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Palazzo Vecchio

di Erica (24/05/2007 - 13:59)

Alcune domeniche fa ho visitato Palazzo Vecchio, il famosissimo edificio sede del comune di Firenze. La visita merita veramente, è uno splendido palazzo storico.

Sembra incredibile che l'enorme Salone dei Cinquecento sia contenuto in un edificio che da fuori non da' impressione di essere tanto grande. E' proprio in questa sala che avvenne la suprema sfida Leonardo contro Michelangelo. Non ci fu però un vincitore. L'affresco di Leonardo, che sperimentò una nuova tecnica, si sciolse in parte, quello di Michelangelo probabilmente fu appena cominciato. Fatto sta che Vasari ristrutturò la sala ingrandendola e ridipinse le pareti. E' un mistero affascinante sapere se ciò che rimaneva degli affreschi originali venne distrutto o aspetta di essere riportato alla luce dietro a quelli del Vasari.



 

Il simbolismo a Ferrara

di Erica (07/05/2007 - 13:55)

Aprile e maggio sono mesi di mostre... Quindi un'altra mostra visitata in questo periodo è quella su "Il Simbolismo. Da Moreau a Gaugain a Klimt", organizzata a Ferrara al Palazzo dei Diamanti. La mostra termina il 20 maggio.

Il Simbolismo è un movimento artistico-letterario di origini francesi, nato alla fine del diciannovesimo secolo. Nell'arte, il movimento si caratterizza per il rifiuto dei pittori di rifarsi al realismo, nella convinzione che la pittura dovesse rappresentare idee e stati d'animo, piuttosto che esprimere su tela il mondo visibile. Lo stile si presenta piuttosto vario: i tratti principali si identificano in ricchezze minuziose e serenità stilizzate, con l'intento comune di creare un mondo ultraterreno. I soggetti principali del simbolismo sono immagini religiose e mitologiche, scene di erotismo, morte e peccato.
Altre informazioni le potete trovare sul sito della mostra.

Sapevo già in partenza che non mi ero preparata quel minimo per capirci qualcosa nelle opere presentate, quindi ci sono andata impreparata. Per apprezzare questa mostra è sicuramente consigliabile fare una visita guidata.
Ho comprato uno speciale di "Art e Dossier" sul simbolismo, quindi farò un piccolo studio del movimento a posteriori rispetto alla mostra, peccato. Inoltre, sempre "Art e Dossier" ha pubblicato un articolo sulla mostra nel numero di marzo 2007.

De Chirico a Padova

di Erica (03/05/2007 - 13:52)

Ancora per pochi giorni (fino al 27 maggio), Palazzo Zabarella a Padova ospita una bellissima mostra su Giorgio De Chirico.
La mostra mi è piaciuta veramente molto perchè ha il pregio di presentare una selezione di opere dell'artista dipinte durante tutta la sua lunga vita (è morto a novant'anni). Quindi l'esposizione di opere non è limitata solo a quelle più famose e bellissime del periodo metafisico.
Se vi piace De Chirico ve la consiglio vivamente!
Informazioni più precise le potete reperire sul sito della mostra.

Se volete prepararvi alla visita, la rivista "Art e dossier" ad aprile ha pubblicato un articolo dedicato alla mostra e uno speciale proprio su De Chirico allegato al numero di febbraio. Ma la fonte migliore per me è stata il volume su De Chirico della collana "I classici dell'arte. Il novecento" di Rizzoli Skira, uscito in allegato al "Corriere della sera" l'anno scorso. Queste monografie sono fatte veramente bene!

Higan 2007

di Erica (19/03/2007 - 08:57)

Sabato assieme ad un'amica, ho partecipato a Higan 2007, una manifestazione rivolta alla diffusione delle arti e filosofie orientali. Il luogo è Abano Terme (PD), come avevo preannunciato in un post precedente dove parlavo di tè. L'esperienza è stata molto positiva, e se nei prossimi giorni ci sono eventi che v'interessano nel programma, ve lo consiglio vivamente. Avete tempo fino al primo aprile!
Ci aspettavamo una sede più grande e con più gente, ma fortunatamente siamo riuscite a partecipare alle cose che più c'interessavano!

