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Space cowboys

di Erica (13/08/2007 - 13:55)

"Space cowboys" è un film di Clint Eastwood del 2000, con Estwood stesso, Tommy Lee Jones, Donald Sutherland.

Si sa, per ogni astronauta che riesce ad andare nello spazio, sono centinaia quelli scartati. Protagonisti di questo film sono appunto quattro astronauti della Nasa scartati alla fine degli anni '50, il team Dedalus. La tecnologia fa passi da gigante, e probabilmente le conoscenze e le competenze si possono perdere lungo la strada. Ai giorni nostri, la Russia chiede aiuto alla Nasa per riportare nell'orbita corretta un satellite per le comunicazioni che utilizza chissà come, un sistema di navigazione progettato proprio da un ingegnere americano, Frank Corvin (Clint Eastwood). I giovani ingegneri della Nasa non riescono a riparare il sistema di navigazione e allora viene chiesto aiuto a Corvin stesso che però per aiutare la Nasa nel pochissimo tempo a disposizione, ricatta il suo ex-capo a riesumare il gruppo Dedalus per farsi mandare finalmente in orbita.

Le scene di addestramento dei vecchietti accanto ai giovani astronauti sono molto divertenti. Il film come quasi tutti quelli di ambientazione "astronautica" mi è piaciuto molto, in particolar modo grazie al racconto fuori dagli schemi che ha utilizzato il bravo Eastwood.

Michael Collins

di Erica (10/08/2007 - 13:03)

"Michael Collins" è un film del 1996 di Neil Jordan, che racconta la vita dell'omonimo patriota irlandese. Nel film recitano Liam Neeson e Julia Roberts in una particina e si è anche aggiudicato il Leone d'Oro a Venezia.

In una Irlanda schiacciata da 700 anni di dominio britannico, Michael Collins (Liam Neeson) rappresenta la lotta per la pace e la libertà. Il film si apre, sull'insurrezione di Pasqua del 1916 ed il conseguente rinnovamento del movimento per l'indipendenza dell'Irlanda. Viaggiando per tutto il paese facendo proseliti con i suoi discorsi inneggianti all'identità nazionale, Collins, inventore del metodo della guerriglia, organizza la sua famosa Armata Invisibile, un esercito di volontari che con pochi mezzi riesce a diventare l'incubo della grande potenza occupante. La situazione precipita con l'arrivo a Dublino di un corpo paramilitare inviato con il solo scopo di insegnare l'obbedienza agli irlandesi con qualunque mezzo. Si arriva comunque ad un armistizio e Collins, pur non essendo uomo di politica e nonostante le sue riluttanze, viene inviato a Londra per trattare la pace. Il trattato, non riconoscendo la Repubblica d'Irlanda, stabilisce l'esistenza di uno stato libero d'Irlanda con un proprio governo, ma separato dal nord e tenuto a giurare obbedienza alla corona inglese. Gli stessi compagni di lotta, fra cui l'amico Harry Boland e Eamon De Valera, si schierano contro Collins fino ad arrivare allo scoppio della guerra civile fra i sostenitore i gli oppositori del trattato.

Dai miei viaggi in Irlanda, ero curiosa di vedere questo film e devo dire che mi è piaciuto. Il film è fedele alla storia di questo incredibile personaggio ed essendo Neil Jordan un bravo regista irlandese non poteva esser altrimenti.

Le donne vere hanno le curve

di Erica (09/08/2007 - 13:58)

Ieri sera ho visto il divertente film, "Le donne vere hanno le curve" diretto da una regista colombiana, Patricia Cardoso, con America Ferrera (la protagonista di Ugly Betty). Il flm ha vinto un'edizione del Sundance Film Festival.

Protagonista della vicenda è Ana (America Ferrera), una giovane americana di origini messicane, dalla mente brillante e dal fisico non proprio snello. La sua vita è come quella di tanti diciottenni: ha finito il liceo e deve decidere che cosa fare del suo futuro. In realtà la scelta sembra essere già stata fatta. La ragazza vorrebbe, infatti, andare a studiare a New York, dove ha vinto una borsa di studio alla Columbia University. Ma i genitori e soprattutto la madre Carmen (Lupe Ontiveros) non sono d’accordo. La donna, autoritaria  e un po’ troppo possessiva, desidererebbe infatti che la figlia si mettesse a lavorare nella sartoria di famiglia come la sorella maggiore Estela (Ingrid Oliu), che si sposasse velocemente e che le regalasse dei nipotini. Ana tenta di accontentarla, pur controvoglia, ma si accorge che quel modo di vivere le va stretto.

Questo film lo si può paragonare a "Il mio grosso grasso matrimonio greco" o a "Sognando Beckam" e in fondo la morale è la stessa, cioè che bisogna imparare ad accettarsi così come si è e puntare piuttosto sulle proprie qualità.
Il film è una simpatica commedia con alcune scene molto divertenti. Ad esempio, il personaggio della madre è uno spasso: continua a dire di essere incinta, dato che non ha mestruazioni da tre mesi, ma nessuno gli dice che è in menopausa, fino a quando andando dal dottore spinta dalla figlia, capirà la verità! Altra scena particolarmente divertente è quella in cui Ana si ribella al caldo nella sartoria e si nota subito che America Ferrera in "Ugly Betty" è molto dimagrita rispetto a questo film!

Rosemary's baby

di Erica (03/08/2007 - 11:10)

Rieccomi più o meno operativa... in questi giorni ho un attacco di pigrizia devastante che sarà meglio che passi entro lunedì ;-) Per le foto quindi sono in alto mare con la selezione da mettere sul sito... pazientate!


"Rosemary's baby" è un film di Roman Polansky del '68 con una grandissima Mia Farrow nel suo primo ruolo cinematografico importante.

La pellicola narra la storia di una coppia newyorkese, Rosemary (Mia Farrow) e Guy Woodhouse (John Cassavetes). La vita per i due sembra essere in un ottimo momento: si sono appena trasferiti in un nuovo appartamento, Guy, attore teatrale, sta ottendendo un buon successo e Rosemary aspetta un bambino.
L'attesa però non è facile: Rosemary, infatti, inizia ad avere strane sensazioni dentro di sé, e quando una ragazza del condominio si suicida comincia ad essere al centro di grandi attenzioni (spesso eccessive) da parte di strani individui. Cercando di proteggere il proprio bambino, in un'atmosfera sempre più sinistra, dove sogno e realtà si confondono, Rosemary perde poco alla volta il controllo della situazione, fino a quando si rende conto di essere stata la vittima di una setta satanica, nella quale è coinvolto anche il marito, nell'ambizione di guadagnare fama e successo, ed i vicini, Roman (Sidney Blackmer) e Minnie Castevet (Ruth Gordon).

Per la maggior parte del primo tempo, il film ci presenta la tranquilla vita dei coniugi Woodhouse nel nuovo appartamento. Dal
momento in cui Rosemary fa uno strano incubo e dopo poco tempo concepisce un bambino, il clima cambia gradualmente: gli incubi di Rosemary si fanno più frequenti, soffre di forti dolori all'addome e sente una strana atmosfera attorno a sè.
Le scene di suspence sono dosate col contagocce, ma ciò non rende noisoso il film, anzi lo spettatore è spinto a credere che
Rosemary stia impazzendo, invece...
Il finale è da brividi e non ve lo voglio certo rivelare se ancora non l'avete visto, ma la scena di Mia Farrow che gira col coltello in mano si è vista centinaia di volte, ed è indimenticabile ;-)

Bowling a Columbine

di Erica (25/06/2007 - 14:35)

E' un documentario del 2002 di Michael Moore che si è aggiudicato il premio Oscar nel 2003 nella sezione documentari.

