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Una commedia sexy in una notte di mezza estate

di Erica (25/05/2007 - 12:30)

In una villa abitano Andrew (Woody Allen) - un inventore dilettante un po' svitato - e la moglie Adrian (Mary Stenburgen), noiosa e trascurata dal marito, perso dietro i suoi congegni, ora saltuariamente volanti, ora magici. Per un fine settimana arrivano altre due coppie: Leopold (Josè Ferrer), un anziano professore di filosofia, materialista dichiarato, presuntuoso e pedante, che sta per sposare la giovane e disinibita fidanzata Ariel (Mia Farrow), e Maxwell (Tony Roberts), un medico libertino, con la sua infermiera tuttofare Dulcy (July Hagerty), tanto belloccia quanto oca e facile di costumi. La casuale convivenza di questo campionario di gente senza reali interessi nè perché di vita genera un gioco di scambi, equivoci e appuntamenti al chiaro di luna, con composizioni e scomposizioni di coppie, schermate da raffinati passatempi di società, fino alla conclusione, più comica che tragica...

Divertente, leggero e "arioso" film di Woody Allen del 1982. Il film è ambientato all'inizio del '900. Leggevo che Allen ha girato questo film contemporaneamente al più noto "Zelig" di cui ho già parlato nel blog, e lo si nota proprio che Woody si rilassa e si diverte nelle pause del film più impegnativo. "Una commedia sexy in una notte di mezza estate" è stato girato in campagna, rigorosamente a quaranta minuti d’auto da Manhattan per poter far ritorno a sera nell’adorata metropoli. Sembra quasi che la natura sia protagonista del film e, per una volta, Woody si sforza di trovarla attraente.

Ombre e nebbia

di Erica (08/05/2007 - 13:52)

Chi segue questo blog, ormai l'avrà capito, sono una fan di Woody Allen! Ieri sera ho intercettato questa chicca che non avevo ancora visto.
"Ombre e nebbia" è una commedia nera di Woody Allen del 1991 con un cast di stelle: Woody Allen, Mia Farrow, John Malkovich, Madonna, Kathy Bates, Jodie Foster e John Cusak.
Se avete intenzione di vederlo, non leggete tutto il seguito: la trama del film è abbastanza complicata, e non me la sento di tagliarla a metà.

Negli anni '20, in una città europea avvolta da una fitta nebbia, si aggira un misterioso maniaco assassino che uccide i passanti strangolandoli. Dopo uno di questi delitti, Kleinman (Woody Allen), un pavido impiegato ebreo, viene svegliato da un gruppo di volontari che esigono la sua partecipazione alla caccia all'assassino. Quando però scende nella strada si trova solo: gli altri si sono allontanati, senza dargli istruzioni.
Intanto in un carrozzone di un circo accampato in città, il clown Paul (John Malkovich), deluso dal pubblico, si sfoga con la sua compagna Irmy (Mia Farrow), la mangiatrice di coltelli, che vorrebbe sposarsi con lui e avere un bambino. Ma l'uomo, indispettito, si allontana, e lei lo ritrova fra le braccia dell'acrobata Marie (Madonna). Dopo una scenata, Irmy abbandona piangendo il circo. Nel frattempo Kleinman si rifugia nel laboratorio del Dottore, che sta sezionando cadaveri, e offrendogli un bicchierino, gli confida che vorrebbe esaminare il cervello del Mostro, per trovare l'origine del Male.
Irmy, incontrata una prostituta di buon cuore, viene ospitata nel bordello dove lo studente Jack (John Cusak), affascinato dalla donna, le offre una cifra sempre più alta per averla, finchè a 700 dollari, Irmy accetta. Arrestata dalla polizia perchè senza licenza di prostituta, la donna esce dalla stazione di polizia insieme a Kleinman, il quale vi si era rifugiato, apprendendo dello strangolamento del Dottore e del ritrovamento del bicchierino con le proprie impronte, che riesce però a nascondere. Camminando fra la nebbia, Irmy fa amicizia con Kleinman.
Paul, pentito, cerca Irmy e incontra Jack, dal quale apprende l'avventura che ha avuto proprio con Irmy. Poco dopo il Mostro uccide una madre, e Irmy e Paul, che si sono ritrovati, raccolgono la bimba piangente: la donna decide di tenerla con sè e Paul accetta commosso. Tornati al circo, Irmy viene salvata da Kleinman dallo strangolatore che sta per ucciderla, Kleinman si trova a lottare con lo strangolatore, ma viene aiutato da Armstroff, il mago del circo, che egli ha sempre ammirato.

