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Neither here nor there

di Erica (14/07/2007 - 16:34)

Rieccomi, mi hanno ripristinato la linea adsl... guarda caso era staccato il mio collegamento nella centralina condominiale!  Grrrrrrr... sono ultraconvinta che invece di staccare l'adsl ai condomini che hanno appena traslocato qualcuno aveva staccato la mia!!!

In winter Hammerfest is a thirty-hour ride by bus from Oslo, thought why anyone would want to go there in winter is a question worth considering. It is on the edge of the world, the northernmost town in Europe, as far from London as London is from Tunis, a place of dark and brutal winters, where the sun sinks into the Arctic Ocean in November and does not rise again for ten weeks.

"Una città o l'altra" è un diario di viaggio. Bill Bryson, instancabile reporter di viaggio, in balia di autisti dall'istinto omicida e di albergatori stravaganti, attraversa da Nord a Sud l'Europa partendo da Hammerfest, la città più settentrionale del mondo, per arrivare fino a Istanbul, alle porte dell'Oriente. In mezzo, per fissare ognuna delle tappe successive, sul taccuino del viaggiatore finiscono inedite istantanee di alcune tra le più suggestive città d'Europa, scorci di monumenti, ritratti di personaggi irripetibili, insieme a contrattempi esilaranti, inevitabili incidenti di percorso, osservazioni acute, disavventure gastronomiche, flashback dei viaggi precedenti.

In preparazione alla vacanza in Norvegia (-4 giorni alla partenza!!!) ho letto questo divertente libro di Bryson, autore di cui ho già parlato in un post precedente. Bryson attraversa l'Europa seguendo un percorso fatto vent'anni prima da studente. Di ogni città o paese che attraversa, l'autore mette il luce le differenze in positivo o in negativo dei luoghi visitati. L'humor di Bryson è tipicamente inglese (anche se è americano, Bryson ha senza dubbio  incamerato il tipico humor del suo paese d'adozione!)  quindi non sempre strappa un sorriso. Le disavventure che gli capitano però lo rendono senza dubbio simpatico.
Ma indovinate dove viene scippato... Si, avete indovinato: proprio in Italia, a Firenze :-(

Notes from a small island

di Erica (21/09/2006 - 09:06)

My first sight of England was on a foggy March night in 1973 when I arrived on the midnight ferry from Calais. For twenty minutes, the terminal area was aswarm with activity as cars and lorries poured forth, customs people did their duties, and everyone made for the London road. Then abruptly all was silence and I wandered through sleeping, low-lit streets threaded with fog, just like in a Bulldog Drummond movie. It was rather wonderful having an English town all to myself.

Sicuramente capiterà anche a voi di non veder l'ora di finire un libro... E non perchè volete sapere come va a finire, ma per il motivo che non ne potete più! M'impegno sempre a finire i libri, anche se non mi piacciono, è una mia piccola mania. Ebbene, come avrete già capito dalla premessa, "Notes from a small island" di Bill Bryson è uno di questi casi.

Il libro è il diario di viaggio con raccoglie le impressioni di Bryson, americano, attraverso la Gran Bretagna. Dopo aver vissuto in Inghilterra per vent'anni, Bryson con la famiglia inglese, decide di trasferirsi in America. Prima di lasciare il suo paese adottivo, lo scrittore si concede qualche settimana di vagabondaggio attraverso l'isola.

Perchè il libro non mi è piaciuto? Purtroppo lo scrittore parla principalmente di luoghi sconosciutissimi. Evita i luoghi turistici per assaporare la vera vita sull'isola. In secondo luogo perchè quasi in ogni paese cerca il centro commerciale e prende nota dei negozi che vede... e chi se ne frega!!! Ogni giornata di cui ci parla si può riassumere con: preso treno, visita paese, trovato posto per dormire, bevutona al pub. Inoltre il linguaggio che usa per me è stato abbastanza ostico. Il libro è spacciato come divertentissimo, pieno di battute da far ridere rumorosamente anche in mezzo alla gente. Ma, o il mio inglese non mi permette di capire le battute o il suo tipo di umorismo è troppo anglosassone! Posso affermare di aver giusto sorriso in un paio di occasioni. Dopo aver letto i libri di Sophie Kinsella, so cosa vuol dire leggere un libro talmente divertente che non riesci a trattenere le risate persino in pubblico!