Il film è dedicato al tema dell'uso delle armi in America, facendo riferimento alle stragi nelle scuole americane, in particolare al massacro della Columbine High School, vicino a Denver e Littleton, nel Colorado, nella quale due ragazzi armati di fucile, dopo una partita di bowling, entrarono nella loro scuola e si uccisero dopo aver tenuto in ostaggio per ore la scuola facendo fuoco verso i loro stessi compagni.
Spostatosi in Canada per approfondire il tema dell'uso delle armi, Moore giunge alla conclusione che non è l'arma in sé a creare il crimine, ma la paura del crimine stesso che negli Stati Uniti, attraverso i suoi mezzi d'informazione e l'uso politico delle differenze sociali, porta chiunque a diffidare del prossimo, trascinando questi contrasti a forme di difesa personale eccessiva.

Il documentario è abbastanza impressionante e vale assolutamente la pena vederlo. Vi racconto un paio di scene iniziali per darvi idea di quello di cui parla....
Moore va in una banca perchè ha visto una pubblicità un po' particolare: a chi apre un contro regalano un fucile. Ne hanno a disposizione tantissimi modelli, e per averne uno basta aprire il conto e compilare un modulo in cui si dichiara di non essere minorati psichici. Moore chiede: "E se sono un criminale?" L'impiegata risponde che solo i minorati psichici sono esclusi!!!
Nel film sono intervistate varie persone, fra cui anche un certo Nichols (il fratello del Nichols che assieme a McVeigh ha fatto esplodere l'edificio di Oklahoma City provocando la morte di 168 persone) che proclama che gli americani hanno tutto il diritto di possedere armi per difendersi. Moore gli dice  "Gandhi ha sconfitto l'impero britannico senza armi". Nichols risponde: "Non lo conosco".

Notte prima degli esami

di Erica (19/06/2007 - 13:04)

"Notte prma degli esami" è un film del 2006 del regista esordiente Fausto Brizzi.

Il protagonista, Luca (Nicolas Vaporidis), è disperato e naviga nel dubbio della sua promozione agli esami a causa del temuto professore Antonio Martinelli (Giorgio Faletti), col quale ha avuto un pesante scontro poco dopo il suono dell'ultima campanella dell'ultimo giorno di scuola. Nel frattempo cerca di rintracciare la bellissima Claudia (Cristiana Capotondi), conosciuta ad una festa, con l'aiuto dei suoi migliori amici Alice (Sarah Maestri), Riccardo (Eros Galbiati) e Massimiliano (Andrea De Rosa). Quest'ultimo ha una storia con Simona (Chiara Mastalli), dagli imprevedibili sviluppi.

Ero molto curiosa di vedere questo film dopo averne tanto sentito parlare sui blog che seguo. Il film ha belle musiche ma la storia l'ho trovata proprio banale: il regista ha sapientemente messo nel film tutto ciò che lo spettatore vorrebbe vedere. Io ho fatto la maturità nel '91, quindi in un periodo molto vicino all'epoca del film, ma non mi sono assolutamente rivista nel film...  I ragazzi del film mi sembrano quelli di oggi riportati indietro. Feste, droghe, macchine veloci, ragazze e ragazzi completamente disinibiti... dove vivo io non eravamo assolutamente così!
La morte della nonna, la scoperta del tradimento, la ragazza dei sogni figlia del professore più terribile: un festival di banalità. Un film da ricordare non nasce da un mix di belle musiche ma trama trita e ritrita. Insomma per me è stata una grossa delusione: ormai è appurato, non mi piace proprio il genere.

Transamerica

di Erica (14/06/2007 - 14:37)

"Transamerica" è un film del 2005 che ha regalato la notorietà al regista Duncan Tucker. Gli attori principali sono Felicity Huffman (ve la ricordate? E' una delle "Desperate Housewives", la mamma coi quattro figli) e Kevin Zegers (lo si è visto in alcune puntate di telefilm famosissimi, quali "X-Files", "Dr. House" e "Smallville") .

Bree (Felicity Huffman) (è un transessuale donna, elegante, colta, alquanto tradizionalista e, soprattutto, con una forte autoironia. Vive a Los Angeles tra mille ristrettezze per potersi pagare l'intervento chirurgico definitivo per la sua ridefinizione sessuale. Una telefonata inaspettata da parte di Toby (Kevin Zegers), un teenager sregolato alla ricerca di suo padre, riporta a Bree la notizia scioccante che una relazione eterosessuale avuta nella sua passata vita da uomo ha generato un figlio. Bree non ha nessuna intenzione di conoscerlo, ma dovrà cedere alle pressioni della sua psicoterapeuta, che non è disposta a concedere l'autorizzazione legale per l'intervento finché non avrà affrontato il ragazzo e, attraverso di lui, il suo passato. Durante il lungo viaggio verso casa Bree e Toby (il ragazzo, all'inizio, non sa che quella riservata e un po' scontrosa signora che si è offerta di accudirlo, in realtà, è... suo padre) hanno occasione di conoscersi sempre meglio, imparando a stimarsi a vicenda e scoprendo un po' alla volta un imprevisto e profondo legame, che li porterà, dopo l'inevitabile e traumatica scoperta da parte di Toby della vera identità di Bree, a tentare di affrontare insieme il futuro, nonostante le molte traversie che ancora dovranno affrontare.

Bel film divertente, ma con la capacità di offrire anche spunti di riflessione. La vita non è certo facile per Bree, la sua scelta di voler apparire esteriormente come si sente dentro è causa di parecchi guai. Spassosissime le scene del ritorno famiglia. Ma sopratutto è strabiliante l'interpretazione di Felicity Huffman: donna che interpreta un uomo che si comporta da donna.
Una curiosità: nel film è citata una frase tratta da un episodio dei Simpson: "I'm a level four vegan; I don't eat anything that casts a shadow." che possiamo tradurre come "Sono un vegano di livello 4. Non mangio nulla che proietti un'ombra" pronunciata dall'indiano che offre un passaggio a padre e figlio lungo la strada.

Munich

di Erica (30/05/2007 - 14:14)

"Munich" è un film del 2005 di Steven Spielberg.

Il 5 settembre del 1972 un commando che faceva capo all'organizzazione terroristica Settembre Nero, fece irruzione nella palazzina che ospitava gli atleti israeliani al villaggio olimpico di Monaco. Due di loro vennero uccisi subito, gli altri, presi in ostaggio, morirono all'aeroporto dopo un tentato blitz della polizia tedesca. Il primo ministro israeliano Golda Meir indice una riunione coi capi politici e militari e ordina l'uccisione dei responsabili, non dopo una sofferta dialettica. Dice "in casi estremi lo stato deve rompere i limiti morali". Viene organizzato un gruppo eterogeneo a capo del quale viene posto Avner Kauffman (Eric Bana), agente del Mossad. Il gruppo elimina sette degli undici responsabili, Avner riesce a tornare a casa, in famiglia, ma non sarà mai più l'uomo di prima.