"Noi non siamo come tutti gli altri, siamo artisti. Sai bene che, un grande talento, comporta una grande responsabilità". (Paul rivolto a Irmy)

Ho letto che il film è tratto da una commedia teatrale degli anni '70 di Woody Allen stesso, intitolata "Morte" che era una parodia al libro "Il processo" di kafka. L'inizio del film è una chiara citazione del famosissimo "Freaks", capostipite dei film horror. Allen ha girato il film imitando lo stile dei classici europei d'inizio '900. Da segnalarvi, il bellissimo piano in sequenza in cui la telecamera scorre gli allegri visi delle prostitute sedute in cerchio attorno al tavolo, in cerca del volto di Mia Farrow.
Al di là del giallo, il film rappresenta una denuncia contro la caccia al diverso e, ampliando il discorso, contro la persecuzione degli ebrei. Ancora una volta, Allen ha creato un capolavoro!

Zelig

di Erica (20/04/2007 - 13:56)

Splendido e inquietante film di Woody Allen del 1983 con Woody Allen e Mia Farrow. Il film è la parodia di un documentario degli anni '20-'30.

Siamo nel 1928. L'uomo del momento è Leonard Zelig (Woody Allen), vittima di una ignota malattia che si manifesta nella trasformazione psicosomatica dei tratti in conseguenza del contesto in cui l'individuo si trova. Ricoverato in ospedale, Zelig viene seguito da Eudora Fletcher (Mia Farrow), una psichiatra che cerca di scoprire le radici dello strano fenomeno nell'inconscio del paziente. Il "camaleontismo" di Zelig si trasforma in una moda. Leonard viene affidato alla sorellastra che cerca di trasformarlo in un fenomeno da baraccone. La dottoressa Fletcher tenta di proteggere Leonard e se ne innamora. I due decidono di sposarsi, ma Zelig, turbato dagli scandali montati dalla stampa, fugge in Europa. Eudora lo ritrova a Berlino: Leonard è alle spalle di Hitler durante un'adunata nazista. Fuggiti dalla Germania, Leonard e Eudora vengono accolti trionfalmente in patria.

«Ho 12 anni. Vado alla sinagoga. Chiedo al rabbino qual è il significato della vita. Lui mi dice qual è il significato della vita. Ma me lo dice in ebraico. Io non lo capisco, l'ebraico. Lui chiede 600 dollari per darmi lezioni di ebraico.»
Leopold - Woody Allen in "Zelig"

Questo incredibile personaggio inventato da Woody Allen è un uomo-camaleonte: per mascherare la propria insicurezza cerca di mimetizzarsi in mezzo alla gente trasformandosi psicologicamente e fisicamente: è nero in mezzo alle persone di colore, studioso in mezzi agli studiosi, nazista in mezzo ai nazisti.
Alla domanda della psichiatra: "Perché si trasforma nelle persone che incontra?", Zelig risponde: "Mi dà sicurezza, mi piace essere come gli altri…".
E' un film che fa riflettere sul problema dell'integrazione, ma anche sulla società moderna che considera eroi insoliti personaggi per poi ignorarli il giorno dopo.
Significativo il cognome scelto da Allen per il suo personaggio e titolo del film: "Zelig" significa "benedetto" in lingua yiddish.


Io e Annie

di Erica (05/04/2007 - 13:56)

"Io e Annie" film del 1977 di Woody Allen con Woody Allen e Diane Keaton. Il titolo originale "Annie Hall" è un omaggio di Woody Allen alla Keaton perché Hall è il vero cognome dell'attrice. Il film portò fortuna ad alcuni attori che vi parteciparono (alcuni solo per pochi secondi), che da lì a poco sarebbero diventati autentiche star: Christopher Walken, Jeff Goldblum, Beverly D’Angelo e Sigourney Weaver.

