoperto con sorpresa che da questo libro Hitchcock ha liberamente tratto il suo film del 1936, Sabotage (I sabotatori) che già possiedo e ora son curiosa di rivedere alla luce della lettura del romanzo.
E' anche inquietante scoprire che il famoso terrorista americano Unabomber, era un lettore appassionato di questo libro. Il terrorista s'immedesimava nella figura del "Professore" e utilizzava lo pseudonimo di Conrad o Konrad mentre viaggiava e distribuiva i suoi pacchi-bomba.
Cuore di tenebra
Non mi sono persa... rieccomi dopo tre giorni lavorativi infernali... non ancora finiti (sigh!)
Il Nellie, una iole da crociera, girò sull'ancora senza un fremito di vele, e stette immobile. La marea si era alzata, il vento era quasi calmo, e dovevano discendere il fiume, l'unica cosa da fare era star fermi all'ancora e aspettare che la marea cambiasse.
Come vi avevo preannunciato nel post su "Apocalypse Now", ho letto il libro che ha ispirato il film. Il libro è "Cuori di tenebra", che Joseph Conrad ha pubblicato nel 1899.
Marlow, la voce narrante di questo romanzo, racconta la storia di Kurtz, misterioso personaggio che vive tra i nativi del Congo, guidandoli nelle loro scorribande per razziare avorio. A loro volta gli indigeni lo venerano come un dio in rituali dall'inaudita crudeltà. Marlow parte alla ricerca di Kurtz in quello che più che un viaggio verso una meta si rivela l'esplorazione dell' "orrore" di una conoscenza che significa riconoscere fino in fondo l'orrore di se stesso e della propria civiltà.
Riassunto così il libro sembra un banale racconto d'avventura, cosa che proprio non è. Il viaggio per trovare e conoscere Kurtz è solo un pretesto per Conrad per denunciare l'avidità delle compagnie a caccia di profitti e le brutture del colonialismo. Semplificando molto, il cuore di tenebra del titolo si può riferire sia al concetto di "oscurità delle barbarie" contrapposte alla "luce della civiltà" sia alle "tenebre spirituali" di alcuni personaggi. Veramente un'opera notevole, da rileggere più volte.





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