"Munich" è il racconto romanzato della rappresaglia israeliana all'attentato di Monaco, non la storia dell'attentato stesso. Con una scelta molto felice, l'attacco al villaggio olimpico è raccontato in parte come prologo del film e il resto come flashback negli incubi-ricordi del protagonista. Spielberg non ha placato la curiosità dello spettatore tutta in una volta, ma a piccole dosi ;-)
Il film ha alcune scene crude, ma neanche troppe considerato l'argomento. La lotta interiore del protagonista, prima convinto che ciò che sta facendo è giusto e poi incerto, appare veramente molto umano. Nonostante Spielberg sia ebreo, il film non sembra incentrato su una versione della storia in cui gli israeliani sono i buoni e i palestinesi i cattivi ma si confrontano le ragioni degli uni e degli altri.

Una commedia sexy in una notte di mezza estate

di Erica (25/05/2007 - 12:30)

In una villa abitano Andrew (Woody Allen) - un inventore dilettante un po' svitato - e la moglie Adrian (Mary Stenburgen), noiosa e trascurata dal marito, perso dietro i suoi congegni, ora saltuariamente volanti, ora magici. Per un fine settimana arrivano altre due coppie: Leopold (Josè Ferrer), un anziano professore di filosofia, materialista dichiarato, presuntuoso e pedante, che sta per sposare la giovane e disinibita fidanzata Ariel (Mia Farrow), e Maxwell (Tony Roberts), un medico libertino, con la sua infermiera tuttofare Dulcy (July Hagerty), tanto belloccia quanto oca e facile di costumi. La casuale convivenza di questo campionario di gente senza reali interessi nè perché di vita genera un gioco di scambi, equivoci e appuntamenti al chiaro di luna, con composizioni e scomposizioni di coppie, schermate da raffinati passatempi di società, fino alla conclusione, più comica che tragica...

Divertente, leggero e "arioso" film di Woody Allen del 1982. Il film è ambientato all'inizio del '900. Leggevo che Allen ha girato questo film contemporaneamente al più noto "Zelig" di cui ho già parlato nel blog, e lo si nota proprio che Woody si rilassa e si diverte nelle pause del film più impegnativo. "Una commedia sexy in una notte di mezza estate" è stato girato in campagna, rigorosamente a quaranta minuti d’auto da Manhattan per poter far ritorno a sera nell’adorata metropoli. Sembra quasi che la natura sia protagonista del film e, per una volta, Woody si sforza di trovarla attraente.

Chiedi alla polvere

di Erica (15/05/2007 - 18:33)

Dopo una pausa per carenza di argomenti, torno per raccontarvi di un film visto ieri sera dal quale mi aspettavo molto, che però non mi ha particolarmente entusiasmato.
"Chiedi alla polvere" è un film del 2006 di Robert Towne, tratto dall'omonimo romanzo di John Fante.

Siamo a Los Angeles all'inizio del ventesimo secolo: Arturo Bandini (Colin Farrell) è uno scrittore squattrinato che vive in un albergo insieme alla sua macchina da scrivere, e che sbarca il lunario scrivendo racconti brevi per una rivista poco importante. Un giorno Arturo incontra Camilla (Salma Hayek), una cameriera messicana dal temperamento piuttosto selvaggio e focoso e malgrado un incontro iniziale non proprio ortodosso, fatto d'insulti e d'incomprensioni, tra i due nasce una relazione passionale e sincera. Amore che li porterà lontano, sulle spiagge della California...

Se per dare un giudizio al film, sento il bisogno di leggere il tanto declamato libro, probabilmente significa che il regista e lo sceneggiatore del film non hanno raggiunto il loro scopo. Nel complesso il film l'ho trovato abbastanza noioso, e, mi spiace dirlo perché esteticamente mi piace molto ;-) , Colin Farrell è assolutamente legnoso nell'interpretazione del suo ruolo. Peccato invece che Donald Sutherland abbia solo una piccola particina, perché nel suo ruolo, l'ho trovato più convincente dei protagonisti.
Se avete visto il film, che ne pensate?

Ombre e nebbia

di Erica (08/05/2007 - 13:52)

Chi segue questo blog, ormai l'avrà capito, sono una fan di Woody Allen! Ieri sera ho intercettato questa chicca che non avevo ancora visto.
"Ombre e nebbia" è una commedia nera di Woody Allen del 1991 con un cast di stelle: Woody Allen, Mia Farrow, John Malkovich, Madonna, Kathy Bates, Jodie Foster e John Cusak.
Se avete intenzione di vederlo, non leggete tutto il seguito: la trama del film è abbastanza complicata, e non me la sento di tagliarla a metà.

Negli anni '20, in una città europea avvolta da una fitta nebbia, si aggira un misterioso maniaco assassino che uccide i passanti strangolandoli. Dopo uno di questi delitti, Kleinman (Woody Allen), un pavido impiegato ebreo, viene svegliato da un gruppo di volontari che esigono la sua partecipazione alla caccia all'assassino. Quando però scende nella strada si trova solo: gli altri si sono allontanati, senza dargli istruzioni.
Intanto in un carrozzone di un circo accampato in città, il clown Paul (John Malkovich), deluso dal pubblico, si sfoga con la sua compagna Irmy (Mia Farrow), la mangiatrice di coltelli, che vorrebbe sposarsi con lui e avere un bambino. Ma l'uomo, indispettito, si allontana, e lei lo ritrova fra le braccia dell'acrobata Marie (Madonna). Dopo una scenata, Irmy abbandona piangendo il circo. Nel frattempo Kleinman si rifugia nel laboratorio del Dottore, che sta sezionando cadaveri, e offrendogli un bicchierino, gli confida che vorrebbe esaminare il cervello del Mostro, per trovare l'origine del Male.
Irmy, incontrata una prostituta di buon cuore, viene ospitata nel bordello dove lo studente Jack (John Cusak), affascinato dalla donna, le offre una cifra sempre più alta per averla, finchè a 700 dollari, Irmy accetta. Arrestata dalla polizia perchè senza licenza di prostituta, la donna esce dalla stazione di polizia insieme a Kleinman, il quale vi si era rifugiato, apprendendo dello strangolamento del Dottore e del ritrovamento del bicchierino con le proprie impronte, che riesce però a nascondere. Camminando fra la nebbia, Irmy fa amicizia con Kleinman.
Paul, pentito, cerca Irmy e incontra Jack, dal quale apprende l'avventura che ha avuto proprio con Irmy. Poco dopo il Mostro uccide una madre, e Irmy e Paul, che si sono ritrovati, raccolgono la bimba piangente: la donna decide di tenerla con sè e Paul accetta commosso. Tornati al circo, Irmy viene salvata da Kleinman dallo strangolatore che sta per ucciderla, Kleinman si trova a lottare con lo strangolatore, ma viene aiutato da Armstroff, il mago del circo, che egli ha sempre ammirato.