Alvy Singer (Woody Allen), è un attore comico di origini ebree con successo ma portato alla depressione. Quando il suo migliore amico, Rob (Tony Roberts), gli presenta la deliziosa cantante di night club Annie Hall (Diane Keaton), Alvy se ne innamora immediatamente. Annie è una ragazza carina, un po' svitata, di famiglia benestante del Middle West. Alvy, già scottato da due matrimoni falliti, inizia il nuovo rapporto con paura; ma anche Annie, istintivamente, dubita del successo e mantiene un ampio margine d'evasione. Alvy la incita ad ampliare la propria cultura e Annie segue i suoi consigli, pur rimanendo insicura. Sessualmente le cose fra i due non vanno troppo bene e anche le differenze sociali finiscono per pesare. Durante un concerto, Annie viene notata da un produttore e la cosa fa ingelosire Alvy. Con l'aiuto della psicanalisi, Annie cresce e decide di interrompere il rapporto con Alvy, ma poi i due partono insieme per la California. Qui Annie ritrova il discografico che aveva promesso di lanciarla e Alvy rimane solo. Tornato a New York, decide di scrivere una commedia sulla sua storia d'amore. Il lieto fine è però opera di fantasia: Annie torna in città e i due rimangono soltanto buoni amici con ricordi piacevoli in comune. Alvy pensa tuttora che Annie sia una donna fantastica e che la sua conoscenza l'abbia arricchito; ma riflette che in fondo il rapporto uomo-donna vive di irrazionalità; è pazzo e assurdo per molti versi, ma va accettato così com'è.

Questo splendido film di Woody Allen è capace di strappare almeno una risata a chiunque. Fra gli artifici più belli utilizzati in questa occasione da Allen, potrei citare i momenti di dialogo diretto del protagonista con gli spettatori del film. E che dire dei dialoghi fra i due attori, con sottotitoli con ciò che pensano veramente? Sublimi! La scena della coda davanti al cinema con il saccente di turno che spara sentenze dietro all'insofferente Alvy è comicità pura. Le battute nel film sono fra le più riuscite e famose del regista.
Questo è il film di Woody Allen che preferisco fra quelli che ho visto finora. Molti dicono che "Manhattan" è il migliore, lo devo ancora vedere ma provvederò presto perché mi sta aspettando sul registratore!

 


 

Match point

di Erica (19/01/2007 - 14:06)

«Ci sono momenti in una partita [di tennis] in cui la palla colpisce il nastro e, con un po' di fortuna, lo oltrepassa, e allora si vince; oppure no... e allora si perde»

Questa frase, recitata all'inizio del film, ne è il filo conduttore.

Chris (Jonathan Rhys-Meyers), un giovane irlandese, bello, sicuro di sé e, naturalmente, fortunato con le donne, all'inizio del film legge "Delitto e castigo" di Dostoevskij. Di origini modeste, attraverso il tennis professionale si emancipa dalla povertà, poi lascia il tennis e l'isola natale per andare a Londra, con l'ambizione di raggiungere il successo. Gli Hewitt, nobili e ricchi, lo accolgono generosamente nel loro giro di amici, tanto che la loro figlia Chloe (Emily Mortimer) si innamora di lui e lo sposa. Per Chris, il giro sembra chiuso, la vita sognata è divenuta realtà ma, un giorno, ritorna nella sua vita Nola (Scarlett Johansson), per cui lui aveva già perso la testa quando era fidanzata con il suo amico e cognato Tom (Matthew Goode). La passione tra i due si scatena e sembra incontenibile, e Nola rimane incinta mentre Chloe sembra non riuscire ad avere il figlio che desidera. Chris si rende conto, però, che la passione non vale la sicurezza opulenta che ha raggiunto. Nel tennis è il match point che segna la fine della partita. Nella vita, è il caso a determinare la vittoria o la sconfitta. Un anello resta sospeso per un attimo. Cadrà al di qua o al di là della rete? La fine della storia dipenderà da questo. Ma nella nostra società, in cui regna il cinismo e si è perso ogni senso morale, alla colpa non segue più il castigo ma solo un po' di rimorso che impedisce il pieno godimento della propria fortuna.

"Match point" è un film di Woody Allen del 2005 e nel 2006 ha vinto il David di Donatello come miglior film europeo.
Questo film è molto diverso dal solito genere "Allen", pertanto può piacere anche a chi non ama il regista. Però da fan di Woody, dopo aver visto la profondità raggiunta da "Interiors" che ho recensito alcuni giorni fa, l'ho trovato un po' scontato.
Una curiosità: è il primo film di Woody Allen girato in Inghilterra.

