Houston, we've had a problem here
The message came in the form of a sharp bang and vibration. Jack Swigert saw a warning light that accompanied the bang, and said, "Houston, we've had a problem here." I came on and told the ground that it was a main B bus undervolt. The time was 2108 hours on April 13.
Quindi "Houston, we've had a problem here." è la vera frase pronunciata dall'astronauta Jack Swigert sull'Apollo 13, il 13 aprile del 1970, ed è diventata una della frasi più celebri al mondo.
Non starò qui a ripetere la storia che tutti conoscono, di questa sfortunata-fortunata missione. Volevo solo commemorare il giorno in cui è stata pronunciata. Per chi è interessato a questa vicenda, ho scovato il racconto (in inglese) di Jim Lovell a questo link e pagine successive. Troverete anche il dettaglio delle comunicazioni fra la navicella e la base di controllo missione nei minuti critici della scoperta del guasto.
Jim Lovell e Jeffery Klunger hanno pubblicato un libro sulla missione, "Lost Moon", che è stato utilizzato per la sceneggiatura del film Apollo 13 di Ron Howard, con Tom Hanks, Kevin Bacon, Gary Sinise, Ed Harris e Bill Paxton.
Explorer 1
Non pensate male leggendo il titolo... non voglio parlare di un certo browser pieno di problemi, ma del primo satellite americano lanciato in orbita proprio il 31 gennaio del 1958.
Era un momento di crisi per la Nasa, l'Unione Sovietica aveva lanciato il proprio satellite Sputnick 1 il 4 ottobre 1957 e quindi l'America era nella scomoda posizione di inseguitrice della nazione rivale nella corsa allo spazio.
Il piccolo satellite Explorer 1 (ci se ne può render conto guardando la foto che ho trovato) pesava solo 13,9 chili di cui 8,3 di strumenti. La strumentazione satellitare a bordo era stata costruita e progettata da James Van Allen, dell'Università Statale dell'Iowa. Vi suona familiare questo nome?
Il satellite fu equipaggiato con un contatore geiger per la rilevazione dei raggi cosmici. A volte questo strumento funzionò a circa 30 conteggi al secondo (come previsto), ma altre volte si fermo completamente. Il gruppo di ricercatori dell'Università dell'Iowa (con a capo Van Allen) notò che ogni volta che il contatore era fermo, il satellite si trovava a un'altitudine maggiore di 2000 km sopra il Sud America, mentre quando passava a circa 500 km, il contatore mostrava il livello di raggi cosmici previsto. Dopo la missione con l'Explorer 3, venne capito il motivo: il contatore geiger era sottoposto a radiazioni troppo forti per essere rilevate!
Questa radiazioni erano dovute a una fascia di particelle cariche bloccate nello spazio dal campo magnetico terrestre, oggi nota proprio come fasce di Van Allen. Sono formate da particelle subatomiche elettricamente cariche che, provenendo dalle radiazioni solari e cosmiche, restano intrappolate nel campo magnetico terrestre o magnetosfera. La scoperta di queste cinture radioattive fece temere che il loro attraversamento fosse molto pericoloso per gli astronauti: si pensò di far passare le astronavi sopra i Poli (dove la radioattività è minima), oppure adottare pesanti schermature. Ulteriori ricerche dimostrarono che tale pericolo era stato sopravvalutato; e infatti gli astronauti hanno sempre attraversato le cinture radioattive.
La scoperta della fasce di Van Allen da parte dei satelliti Explorer fu considerata come una delle più importanti scoperte nell'Anno Geofisico Internazionale.

Il canale di Suez
Il Canale di Suez, è un canale artificiale navigabile lungo 163 km situato in Egitto tra Porto Said sul Mar Mediterraneo e Suez sul Mar Rosso.
Il canale permette il trasporto su acqua dall'Europa all'Asia, senza circumnavigare l'Africa. Prima della costruzione del canale, alcuni trasporti venivano effettuati scaricando le navi e trasportando le merci via terra dal Mediterraneo al Mar Rosso (o viceversa), dove venivano reimbarcate.
Il canale consiste di due parti, a nord e a sud del Grande Lago Amaro.
Venne costruito tra il 25 aprile 1859 e il 1869 da una compagnia francese. Il canale era di proprietà del governo egiziano e della Francia. La prima nave attraversò il canale il 17 febbraio 1867, ma il canale venne inaugurato, con una cerimonia sfarzosa proprio il 17 novembre 1869; Giuseppe Verdi scrisse la famosa opera Aida per questa cerimonia.
Nella piccola ricerca che ho fatto per scrivere questo post, mi sono imbattuta in un sito che raccontava l'intera storia del canale. E' interessante raccontarvi che il canale è stato scavato numerose volte nel corso dei secoli!
Fu scavato già al tempo di Ramsete II nel 1300 AC, poi insabbiato dal deserto e dalle piene del Nilo. Poi l'imperatore Dario I di Persia nel 500 AC lo riscavò, e anche gli arabi nel VII secolo DC. Quindi noi 'moderni' non abbiamo proprio inventato nulla di nuovo!
Dr. Livingstone, I presume

Con questa frase, celebre in tutto il mondo, Sir Stanley salutò il compatriota Livingstone proprio il 10 novembre del 1871. Il grande esploratore Livingstone, in Africa da parecchi anni per trovare le sorgenti del Nilo, era considerato disperso. Stanley, sponsorizzato da un giornale, organizzò una costosissima spedizione per trovarlo, e ci riuscì. La celebre frase è puramente retorica: all'incontro fra i due, Livingstone era l'unico bianco nel raggio di centinaia di chilometri!
I due celebri esploratori si unirono per proseguire le ricerche di Livingstone, fino a marzo dell'anno dopo quando Stanley rientrò in Inghilterra. Livingstone si rifiutò di tornare perchè le sue ricerche non avevano ancora avuto successo. Si dice che negli ultimi anni della sua vita non fosse più molto sano di mente... aiutò i mercanti arabi di schiavi a prendere contatto con le popolazioni del luogo e morì di malaria e dissenteria. Il suo corpo riposa però all'abbazia di Westminster a Londra, trasportato per migliaia di chilometri dai suoi due fedeli attendenti.
Questa storia mi ha sempre colpito, bella vero?





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