"Noi non siamo come tutti gli altri, siamo artisti. Sai bene che, un grande talento, comporta una grande responsabilità". (Paul rivolto a Irmy)

Ho letto che il film è tratto da una commedia teatrale degli anni '70 di Woody Allen stesso, intitolata "Morte" che era una parodia al libro "Il processo" di kafka. L'inizio del film è una chiara citazione del famosissimo "Freaks", capostipite dei film horror. Allen ha girato il film imitando lo stile dei classici europei d'inizio '900. Da segnalarvi, il bellissimo piano in sequenza in cui la telecamera scorre gli allegri visi delle prostitute sedute in cerchio attorno al tavolo, in cerca del volto di Mia Farrow.
Al di là del giallo, il film rappresenta una denuncia contro la caccia al diverso e, ampliando il discorso, contro la persecuzione degli ebrei. Ancora una volta, Allen ha creato un capolavoro!

Picnic ad Hanging Rock

di Erica (26/04/2007 - 13:59)

"Picnic ad Hanging Rock" è un film del 1975 di Peter Weir.

Il giorno di San Valentino del 1900, un gruppo di ragazze di un aristocratico collegio australiano, fanno un picnic ai piedi dell’immenso gruppo roccioso di Hanging Rock. Quattro di loro si allontanano dal gruppo per esaminare più da vicino le rocce. Una sola di loro torna indietro gettando grida isteriche e sotto shock, incapace di spiegare l'accaduto. Scompare misteriosamente anche una delle istitutrici. Le ricerche della polizia che ripercorrono ogni passo delle giovani, sono senza risultato.

Questo film è capace di far risaltare l'atmosfera di mistero sulla vicenda e si rimane veramente in ansia per la sorte delle ragazze. Ci presente un bel ritratto anche dell'epoca Vittoriana.
Ho scoperto che questo film è una delle prime opere del regista dei bellissimi "L'attimo fuggente" e "The Truman Show" solo per citarne due. Non ho fatto subito questo collegamento sul nome del regista, fortuna che me ne sono accorta ora, meglio tardi che mai ;-)

Collateral

di Erica (23/04/2007 - 18:23)

Ieri sera ho visto questo film d'azione del 2004 di Michael Mann, con un Tom Cruise che finalmente fa una parte da cattivo e Jamie Foxx.

Los Angeles, notte. Max (Jamie Foxx), tassista modello, compie una corsa con un procuratore donna che avrebbe dovuto discutere un caso in tribunale la mattina successiva. Immediatamente dopo, un nuovo cliente, Vincent (Tom Cruise), che gli fa una proposta allettante, accompagnarlo per l'intera notte in cambio di 700 dollari. Max si fa convincere, senza sapere che da quel momento avrebbe iniziato un viaggio allucinante. Vincent è infatti un killer di professione che deve regolare i conti con cinque persone, una delle quali, a sua insaputa, sta a cuore al conducente di taxi.

Un uomo sale sulla metropolitana qui a Los Angeles e muore. Pensi che se ne accorgerà qualcuno?
(Vincent)

Il film si svolge temporalmente tutto in una notte (citazione di "Fuori orario" di Scorsese?). Los Angeles è una città notturna, vuota dei suoi abitanti, con un'atmosfera surreale. I dialoghi del film ricordano quelli dei film Di Tarantino. Una curiosità: la scena dell'incidente è stata girata con gli attori realmente all'interno del taxi.
In conclusione è un film carino, adatto a passare una serata non troppo impegnativa.

Saw e Saw II

di Erica (18/04/2007 - 13:58)

Oggi post doppio... Ieri sera infatti ho visto finalmente "Saw II", il sequel di "Saw", uno dei migliori film horror usciti negli ultimi anni.

"Saw - L'enigmista" è un film del 2004 di James Wan.
Una stanza livida, sporca. Due uomini incatenati ai due lati, distanti, che non sanno perchè si trovano in quel luogo, e un corpo senza vita tra di loro, al centro di quello spazio spettrale. Una voce sconosciuta, attimo dopo attimo, centellina loro indizi, che svelano le loro identità, i loro segreti, il loro passato, schierandoli senza via di scampo l’uno contro l’altro.

"Saw II - La soluzione dell'enigma" è un film del 2005 diretto da Darren Lynn Bousman.
L'enigmista è tornato. Il brillante e psicotico ideatore dello sterminio delle sue vittime in "Saw", è tornato per un'altra partita del suo orribile gioco con la vita o con la morte. Quando viene scoperto un cadavere, il cui assassinio riconduce alla mano dell'enigmista, il detective Eric Mathews (Donnie Wahlberg uno degli attori principali di Boomtown) inizia le indagini e lo cattura facilmente. Ma questo non è che un dettaglio nel nefando piano di dell'enigmista. Altre otto vittime sono pronte a lottare per la vita ed è ora che Mathews si unisca al gioco.

A cosa si può arrivare per la propria sopravvivenza? Questa è la domanda che sta alla base di questo ciclo di film (al cinema c'è attualmente il terzo capitolo, mentre il quarto è in pre-produzione). Detto questo non aggiungo altro della trama per evitare di rivelarvi qualche particolare di troppo.
Commento solo il fatto che come al solito il seguito è inferiore al film originale, ma è comunque guardabile. Leggevo che la sceneggiatura del secondo non c'entrava nulla con le vicende dell'enigmista, ma è stata adattata appositamente con molti rimandi al primo film.

Shark tale

di Erica (12/04/2007 - 13:58)


Spero che non vi siate spaventati con lo squalo in apertura post :-D
E' uno dei protagonisti di "Shark tale", splendido film d'animazione  del 2004 della Dreamworks.

Lenny è uno squalo con un piccolo problema: è vegetariano. Come se non bastasse è uno dei due figli di Don Lino, il boss della zona, e dovrebbe insieme al fratello prendere il comando. Per dar prova del suo coraggio dovrà eliminare Oscar un pesce che non ha pagato un debito.
Le cose andranno storte, molto. Il fratello di Lenny resta ucciso accidentalmente e Oscar se ne prende il merito facendosi ribattezzare "sharkslayer" (l'ammazzasquali), mentre Lenny non se la sente di affrontare il padre e scappa.
La vita di Oscar si trasforma da nullità a star del momento, ma gli squali attendono la vendetta e solo con l'aiuto dello stesso Lenny, Oscar potrà sperare di cavarsela.

Come ve l'immaginate personaggi stile "Il padrino" nell'ambiente marino? E uno squalo vegetariano? Queste due trovate sono il filo conduttore del film e gli equivoci che ne nascono sono molto divertenti.
Le citazioni cinematografiche e i nomi improbabili sono innumerevoli come ad esempio la versione ittica di Jessica Rabbit.
L'animazione digitale è bellissima e le immagini sono studiate nei minimi dettagli.
Mi è piaciuta la scelta di Luca Laurenti come doppiatore di Lenny. Molto bravo anche il duo Pali e Dispari nell'interpretazione delle meduse. Invece Tiziano Ferro come doppiatore di Will Smith nel ruolo principale di Oscar non mi è sembrata una gran pensata purtroppo. Meglio lasciar fare a doppiatori di professione certi ruoli...

Io e Annie

di Erica (05/04/2007 - 13:56)

"Io e Annie" film del 1977 di Woody Allen con Woody Allen e Diane Keaton. Il titolo originale "Annie Hall" è un omaggio di Woody Allen alla Keaton perché Hall è il vero cognome dell'attrice. Il film portò fortuna ad alcuni attori che vi parteciparono (alcuni solo per pochi secondi), che da lì a poco sarebbero diventati autentiche star: Christopher Walken, Jeff Goldblum, Beverly D’Angelo e Sigourney Weaver.