Interiors

di Erica (10/01/2007 - 08:51)

Bellissimo film drammatico di Woody Allen del 1978, il primo in cui non appare come attore. Il film è un dichiarato tributo al cinema di Ingmar Bergman, molto ammirato da Allen.

Eve, un'arredatrice d'interni, è sposata con Arthur, un avvocato, dal quale ha avuto tre fglie: Renata, una poetessa di successo, Flyn, attrice alle prime armi, e Joey, la più fragile delle tre. Un giorno, Arthur abbandona Eve, che tenta il suicidio. La donna cerca conforto nelle figlie, che a loro volta vivono difficili situazioni esistenziali. Arthur torna da un viaggio in Grecia con Pearl, una donna che ha deciso di sposare. Le figlie si oppongono alla volontà del padre, ma senza successo. Eve, pur reagendo istericamente, entra in profonda crisi. Tutta la famiglia si riunisce in una villa sul mare per le nozze di Arthur. Durante la notte, Eve, sconvolta, si allontana verso l'oceano in tempesta. Joey la segue tentando inutilmente di salvarla. La giovane viene riportata a riva dal marito di Renata e Pearl le pratica la respirazione bocca a bocca. Al funerale, le tre figlie si separano. Joey tenta di descrivere la propria infelicità in un diario.

Stupenda la scena finale con un'inquadratura di profilo delle tre sorelle (la stessa della foto della locandina) con un dialogo minimalista oserei dire.
- Il mare è così calmo.
- Sì c'è una gran pace.
Semplicemente sublime, mi ha fatto venire i brividi...


 

Broadway Danny Rose

di Erica (02/01/2007 - 13:26)

Adoro i film di Woody Allen.
Dopo una premessa del genere, sapete già di chi voglio parlare ;-)
Durante le feste ho visto il film di Woody Allen del 1984 "Broadway Danny Rose" con Woody Allen e Mia Farrow.

Il film si apre con un gruppo di artisti che ricorda, in un piccolo ristorante di New York, le imprese ardite di un insolito impresario. Vere e proprie imprese, quelle di Danny Rose, che annovera tra i suoi artisti, ciechi, storpi, balbuzienti e disperati. Siamo negli anni Cinquanta, Danny Rose ha fatto collezione di fallimenti, eppure riesce a ridestare - dal torpore dell’alcol e di una carriera che sembrava essere andata in fumo – il cantante melodico Lou Canova. Lou è un italo-americano con moglie e figli a carico, assai sovrappeso, dedito all’alcol e a ricevere visite segrete di una giovane amante. Proprio in prossimità di un importante concerto, Tina, la giovane amante, litiga con Lou. L’artista, disperato, chiede a Danny di andare a recuperare Tina, pena l’impossibilità di esibirsi lucido nella sua serata “della vita”. Comincia cosi una serie di bizzarre situazioni che vedono Tina e Danny protagonisti, e che si succedono lungo l’arco della giornata dell’evento. Mentre Lou si attacca alla bottiglia, Tina e Danny sono costretti a fuggire dagli scagnozzi di un boss mafioso innamorato della giovane. Tra alterne peripezie arrivano a destinazione, giusto in tempo per far sbollire la sbronza a Lou: la serata è trionfale. Tina e Danny, in un giorno cosi lungo, intenso e imprevedibile, hanno avuto modo di conoscersi, confidarsi, capirsi. Ma Tina ha taciuto, per pudore e senso di colpa, un fatto importante. Nella serata in cui Lou ottiene la consacrazione, è proprio Danny colui che ne fa le spese: un manager molto noto, contattato proprio dalla ragazza, annovera Lou nella scuderia dei propri artisti. Lou lascia la famiglia, Tina va a vivere con lui, Danny torna dai suoi invisibili artisti sfortunati, tornando invisibile anche lui. Il denaro, il successo, lo sfavillante mondo di Broadway, resteranno sempre lontani da Danny. Ritornerà, invece, il calore umano, perduto in un giorno improbabile, intensamente vissuto tra il dolce sapore del successo e quello più amaro dell’oblio.

E' un film commedia malinconico, girato in bianco e nero. Situazioni buffe e paradossali non nascondono, il senso del dramma dei personaggi, costretti a vivere rincorrendo una chimera (la gloria, l’arte, il successo, il sogno) che diventa necessità, unica possibilità di sopravvivenza. Veramente un bel film.