Possiedo anche un altro libro di Bryson che non ho ancora letto, "A short history of nearly everything" che è stato in testa a tutte le classifiche di vendita per mesi. Dopo "Notes from a small island", non sono molto fiduciosa che mi piacerà. Va be' sarà una seconda opportunità che darò a questo autore per risalire nei miei gusti!


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In winter Hammerfest is a thirty-hour ride by bus from Oslo, thought why anyone would want to go there in winter is a question worth considering. It is on the edge of the world, the northernmost town in Europe, as far from London as London is from Tunis, a place of dark and brutal winters, where the sun sinks into the Arctic Ocean in November and does not rise again for ten weeks.

"Una città o l'altra" è un diario di viaggio. Bill Bryson, instancabile reporter di viaggio, in balia di autisti dall'istinto omicida e di albergatori stravaganti, attraversa da Nord a Sud l'Europa partendo da Hammerfest, la città più settentrionale del mondo, per arrivare fino a Istanbul, alle porte dell'Oriente. In mezzo, per fissare ognuna delle tappe successive, sul taccuino del viaggiatore finiscono inedite istantanee di alcune tra le più suggestive città d'Europa, scorci di monumenti, ritratti di personaggi irripetibili, insieme a contrattempi esilaranti, inevitabili incidenti di percorso, osservazioni acute, disavventure gastronomiche, flashback dei viaggi precedenti.

In preparazione alla vacanza in Norvegia (-4 giorni alla partenza!!!) ho letto questo divertente libro di Bryson, autore di cui ho già parlato in un post precedente. Bryson attraversa l'Europa seguendo un percorso fatto vent'anni prima da studente. Di ogni città o paese che attraversa, l'autore mette il luce le differenze in positivo o in negativo dei luoghi visitati. L'humor di Bryson è tipicamente inglese (anche se è americano, Bryson ha senza dubbio  incamerato il tipico humor del suo paese d'adozione!)  quindi non sempre strappa un sorriso. Le disavventure che gli capitano però lo rendono senza dubbio simpatico.
Ma indovinate dove viene scippato... Si, avete indovinato: proprio in Italia, a Firenze :-(

Notes from a small island

di Erica (21/09/2006 - 09:06)

My first sight of England was on a foggy March night in 1973 when I arrived on the midnight ferry from Calais. For twenty minutes, the terminal area was aswarm with activity as cars and lorries poured forth, customs people did their duties, and everyone made for the London road. Then abruptly all was silence and I wandered through sleeping, low-lit streets threaded with fog, just like in a Bulldog Drummond movie. It was rather wonderful having an English town all to myself.

Sicuramente capiterà anche a voi di non veder l'ora di finire un libro... E non perchè volete sapere come va a finire, ma per il motivo che non ne potete più! M'impegno sempre a finire i libri, anche se non mi piacciono, è una mia piccola mania. Ebbene, come avrete già capito dalla premessa, "Notes from a small island" di Bill Bryson è uno di questi casi.

Il libro è il diario di viaggio con raccoglie le impressioni di Bryson, americano, attraverso la Gran Bretagna. Dopo aver vissuto in Inghilterra per vent'anni, Bryson con la famiglia inglese, decide di trasferirsi in America. Prima di lasciare il suo paese adottivo, lo scrittore si concede qualche settimana di vagabondaggio attraverso l'isola.

Perchè il libro non mi è piaciuto? Purtroppo lo scrittore parla principalmente di luoghi sconosciutissimi. Evita i luoghi turistici per assaporare la vera vita sull'isola. In secondo luogo perchè quasi in ogni paese cerca il centro commerciale e prende nota dei negozi che vede... e chi se ne frega!!! Ogni giornata di cui ci parla si può riassumere con: preso treno, visita paese, trovato posto per dormire, bevutona al pub. Inoltre il linguaggio che usa per me è stato abbastanza ostico. Il libro è spacciato come divertentissimo, pieno di battute da far ridere rumorosamente anche in mezzo alla gente. Ma, o il mio inglese non mi permette di capire le battute o il suo tipo di umorismo è troppo anglosassone! Posso affermare di aver giusto sorriso in un paio di occasioni. Dopo aver letto i libri di Sophie Kinsella, so cosa vuol dire leggere un libro talmente divertente che non riesci a trattenere le risate persino in pubblico!

Possiedo anche un altro libro di Bryson che non ho ancora letto, "A short history of nearly everything" che è stato in testa a tutte le classifiche di vendita per mesi. Dopo "Notes from a small island", non sono molto fiduciosa che mi piacerà. Va be' sarà una seconda opportunità che darò a questo autore per risalire nei miei gusti!


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