Alvy Singer (Woody Allen), è un attore comico di origini ebree con successo ma portato alla depressione. Quando il suo migliore amico, Rob (Tony Roberts), gli presenta la deliziosa cantante di night club Annie Hall (Diane Keaton), Alvy se ne innamora immediatamente. Annie è una ragazza carina, un po' svitata, di famiglia benestante del Middle West. Alvy, già scottato da due matrimoni falliti, inizia il nuovo rapporto con paura; ma anche Annie, istintivamente, dubita del successo e mantiene un ampio margine d'evasione. Alvy la incita ad ampliare la propria cultura e Annie segue i suoi consigli, pur rimanendo insicura. Sessualmente le cose fra i due non vanno troppo bene e anche le differenze sociali finiscono per pesare. Durante un concerto, Annie viene notata da un produttore e la cosa fa ingelosire Alvy. Con l'aiuto della psicanalisi, Annie cresce e decide di interrompere il rapporto con Alvy, ma poi i due partono insieme per la California. Qui Annie ritrova il discografico che aveva promesso di lanciarla e Alvy rimane solo. Tornato a New York, decide di scrivere una commedia sulla sua storia d'amore. Il lieto fine è però opera di fantasia: Annie torna in città e i due rimangono soltanto buoni amici con ricordi piacevoli in comune. Alvy pensa tuttora che Annie sia una donna fantastica e che la sua conoscenza l'abbia arricchito; ma riflette che in fondo il rapporto uomo-donna vive di irrazionalità; è pazzo e assurdo per molti versi, ma va accettato così com'è.

Questo splendido film di Woody Allen è capace di strappare almeno una risata a chiunque. Fra gli artifici più belli utilizzati in questa occasione da Allen, potrei citare i momenti di dialogo diretto del protagonista con gli spettatori del film. E che dire dei dialoghi fra i due attori, con sottotitoli con ciò che pensano veramente? Sublimi! La scena della coda davanti al cinema con il saccente di turno che spara sentenze dietro all'insofferente Alvy è comicità pura. Le battute nel film sono fra le più riuscite e famose del regista.
Questo è il film di Woody Allen che preferisco fra quelli che ho visto finora. Molti dicono che "Manhattan" è il migliore, lo devo ancora vedere ma provvederò presto perché mi sta aspettando sul registratore!

 


 

Million dollar baby

di Erica (02/04/2007 - 13:57)

"Million dollar baby" è un film del 2004 diretto da Clint Eastwood, dedicato al mondo della boxe, e che vede protagonisti lo stesso Eastwood, Hilary Swank e Morgan Freeman.

Frankie Dunn (Clint Eastwood) è un anziano allenatore che gestisce una palestra di pugilato a Los Angeles. Il suo pupillo è 'Big' Willie Little, che dopo l'ultima vittoria diventa lo sfidante numero uno per il titolo mondiale. Frankie non lo ritiene però pronto alla sfida e Willie lo lascia per non rischiare di perdere l'occasione. A Frankie non resta che discuterne col suo vecchio amico Scrap (Morgan Freeman), che lo aiuta a mandare avanti la palestra. Ma i problemi non sono finiti: in palestra si presenta la trentunenne Maggie Fitzgerald (Hilary Swank), decisa a diventare pugile sotto la guida di Frankie, il quale non ha però nessuna intenzione di mettersi ad allenare una donna: per quanto Maggie possa essere tosta, "tosta non basta". Ma Frankie non può ignorare il fatto che in quella donna rivede un po' sua figlia, con la quale non ha da anni alcun contatto, e decide così di prenderla sotto la sua ala protettrice...

Forse farò gridare allo scandalo molta gente, ma questo film mi è sembrato decisamente sopravvalutato.
Dividiamolo in tre parti: il primo terzo l'ho trovato abbastanza noioso con la storia di Frankie col suo pugile cavallo di battaglia che poi lo abbandona nel momento più importante. La seconda parte, dall'arrivo di Maggie in palestra alla sfida per il titolo, è il solito film sulla boxe. L'ultima parte vira bruscamente sullo scontato film strappalacrime (ehm si nota che non mi piacciono i film strappalacrime? ;-) ).
L'ho trovato un film con pochi elementi innovativi, fra cui potrei ricordare la sfida diretta alla religione.
E' un film carino, con bravi attori, ma non ho visto il capolavoro di cui ha fama.

La congiura degli innocenti

di Erica (26/03/2007 - 13:51)

Recentemente ho visto "La congiura degli innocenti", un film di Alfred Hitchcock nel 1956. Il titolo originale "The trouble with Harry" rende molto meglio l'insieme del film, ma come al solito dobbiamo subire non la traduzione in italiano del titolo, ma il cambiamento radicale del suo significato... sigh!

Nei titoli iniziali del film vediamo un disegno fatto a matita: una casa, degli alberi, gli uccellini, un paesaggio agreste e... un cadavere che giace disteso sull'erba. Ciò anticipa le primissime scene, dove vedremo una salma, appunto, che giace in un bosco del Vermont inspiegabilmente, in una colorata e apparentemente tranquilla mattina d'autunno.
Più tardi scopriremo che quel corpo è appartenuto ad Harry, un uomo violento ma allo stesso tempo elegante nei modi di fare.
Del suo accidentale omicidio se ne assume la responsabilità un anziano cacciatore di lepri, il Capitano Albert (Edmund Gwenn) salvo poi scoprire più in là, con una semplice verifica dei colpi sparati che non è stato lui. Successivamente, la colpa ricade su Miss Gravely (Mildred Natwick) un'attempata zitella che era stata importunata dallo stesso, ma presto ci si accorge che non è stata neppure lei. Tocca quindi all'ex moglie, Jennifer (Shirley MacLaine), che lo ha preso a bottigliate in testa poco prima, ma - indovinate un po’ – si scoprirà che anche lei è innocente...
Tutti avrebbero avuti buoni motivi per assassinare la vittima, ma chi è stato allora?

"La congiura degli innocenti" è una divertente commedia nera, dove l'humor nasce dal sovvertire il comportamento logico dei personaggi: per tutto il primo tempo mi son ritrovata ad esclamare: "ma quello cosa diavolo fa!". :-D
Questa è stato il primo ruolo importante di Shirley MacLaine: già si vede la bravura di una star nascente.
I paesaggi dell'inizio del film sono veramente splendidi, ma ho letto che è stato necessario girare molte scene del film in una palestra a causa della pioggia. Ennesima prova che la realtà non è ciò che appare in un film! ;-)


 

Uno zoo in fuga

di Erica (23/03/2007 - 13:55)

Lo spettacolo è finito, i visitatori tornano a casa ma gli animali dello zoo di New York, tra cui un leone, una giraffa, un koala, uno scoiattolo, un serpente non vanno a dormire. Uscito dopo Madagascar, un altro film d’animazione ci mostra come la città possa diventare una giungla per gli animali che decidono di affrontare una pericolosa avventura per riportare a casa il giovane leone Ryan accidentalmente trasferito dallo zoo in Africa.

Il film sembra un clone di Madagascar senza la fantastica invenzione dei pinguini. Anche se in "Uno zoo in fuga" gli spunti comici non mancano, vorrei sottolineare la qualità dell'animazione digitale: leggevo che il manto del leone Samson conta oltre sei milioni di peli elaborati in digitale uno per uno. E Samson non è l’animale più peloso del film. Il primato spetta infatti a un personaggio secondario, un barboncino, con ben quattordici milioni!
In italiano, la giraffa è doppiata da Luciana Littizzetto la cui interpretazione da sola vale la visione del film.