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In una villa abitano Andrew (Woody Allen) - un inventore dilettante un po' svitato - e la moglie Adrian (Mary Stenburgen), noiosa e trascurata dal marito, perso dietro i suoi congegni, ora saltuariamente volanti, ora magici. Per un fine settimana arrivano altre due coppie: Leopold (Josè Ferrer), un anziano professore di filosofia, materialista dichiarato, presuntuoso e pedante, che sta per sposare la giovane e disinibita fidanzata Ariel (Mia Farrow), e Maxwell (Tony Roberts), un medico libertino, con la sua infermiera tuttofare Dulcy (July Hagerty), tanto belloccia quanto oca e facile di costumi. La casuale convivenza di questo campionario di gente senza reali interessi nè perché di vita genera un gioco di scambi, equivoci e appuntamenti al chiaro di luna, con composizioni e scomposizioni di coppie, schermate da raffinati passatempi di società, fino alla conclusione, più comica che tragica...

Divertente, leggero e "arioso" film di Woody Allen del 1982. Il film è ambientato all'inizio del '900. Leggevo che Allen ha girato questo film contemporaneamente al più noto "Zelig" di cui ho già parlato nel blog, e lo si nota proprio che Woody si rilassa e si diverte nelle pause del film più impegnativo. "Una commedia sexy in una notte di mezza estate" è stato girato in campagna, rigorosamente a quaranta minuti d’auto da Manhattan per poter far ritorno a sera nell’adorata metropoli. Sembra quasi che la natura sia protagonista del film e, per una volta, Woody si sforza di trovarla attraente.

Ombre e nebbia

di Erica (08/05/2007 - 13:52)

Chi segue questo blog, ormai l'avrà capito, sono una fan di Woody Allen! Ieri sera ho intercettato questa chicca che non avevo ancora visto.
"Ombre e nebbia" è una commedia nera di Woody Allen del 1991 con un cast di stelle: Woody Allen, Mia Farrow, John Malkovich, Madonna, Kathy Bates, Jodie Foster e John Cusak.
Se avete intenzione di vederlo, non leggete tutto il seguito: la trama del film è abbastanza complicata, e non me la sento di tagliarla a metà.

Negli anni '20, in una città europea avvolta da una fitta nebbia, si aggira un misterioso maniaco assassino che uccide i passanti strangolandoli. Dopo uno di questi delitti, Kleinman (Woody Allen), un pavido impiegato ebreo, viene svegliato da un gruppo di volontari che esigono la sua partecipazione alla caccia all'assassino. Quando però scende nella strada si trova solo: gli altri si sono allontanati, senza dargli istruzioni.
Intanto in un carrozzone di un circo accampato in città, il clown Paul (John Malkovich), deluso dal pubblico, si sfoga con la sua compagna Irmy (Mia Farrow), la mangiatrice di coltelli, che vorrebbe sposarsi con lui e avere un bambino. Ma l'uomo, indispettito, si allontana, e lei lo ritrova fra le braccia dell'acrobata Marie (Madonna). Dopo una scenata, Irmy abbandona piangendo il circo. Nel frattempo Kleinman si rifugia nel laboratorio del Dottore, che sta sezionando cadaveri, e offrendogli un bicchierino, gli confida che vorrebbe esaminare il cervello del Mostro, per trovare l'origine del Male.
Irmy, incontrata una prostituta di buon cuore, viene ospitata nel bordello dove lo studente Jack (John Cusak), affascinato dalla donna, le offre una cifra sempre più alta per averla, finchè a 700 dollari, Irmy accetta. Arrestata dalla polizia perchè senza licenza di prostituta, la donna esce dalla stazione di polizia insieme a Kleinman, il quale vi si era rifugiato, apprendendo dello strangolamento del Dottore e del ritrovamento del bicchierino con le proprie impronte, che riesce però a nascondere. Camminando fra la nebbia, Irmy fa amicizia con Kleinman.
Paul, pentito, cerca Irmy e incontra Jack, dal quale apprende l'avventura che ha avuto proprio con Irmy. Poco dopo il Mostro uccide una madre, e Irmy e Paul, che si sono ritrovati, raccolgono la bimba piangente: la donna decide di tenerla con sè e Paul accetta commosso. Tornati al circo, Irmy viene salvata da Kleinman dallo strangolatore che sta per ucciderla, Kleinman si trova a lottare con lo strangolatore, ma viene aiutato da Armstroff, il mago del circo, che egli ha sempre ammirato.