Al mattino, abbiamo partecipato alla degustazione di tè cinese, organizzata in modo superbo da una vera appassionata di tè che merita veramente di essere citata, Viviana Bianchi, presidentessa dell'associazione "Le tradizioni del thè" di Como.
In seguito abbiamo assistito ad una interessantissima conferenza di Gianluigi Storto, autore del libro "Il tè: verità e bugie, pregi e difetti". L'autore è un chimico, quindi l'approccio all'argomento è prettamente scientifico e quindi molto utile per sfatare i molti miti sul tè.

Per pranzo abbiamo partecipato alla degustazione di sushi: è stata la mia prima esperienza di questo tradizionale piatto giapponese e mi è piaciuto talmente tanto che abbiamo fatto il bis :-P
Nel pomeriggio, altra degustazione di tè, questa volta giapponesi, organizzata dai proprietari della ditta Wasabi. Questa degustazione purtroppo è stata molto inferiore a quella del mattino, rivolta solo a pubblicizzare e vendere i propri prodotti.

Nel corso della manifestazione abbiamo visitato anche la mostra di meravigliosi bonsai, la ricostruzione di una tipica casa giapponese, la ricostruzione di un giardino giapponese e la mostra fotografica di giardini giapponesi. Erano presenti anche alcuni stand (non quanti me ne aspettavo purtroppo!) per la vendita di libri, magliette, tè, prodotti alimentari giapponesi, ceramiche ed abiti orientali.

Basquiat

di Erica (09/01/2007 - 08:51)

Fino al 28 gennaio, la Triennale di Milano organizza "The Jean-Michel Basquiat Show", una mostra dedicata al controverso artista morto di overdose nel 1988 a soli 28 anni.

Basquiat, nato a Brooklyn, da padre haitiano e madre portoricana, ha usato le sue radici di graffitaro come fondamenta per creare un tipo di pittura collage-style su tela. Le sue opere sono chiaramente influenzate dal suo stile di vita e dall'ambiente che lo circondava a New York City e spesso fra i colori poneva parole e frasi apparentemente scorrelate. Il suo stile è stato descritto come nervoso, feroce e energico.

Scusate il modo nel quale esprimo certi concetti, ma non sono un critico d'arte e non ho nemmeno seguito un percorso di studi artistico. Quindi certe terminologie tecniche mi mancano ;-)
I quadri di Basquiat li ho trovati molto interessanti. Al di là di cercare di carpirne il significato, mi sono impegnata a valutare le emozioni che suscitavano in me nel vederli. E' interessante notare che in maggioranza ha fatto uso di colori primari, senza sfumature. I rossi sono rossi accesi e i blu sono intensi come si può vedere dall'opera "Skull" che ho riportato sopra. L'opera di Basquiat non lascia certo indifferenti.

Tamara de Lempicka

di Erica (29/12/2006 - 18:07)

Tamara de Lempicka è celebrata da una mostra a Palazzo Reale a Milano fino al 28 gennaio. E' la migliore mostra che ho visto quest'anno!!!

Pittrice cosmopolita e icona dell’Art Déco, Tamara de Lempicka ha creato immagini che sono diventate il simbolo di un’epoca, "i folli" anni Venti e Trenta di cui diventa la più brillante interprete, introducendo nei suoi dipinti i simboli della modernità e rappresentando la donna emancipata, libera, indipendente e trasgressiva. Considerando la vita come un’opera d’arte e sostenuta da una volontà ferrea di affermazione, Tamara coltiva il suo talento artistico, ma anche costruisce con cura la propria immagine di donna elegante e sofisticata, divenendo presto la protagonista stravagante della mondanità europea.