Velluto blu

di Erica (05/03/2007 - 18:34)

"Velluto blu" è uno splendido thriller di David Lynch del 1986 con Isabella Rossellini e un giovanissimo Kyle MacLachlan.

Nella cittadina di Lumberton, Jeffrey Beaumont (Kyle MacLachlan), un giovane studente, scopre in mezzo ad un campo i resti di un orecchio umano reciso di netto e lo porta alla polizia. Preso dalla curiosità, incomincia ad investigare per conto proprio. Grazie alle sue ricerche scopre che nella sua cittadina esiste un mondo sotterraneo fatto di violenza sessuale e di traffico di droghe. Jeffrey risale ad una tormentata cantante di club di nome Dorothy Vallens (Isabella Rossellini) e intraprende con lei una strana relazione; in seguito scopre che Frank Booth (Dennis Hopper), un gangster locale, ha rapito il marito e il figlio di Dorothy e la costringe a rapporti sessuali molto violenti, minacciandola di uccidere i suoi familiari.

Il titolo originale del film "Blue velvet" è tratto da una famosa canzone, che è la stessa cantata da Isabella Rossellini nel night club, ed è ripetuta per tutto il film.
Il film mostra le violenze perpetrate su Dorothy, ma soltanto una scena del film è stata tagliata per evitare il divieto della censura. Quando Dorothy viene colpita da Frank dopo la prima scena dello stupro, si doveva vedere Frank che continua a colpirla, mentre l'inquadratura è stata spostata su Jeffrey chiuso nell'armadio, che sussulta per quello che sta vedendo. Ma così la scena sembra ancora più inquientante a causa di questo cambiamento!

Essendo un thriller, ricorda molto "Mulholland Drive" di cui ho già scritto, ma si nota la differenza di oltre quindici anni fra l'uno e l'altro. "Mulholland Drive" è sicuramente molto più complesso e possiede una dose maggiore di provocazione.

"Velluto blu" non è certo un film per i deboli di stomaco, ma è mia opinione che sia un capolavoro.

The hitcher

di Erica (02/03/2007 - 13:54)

Ieri sera ho rivisto con molto piacere "The hitcher", thriller del 1986 di Robert Harmon con un grande Rutger Hauer.

Jim Halsey (C. Thomas Howell) è in viaggio per portare un'automobile, sulla strada da Chigaco a San Diego. Lungo il tragitto incontra un autostoppista (Rutger Hauer) a cui decide di dare un passaggio, tanto per avere qualcuno con cui parlare ed evitare di addormentarsi. L'uomo si presenterà come John Ryder e rivelerà placidamente a Jim di essere un assassino.
- "...è quello che ha detto anche l'altro..." "Quale altro?" "Quello che mi ha dato un passaggio prima di te, ma non poteva arrivare lontano" "E perchè?" "Perchè gli ho tagliato le gambe, le braccia...e la testa...e adesso farò altrettanto con te" -
Ryder ordinerà a Jim di fermarlo, a costo della sua vita. Da quel momento il ragazzo vivrà una parabola discendente fino alle estreme conseguenze.

In questo film la tensione rimane alle stelle per tutta la sua durata. La scena in cui il ragazzo, appena scampato al primo assalto dell'autostoppista, viene superato da un'automobile in cui due bambini lo salutano e dietro di essi appare l'assassino sorridente che fa finta di sparargli, è semplicemente da infarto. Chi lo dice che per fare un buon film sono necessarie tonnellate di effetti speciali?

The elephant man

di Erica (27/02/2007 - 13:58)

"The elephant man" è un toccante film biografico di David Lynch del 1980, che racconta la storia di uno sfortunatissimo uomo di nome Joseph Merrick.

John Merrick (John Hurt) è vittima di una rarissima malattia che ne ha deformato il corpo fino a farne un fenomeno da baraccone. Il dottor Frederick Treves (Anthony Hopkins) decide di prendere Merrick sotto la sua ala protettrice per studiarlo e aiutarlo. Con il suo aiuto, l'uomo elefante impara a parlare e soprattutto ottiene una cosa che mai aveva avuto prima: la dignità umana.
"Io non sono un animale! Sono un essere umano! Sono... un... uomo!" grida John Merrick al mondo che lo disprezza.

Non li ho ancora visti tutti, ma questo film è sicuramente il più toccante e riuscito della carriera di David Lynch e John Hurt offre una interpretazione magnifica nel ruolo del protagonista, particolarmente difficile da interpretare vista la maschera che ne deturpa il volto e l'uso che deve fare della propria voce.
Si lo so, probabilmente sono una delle poche persone che ancora non aveva visto questo splendido film, ma almeno ho rimediato alla mancanza ;-)

21 grammi

di Erica (20/02/2007 - 13:59)

"21 grammi" è un film del 2003 del regista messicano Alejandro González Iñárritu.

Paul (Sean Penn) ha bisogno di un cuore nuovo, ma non ho la minima idea se farà in tempo ad ottenerlo o meno. Nel frattempo la moglie Mary (Charlotte Gainsbourg) è decisa ad avere ad ogni costo un figlio da lui.
Jack (Benicio del Toro) è un o sbandato che ha messo la testa a posto anche grazie ad un nuovo infervoramento religioso, che la moglie Marianne (Melissa Leo) non capisce, ma accetta pur di avere suo marito di nuovo in casa anziché in prigione.
Christina (Naomi Watts) ha una tipica "famiglia felice americana", ma a causa di un incidente, che le porta via il marito e le due bambine, si ritrova nell'abisso della disperazione e della droga da cui era riuscita a fuggire in gioventù.
Cosa unisce tutti questi personaggi? Beh, se il cuore nuovo di Paul è quello del marito di Christina morto nell'incidente stradale causato da Jack...
Ognuno di questi personaggi dovrà fare i conti con la nuova vita che l'attende dopo i drammatici eventi. Paul avrà la possibilità, grazie a qualcun'altro di continuare a vivere, Jack, con tutto il suo fervore religioso, dovrà venire a patti con il rimorso e Christina accettare di essere di nuovo sola.

Il film mi ha molto colpito e ve lo consiglio. I continui salti temporali mi hanno spiazzato per quasi tutto il film, ma quando s'inizia a capire come si intrecciano le vite dei personaggi, si accende veramente una lampadina in testa ;-)
Ognuno dei personaggi ha passato presente e futuro, quindi moltiplicandolo per tre (il numero dei protagonisti principali) si può comprendere quanti piani temporali ci sono! Il significato del titolo del film si capisce solo alla fine e quindi non voglio rovinarvi la sorpresa.

Wilde, il film

di Erica (15/02/2007 - 13:17)

Visto che siamo in argomento, recentemente ho anche visto il film "Wilde" di Brian Gilbert del 1997, che mi è piaciuto molto. Il film inizia dal 1882 mentre Wilde sta facendo una serie di conferenze in America. Il film descrive il suo matrimonio, il suo genio, la sua omosessualità e la sua popolarità prima del processo che l'ha visto condannato a due anni di lavori forzati per atti contro la decenza. Per le scene di sesso omosessuale il film è stato molto criticato. A me è comunque piaciuto perchè non ha taciuto un aspetto così importante della sua vita.