"Noi non siamo come tutti gli altri, siamo artisti. Sai bene che, un grande talento, comporta una grande responsabilità". (Paul rivolto a Irmy)

Ho letto che il film è tratto da una commedia teatrale degli anni '70 di Woody Allen stesso, intitolata "Morte" che era una parodia al libro "Il processo" di kafka. L'inizio del film è una chiara citazione del famosissimo "Freaks", capostipite dei film horror. Allen ha girato il film imitando lo stile dei classici europei d'inizio '900. Da segnalarvi, il bellissimo piano in sequenza in cui la telecamera scorre gli allegri visi delle prostitute sedute in cerchio attorno al tavolo, in cerca del volto di Mia Farrow.
Al di là del giallo, il film rappresenta una denuncia contro la caccia al diverso e, ampliando il discorso, contro la persecuzione degli ebrei. Ancora una volta, Allen ha creato un capolavoro!

Zelig

di Erica (20/04/2007 - 13:56)

Splendido e inquietante film di Woody Allen del 1983 con Woody Allen e Mia Farrow. Il film è la parodia di un documentario degli anni '20-'30.

Siamo nel 1928. L'uomo del momento è Leonard Zelig (Woody Allen), vittima di una ignota malattia che si manifesta nella trasformazione psicosomatica dei tratti in conseguenza del contesto in cui l'individuo si trova. Ricoverato in ospedale, Zelig viene seguito da Eudora Fletcher (Mia Farrow), una psichiatra che cerca di scoprire le radici dello strano fenomeno nell'inconscio del paziente. Il "camaleontismo" di Zelig si trasforma in una moda. Leonard viene affidato alla sorellastra che cerca di trasformarlo in un fenomeno da baraccone. La dottoressa Fletcher tenta di proteggere Leonard e se ne innamora. I due decidono di sposarsi, ma Zelig, turbato dagli scandali montati dalla stampa, fugge in Europa. Eudora lo ritrova a Berlino: Leonard è alle spalle di Hitler durante un'adunata nazista. Fuggiti dalla Germania, Leonard e Eudora vengono accolti trionfalmente in patria.

«Ho 12 anni. Vado alla sinagoga. Chiedo al rabbino qual è il significato della vita. Lui mi dice qual è il significato della vita. Ma me lo dice in ebraico. Io non lo capisco, l'ebraico. Lui chiede 600 dollari per darmi lezioni di ebraico.»
Leopold - Woody Allen in "Zelig"

Questo incredibile personaggio inventato da Woody Allen è un uomo-camaleonte: per mascherare la propria insicurezza cerca di mimetizzarsi in mezzo alla gente trasformandosi psicologicamente e fisicamente: è nero in mezzo alle persone di colore, studioso in mezzi agli studiosi, nazista in mezzo ai nazisti.
Alla domanda della psichiatra: "Perché si trasforma nelle persone che incontra?", Zelig risponde: "Mi dà sicurezza, mi piace essere come gli altri…".
E' un film che fa riflettere sul problema dell'integrazione, ma anche sulla società moderna che considera eroi insoliti personaggi per poi ignorarli il giorno dopo.
Significativo il cognome scelto da Allen per il suo personaggio e titolo del film: "Zelig" significa "benedetto" in lingua yiddish.


Io e Annie

di Erica (05/04/2007 - 13:56)

"Io e Annie" film del 1977 di Woody Allen con Woody Allen e Diane Keaton. Il titolo originale "Annie Hall" è un omaggio di Woody Allen alla Keaton perché Hall è il vero cognome dell'attrice. Il film portò fortuna ad alcuni attori che vi parteciparono (alcuni solo per pochi secondi), che da lì a poco sarebbero diventati autentiche star: Christopher Walken, Jeff Goldblum, Beverly D’Angelo e Sigourney Weaver.