I quadri esposti sono molti, quindi ci si può proprio fare una buona idea della produzione di questa  fantastica artista. I miei complimenti per l'allestimento della mostra: si è cercato di rispettare i desideri dell'artista voluti per una precedente mostra in Italia (quadri appesi su sfondo grigio, illuminati da faretti). In una sala è stato creato un angolo suggestivo con un vaso di calle (artificiali) illuminate da un altro faretto. Infine è stata ricreata un piccola parte dello studio di Parigi dell'artista, con alcuni mobili originali e un filmato d'epoca.
Proprio una bella mostra!


Mantegna a Mantova

di Erica (12/12/2006 - 13:43)

In occasione del V centenario della morte di Andrea Mantegna (1506-2006), è stata organizzata una grande esposizione articolata in tre mostre in ognuna delle città dove l'artista ha vissuto e lasciato alcune delle sue opere più importanti: Padova, Verona e Mantova.

Ho visitato quella di Mantova ed è stata deludente. In meno di un'ora ho visto tutto, comprendendo anche la lunga fila davanti ad ogni quadro.
Fatto scandaloso, le sezioni della mostra non sono commentate da nessun pannello, c'è giusto il cartellino col titolo e autore di fianco ad ogni quadro. Quadri del Mantegna in esposizione son meno di quindici.

Col biglietto della mostra si può visitare anche il museo cittadino nel palazzo di San Sebastiano, ma veramente le file per visitarla e il prezzo del biglietto non sono giustificati. Un grandissimo pittore come Mantegna meritava certamente di più. Ad esempio perchè non comprendere anche l'ingresso a Palazzo Ducale per la visita alla camera degli sposi?  Che senso ha dedicargli una mostra proprio a Mantova e non inserirvi una delle opere fondamentali?

Andrè Derain

di Erica (13/11/2006 - 14:11)

Nel Palazzo dei Diamanti a Ferrara, fino al 7 gennaio si tiene la mostra su Andrè Derain, pittore francese ancora poco conosciuto in Italia.

Pioniere delle più audaci avanguardie artistiche del primo Novecento, dal fauvisme al cubismo, e precursore del classicismo degli anni Venti e Trenta, André Derain (1880-1954) è una figura chiave nella storia dell’arte moderna. In Italia, dove l’artista francese soggiornò nel 1921, Carlo Carrà, in una monografia pubblicata nello stesso anno, riconobbe in lui un profondo conoscitore dei maestri italiani del Rinascimento. Fin dagli esordi Derain aveva infatti affiancato la più ardita sperimentazione formale allo studio appassionato della tradizione, alla ricerca dei «segreti perduti» dei pittori antichi, tracciando una strada maestra seguita dai più insigni artisti italiani dell’epoca.

Lo stile dei quadri di questo artista è quanto di più vario ci possa essere. Da una sala all'altra ci si trova in un mondo diverso. La visita guidata alla mostra merita veramente. Se riuscite, chiedete di Virna, è stata bravissima!

Annibale Carracci

di Erica (13/10/2006 - 15:09)

Fino al 7 gennaio 2007, a Bologna nel museo archeologico c'è una bella mostra di Annibale Carracci

Nei primi anni del '600, Annibale non aveva rivali: con straordinaria abilità ritraeva gente comune in atteggiamenti banali. Era definito dai contemporanei "il nuovo Raffaello", colui che aveva ripristinato in pittura il classicismo, capace di pervenire alla sintesi fra pittura padana e veneta.

La mostra è molto interessante. Si può vedere buona parte della produzione di un pittore locale, ma che ha saputo conquistare l'ammirazione dei potenti della sua epoca. Compresa nella visita c'è anche l'ingresso a due splendidi palazzi di Bologna affrescati da Annibale, Palazzo Sampieri e Palazzo Magnani.

Dopo Bologna, la mostra si trasferirà a Roma, quindi vederla già a Bologna è un'ottima occasione! A Roma però sarà possibile visitare anche il capolavoro di Annibale, la galleria di Palazzo Farnese, altrimenti impossibile da visitare perchè sede del'ambasciata francese.

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