Oscar Wilde è nato in Irlanda, visitando Dublino c'è la casa dove ha abitato e nel parco adiacente c'è una stravagante statua che lo ricorda... in bronzo colorato, come diceva la mia guida, perché Wilde è stata una persona a colori... Vedete anche la locandina del film come lo hanno rappresentato ;-)
Non vi allego la foto che ho fatto io perché Andrea ha un'espressione da matto e mi uccide se la pubblico su Internet :-D

Mulholland drive

di Erica (12/02/2007 - 08:54)

Stranissimo film di David Lynch del 2001. Avete notato che quando un film è strano spesso lo di definisce "onirico"? :-D
Il film ha vinto la Palma d'Oro a Cannes nel 2001.
Se è possibile, prima di iniziare la visione di un film preferisco non saperne nulla o quasi per poter guardarlo a "mente aperta". Il problema con questo film è che mi ha lasciato più dubbi che chiarezza! Un avvertimento che vale per tutte le volte che parlo di un film: non proseguite nella lettura del post se avete intenzione di vederlo a breve...

In un'incidente sulla Mulholland Drive, famosa strada di Hollywood, sopravvive Rita (Laura Elena Harring), che perde però la memoria. Vedendo le luci della città, la raggiunge e s'intrufola in una casa. La nuova inquilina, l'attrice Betty (Naomi Watts), impietosita da Rita, l'aiuta a cercare di recuperare la memoria indagando su quello che è successo. Ma dopo un'incontro sessuale fra Rita e Betty, Rita si risveglia da un sogno che le fa andare nel cuore della notte ad una rappresentazione in un misterioso teatro.
Virata bruschissima del film, non saprei definirlo altrimenti. Ora Naomi Watts interpreta Diane, un'attrice fallita con una vita infelice e che ha perso per un uomo la sua amante Camilla (sempre Laura Elena Harring) e paga un sicario per farla uccidere. Alla fine Diane si uccide per i sensi di colpa sparandosi.

In rete si trovano tante interpretazioni di questo film lasciato volutamente ambiguo dal regista. Quella che mi è piaciuta di più è che la prima parte è solo un sogno della reale Diane che nel sogno vede sé stessa come l'innocente e speranzosa Betty, allo scopo di cancellare il suo passato e sostituirlo con la realizzazione delle sue speranze ormai infrante nella realtà. Comunque d'ipotesi se ne possono fare mille...

La nascita del film è stata avventurosa. Inizialmente doveva essere l'episodio pilota di un nuovo telefilm sulla falsariga di Twin Peaks, ma nonostante i ripetuti cambiamenti fatti da Lynch l'americana ABC rifiutò di proseguire nella realizzazione della serie. Lynch quindi sistemo il materiale e lo adattò al grande schermo.

Una nota semicomica: questo film è stato proprio il primo dvd che ho visto nel mio nuovo lettore. Vedendolo in più momenti, ho cercato di usare i capitoli, ma ogni volta che ci provavo mi finiva negli speciali. Già imprecavo pensando che fosse difettoso il mio lettore dvd che non riconosce la suddivisione in capitoli, quando stamattina ho letto che il dvd del film è stato realizzato senza la suddivisione in capitoli su espressa richiesta di Lynch per incoraggiarne la visione per intero!!! Che te venisse David.... :-D

Apocalypse now

di Erica (05/02/2007 - 08:54)

Ieri sera ho visto questo famosissimo film che ancora mi mancava, nonostante si senta citare molto spesso.

"Apocalypse now" è un film di Francis Ford Coppola del 1979. Documentandomi per questa piccola recensione ho scoperto che il film è ispirato al libro "Cuore di tenebra" di Conrad, libro che possiedo da tempo che ora passerà in testa alla lista dei libri "to be read"!

La vicenda del film in breve è questa... Vietnam, terzo anno di guerra: il capitano Willard (Martin Sheen) viene inviato ai confini della Cambogia con una missione segreta e delicatissima: dovrà uccidere il colonnello Kurtz (Marlon Brando) che, si dice, è impazzito e sta combattendo una guerra privata. Willard risale un fiume per raggiungerlo, ed è come se percorresse tutti i gironi dell'inferno. Quasi nulla è comprensibile: gli attacchi con gli elicotteri (al ritmo delle musiche di Wagner), un ufficiale che fa surf sotto i bombardamenti, battaglie all'insegna del napalm, ponti sospesi con illuminazioni che sembrano grottescamente le luci di Disneyland. Il loro incontro segnerà il destino di entrambi: Kurtz sarà ucciso dal capitano, e Willard stesso potrà forse liberarsi dei demoni che infestano la sua mente.

La prima cosa che mi è venuta in mente relativamente a questo film è che rappresenta la pazzia della guerra in ogni forma. Il percorso lungo il fiume per raggiungere il colonello Kurtz fa incontrare al capitano Willard (e allo spettatore) una serie di personaggi e situazioni che sembrano inverosimili a chi è abituato a pensare alla guerra come una lotta bene-male, giusto-sbagliato! Mi ha colpito il fanatico Colonnello Kilgore, interpretato da Robert Duvall, che pensa al surf invece che alla vita propria e a quella dei suoi uomini.
Alcuni aneddoti che ho recuperato... Sembra che Coppola e Brando non si potessero soffrire, quindi tutte le scene in cui recita il colonello Kurtz, sarebbero state girate dall'assistente del regista. Inoltre Brando richiese di essere ripreso solo in ombra per nascondere il notevole aumento di peso avvenuto in quel periodo. Il film è stato girato nelle Filippine, con mezzi prestati a Coppola dal dittatore Marcos e ritirati ogni volta che si presentava la necessità di combattere i ribelli.
Nel 2001 è stato riproposto nei cinema una nuova versione "Apocalypse Now - Redux" che contiene sequenze scartate per ben 49 minuti, e approfondisce alcuni aspetti prima solo accennati. Mi raccomando se non l'avete visto non lasciatevi scappare questo capolavoro!

 

Sin city

di Erica (29/01/2007 - 08:57)

"Sin city" è un film del 2005 di Robert Rodriguez, tratto dall'omonimo fumetto di Frank Miller che è anche co-regista e co-sceneggiatore del film. Figura fra i registi anche il grande Quentin Tarantino, che ha diretto  la sequenza in macchina con Jackie Boy.

Sin City è una città nera, dove la notte non tramonta mai, abitata da una schiera di personaggi più cupi della notte stessa. Tutti cattivi, ognuno a modo suo: Marv (un irriconoscibile Mickey Rourke), tenero bestione con un talento creativo per la sofferenza altrui; Kevin (Elijad Wood), ragazzo emotivo che ritrova la serenità divenendo uno spietato divoratore di esseri umani; la sua abietta guida spirituale il cardinale Roark (Rutger Hauer), padrone della città; Dwight (Clive Owen), fascinoso criminale che asseconda il suo destino e dispensa morte a piene mani; Gail (Rosario Dowson), sua amata e regina delle prostitute che governano la città vecchia, donne che danno grande piacere, se si paga bene e si sta alle regole, o grande dolore, se si va oltre il seminato; un bastardo giallo, che violenta e mangia bambine impunito, coperto dal mostro suo padre che è anche Senatore della città, e contrastato solo da Hartigan (Bruce Willis), uno sbirro sul viale del tramonto disposto ad una carneficina per fermarlo e salvare Nancy (Jessica Alba), timida ballerina di lap dance.
Esseri che hanno poco di umano, anime nere che anneriscono il già nero skyline della città del peccato. E in mezzo a tutto questo nero, ogni gesto fuori dal piano regolatore che la morte stessa sembra attuare, brilla di un vivido accecante: il grande cuore rosso di Goldie (Jamie King), il sangue scarlatto versato in olocausto e quello giallo per la catarsi di Hartigan, occhi verdi, azzurri e d’oro che sono l’unica traccia di un’anima dietro le armi.