Alvy Singer (Woody Allen), è un attore comico di origini ebree con successo ma portato alla depressione. Quando il suo migliore amico, Rob (Tony Roberts), gli presenta la deliziosa cantante di night club Annie Hall (Diane Keaton), Alvy se ne innamora immediatamente. Annie è una ragazza carina, un po' svitata, di famiglia benestante del Middle West. Alvy, già scottato da due matrimoni falliti, inizia il nuovo rapporto con paura; ma anche Annie, istintivamente, dubita del successo e mantiene un ampio margine d'evasione. Alvy la incita ad ampliare la propria cultura e Annie segue i suoi consigli, pur rimanendo insicura. Sessualmente le cose fra i due non vanno troppo bene e anche le differenze sociali finiscono per pesare. Durante un concerto, Annie viene notata da un produttore e la cosa fa ingelosire Alvy. Con l'aiuto della psicanalisi, Annie cresce e decide di interrompere il rapporto con Alvy, ma poi i due partono insieme per la California. Qui Annie ritrova il discografico che aveva promesso di lanciarla e Alvy rimane solo. Tornato a New York, decide di scrivere una commedia sulla sua storia d'amore. Il lieto fine è però opera di fantasia: Annie torna in città e i due rimangono soltanto buoni amici con ricordi piacevoli in comune. Alvy pensa tuttora che Annie sia una donna fantastica e che la sua conoscenza l'abbia arricchito; ma riflette che in fondo il rapporto uomo-donna vive di irrazionalità; è pazzo e assurdo per molti versi, ma va accettato così com'è.

Questo splendido film di Woody Allen è capace di strappare almeno una risata a chiunque. Fra gli artifici più belli utilizzati in questa occasione da Allen, potrei citare i momenti di dialogo diretto del protagonista con gli spettatori del film. E che dire dei dialoghi fra i due attori, con sottotitoli con ciò che pensano veramente? Sublimi! La scena della coda davanti al cinema con il saccente di turno che spara sentenze dietro all'insofferente Alvy è comicità pura. Le battute nel film sono fra le più riuscite e famose del regista.
Questo è il film di Woody Allen che preferisco fra quelli che ho visto finora. Molti dicono che "Manhattan" è il migliore, lo devo ancora vedere ma provvederò presto perché mi sta aspettando sul registratore!

 


 

Match point

di Erica (19/01/2007 - 14:06)

«Ci sono momenti in una partita [di tennis] in cui la palla colpisce il nastro e, con un po' di fortuna, lo oltrepassa, e allora si vince; oppure no... e allora si perde»

Questa frase, recitata all'inizio del film, ne è il filo conduttore.

Chris (Jonathan Rhys-Meyers), un giovane irlandese, bello, sicuro di sé e, naturalmente, fortunato con le donne, all'inizio del film legge "Delitto e castigo" di Dostoevskij. Di origini modeste, attraverso il tennis professionale si emancipa dalla povertà, poi lascia il tennis e l'isola natale per andare a Londra, con l'ambizione di raggiungere il successo. Gli Hewitt, nobili e ricchi, lo accolgono generosamente nel loro giro di amici, tanto che la loro figlia Chloe (Emily Mortimer) si innamora di lui e lo sposa. Per Chris, il giro sembra chiuso, la vita sognata è divenuta realtà ma, un giorno, ritorna nella sua vita Nola (Scarlett Johansson), per cui lui aveva già perso la testa quando era fidanzata con il suo amico e cognato Tom (Matthew Goode). La passione tra i due si scatena e sembra incontenibile, e Nola rimane incinta mentre Chloe sembra non riuscire ad avere il figlio che desidera. Chris si rende conto, però, che la passione non vale la sicurezza opulenta che ha raggiunto. Nel tennis è il match point che segna la fine della partita. Nella vita, è il caso a determinare la vittoria o la sconfitta. Un anello resta sospeso per un attimo. Cadrà al di qua o al di là della rete? La fine della storia dipenderà da questo. Ma nella nostra società, in cui regna il cinismo e si è perso ogni senso morale, alla colpa non segue più il castigo ma solo un po' di rimorso che impedisce il pieno godimento della propria fortuna.

"Match point" è un film di Woody Allen del 2005 e nel 2006 ha vinto il David di Donatello come miglior film europeo.
Questo film è molto diverso dal solito genere "Allen", pertanto può piacere anche a chi non ama il regista. Però da fan di Woody, dopo aver visto la profondità raggiunta da "Interiors" che ho recensito alcuni giorni fa, l'ho trovato un po' scontato.
Una curiosità: è il primo film di Woody Allen girato in Inghilterra.

Interiors

di Erica (10/01/2007 - 08:51)

Bellissimo film drammatico di Woody Allen del 1978, il primo in cui non appare come attore. Il film è un dichiarato tributo al cinema di Ingmar Bergman, molto ammirato da Allen.

Eve, un'arredatrice d'interni, è sposata con Arthur, un avvocato, dal quale ha avuto tre fglie: Renata, una poetessa di successo, Flyn, attrice alle prime armi, e Joey, la più fragile delle tre. Un giorno, Arthur abbandona Eve, che tenta il suicidio. La donna cerca conforto nelle figlie, che a loro volta vivono difficili situazioni esistenziali. Arthur torna da un viaggio in Grecia con Pearl, una donna che ha deciso di sposare. Le figlie si oppongono alla volontà del padre, ma senza successo. Eve, pur reagendo istericamente, entra in profonda crisi. Tutta la famiglia si riunisce in una villa sul mare per le nozze di Arthur. Durante la notte, Eve, sconvolta, si allontana verso l'oceano in tempesta. Joey la segue tentando inutilmente di salvarla. La giovane viene riportata a riva dal marito di Renata e Pearl le pratica la respirazione bocca a bocca. Al funerale, le tre figlie si separano. Joey tenta di descrivere la propria infelicità in un diario.

Stupenda la scena finale con un'inquadratura di profilo delle tre sorelle (la stessa della foto della locandina) con un dialogo minimalista oserei dire.
- Il mare è così calmo.
- Sì c'è una gran pace.
Semplicemente sublime, mi ha fatto venire i brividi...


 

Broadway Danny Rose

di Erica (02/01/2007 - 13:26)

Adoro i film di Woody Allen.
Dopo una premessa del genere, sapete già di chi voglio parlare ;-)
Durante le feste ho visto il film di Woody Allen del 1984 "Broadway Danny Rose" con Woody Allen e Mia Farrow.

Il film si apre con un gruppo di artisti che ricorda, in un piccolo ristorante di New York, le imprese ardite di un insolito impresario. Vere e proprie imprese, quelle di Danny Rose, che annovera tra i suoi artisti, ciechi, storpi, balbuzienti e disperati. Siamo negli anni Cinquanta, Danny Rose ha fatto collezione di fallimenti, eppure riesce a ridestare - dal torpore dell’alcol e di una carriera che sembrava essere andata in fumo – il cantante melodico Lou Canova. Lou è un italo-americano con moglie e figli a carico, assai sovrappeso, dedito all’alcol e a ricevere visite segrete di una giovane amante. Proprio in prossimità di un importante concerto, Tina, la giovane amante, litiga con Lou. L’artista, disperato, chiede a Danny di andare a recuperare Tina, pena l’impossibilità di esibirsi lucido nella sua serata “della vita”. Comincia cosi una serie di bizzarre situazioni che vedono Tina e Danny protagonisti, e che si succedono lungo l’arco della giornata dell’evento. Mentre Lou si attacca alla bottiglia, Tina e Danny sono costretti a fuggire dagli scagnozzi di un boss mafioso innamorato della giovane. Tra alterne peripezie arrivano a destinazione, giusto in tempo per far sbollire la sbronza a Lou: la serata è trionfale. Tina e Danny, in un giorno cosi lungo, intenso e imprevedibile, hanno avuto modo di conoscersi, confidarsi, capirsi. Ma Tina ha taciuto, per pudore e senso di colpa, un fatto importante. Nella serata in cui Lou ottiene la consacrazione, è proprio Danny colui che ne fa le spese: un manager molto noto, contattato proprio dalla ragazza, annovera Lou nella scuderia dei propri artisti. Lou lascia la famiglia, Tina va a vivere con lui, Danny torna dai suoi invisibili artisti sfortunati, tornando invisibile anche lui. Il denaro, il successo, lo sfavillante mondo di Broadway, resteranno sempre lontani da Danny. Ritornerà, invece, il calore umano, perduto in un giorno improbabile, intensamente vissuto tra il dolce sapore del successo e quello più amaro dell’oblio.

E' un film commedia malinconico, girato in bianco e nero. Situazioni buffe e paradossali non nascondono, il senso del dramma dei personaggi, costretti a vivere rincorrendo una chimera (la gloria, l’arte, il successo, il sogno) che diventa necessità, unica possibilità di sopravvivenza. Veramente un bel film.

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