Il film è stato per me una piacevolissima sorpresa. Mi aspettavo la solita schifezza ricavata da un fumetto e invece è un piccolo capolavoro noir. Girato interamente in digitale e con un'ambientazione quasi completamente virtuale (gli attori hanno interpretato le scene davanti a un green screen), colpisce per le immagini cupe e violente. Il film è in bianco e nero, con alcuni sprazzi di colore improvvisi per accentuare particolari. Una curiosità: le spade da samurai usate da Miho, sono quelle di Kill Bill 1, prestate da Tarantino.


Good night and good luck

di Erica (24/01/2007 - 13:55)

"Good night and good luck" è un film di George Clooney del 2005, girato interamente in bianco e nero.

Il film si basa sulla storia vera del giornalista Edward R. Murrow che, nel 1953, mentre la televisione sta iniziando ad imporsi all'attenzione del pubblico, conduce il notiziario "See It Now" sulla CBS e il talk-show "Person to Person" di grande successo. Edward si sente però più a suo agio nei panni del cronista immerso nel ticchettare delle macchine da scrivere. Durante una discussione sul palinsesto del programma con i suoi giovani cronisti - che diventeranno poi tutti leggendari - emerge la vicenda di Milo Radulovich, cacciato dall'esercito degli Stati Uniti perché considerato "rischioso per la sicurezza nazionale" e dichiarato colpevole senza essere stato processato. Murrow, andando contro il volere dei suoi superiori e con il solo appoggio del suo editore, Fred Friendly, decide di divulgare la notizia durante la trasmissione. Lo scandalo produce l'intervento del senatore Joseph McCarthy, presidente della Commissione per le attività antiamericane. Il direttore della CBS a quel punto si convince a dare carta bianca a Murrow per smantellare una ad una le mancanze e le menzogne della commissione McCarthy con la sua manovra di terrore anti-comunista.

Il film ci catapulta nel terribile periodo del maccartismo, con la caccia ai comunisti o, peggio, ai presunti tali. Ed Murrow condusse dagli studi della CBS una dura battaglia contro il senatore McCarthy propugnatore delle liste di proscrizione contro i 'comunisti' che causarono perdite di lavoro, incentivazioni della delazione e anche suicidi tracciando una pagina nera della storia americana.
Clooney si affida alla bravura degli attori decidendo inoltre di non far interpretare a nessuno il ruolo di McCarthy. Tutte le immagini dell'ottuso e rancoroso senatore sono affidate a materiale di repertorio. Il suo volto, la sua voce (nella versione originale) parlano da sole.
Il titolo "Good Night, and Good Luck" (ovvero "Buonanotte e buona fortuna") è la frase che il giornalista usava per salutare gli spettatori al termine del suo programma, "See It Now".
Una cosa si nota molto in questo film: si fuma, accanitamente, in continuazione. Che sia una voluta scelta politically uncorrect?

L'era glaciale 2

di Erica (22/01/2007 - 08:58)

È arrivato il momento dello scioglimento dei ghiacci e il gruppetto ormai affiatato composto da Manny (il mammuth) Diego (la tigre con i denti a sciabola) e Sid (il bradipo) deve nuovamente mettersi in marcia alla ricerca di un luogo abitabile. Ma questa volta c'è un problema in più: il cuore malinconico di Manny sembra destinato a battere più velocemente dopo l'incontro con Ellie, una mammuth che crede di essere un opossum!

"L'era glaciale 2: il disgelo", film d'animazione del 2006, rappresenta il sequel di "L'era glaciale" del 2002.
In questo seguito, non vi è traccia di personaggi umani ed è stato dato più spazio al divertentissimo personaggio di Scrat, sempre alla ricerca della sua ghianda. Inoltre vi sono alcuni siparietti musicali: è uno spasso la canzone degli avvoltoi. Nel film vi sono anche chiari riferimenti biblici: ad esempio per salvarsi dall'innondazione del disgelo gli animali si dirigono verso una barca che rimmarrà sopra le acque.
Per chi ama i film d'animazione questo è veramente un film imperdibile!

Match point

di Erica (19/01/2007 - 14:06)

«Ci sono momenti in una partita [di tennis] in cui la palla colpisce il nastro e, con un po' di fortuna, lo oltrepassa, e allora si vince; oppure no... e allora si perde»

Questa frase, recitata all'inizio del film, ne è il filo conduttore.

Chris (Jonathan Rhys-Meyers), un giovane irlandese, bello, sicuro di sé e, naturalmente, fortunato con le donne, all'inizio del film legge "Delitto e castigo" di Dostoevskij. Di origini modeste, attraverso il tennis professionale si emancipa dalla povertà, poi lascia il tennis e l'isola natale per andare a Londra, con l'ambizione di raggiungere il successo. Gli Hewitt, nobili e ricchi, lo accolgono generosamente nel loro giro di amici, tanto che la loro figlia Chloe (Emily Mortimer) si innamora di lui e lo sposa. Per Chris, il giro sembra chiuso, la vita sognata è divenuta realtà ma, un giorno, ritorna nella sua vita Nola (Scarlett Johansson), per cui lui aveva già perso la testa quando era fidanzata con il suo amico e cognato Tom (Matthew Goode). La passione tra i due si scatena e sembra incontenibile, e Nola rimane incinta mentre Chloe sembra non riuscire ad avere il figlio che desidera. Chris si rende conto, però, che la passione non vale la sicurezza opulenta che ha raggiunto. Nel tennis è il match point che segna la fine della partita. Nella vita, è il caso a determinare la vittoria o la sconfitta. Un anello resta sospeso per un attimo. Cadrà al di qua o al di là della rete? La fine della storia dipenderà da questo. Ma nella nostra società, in cui regna il cinismo e si è perso ogni senso morale, alla colpa non segue più il castigo ma solo un po' di rimorso che impedisce il pieno godimento della propria fortuna.

"Match point" è un film di Woody Allen del 2005 e nel 2006 ha vinto il David di Donatello come miglior film europeo.
Questo film è molto diverso dal solito genere "Allen", pertanto può piacere anche a chi non ama il regista. Però da fan di Woody, dopo aver visto la profondità raggiunta da "Interiors" che ho recensito alcuni giorni fa, l'ho trovato un po' scontato.
Una curiosità: è il primo film di Woody Allen girato in Inghilterra.

Romanzo criminale

di Erica (15/01/2007 - 08:53)

Film del 2005 di Michele Placido che racconta le vicende della banda criminale della Magliana.

Roma anni Settanta. Tre giovani della piccola malavita romana, il Libanese (Pierfrancesco Favino), il Freddo (Kim Rossi Stuart) e il Dandi (Claudio Santamaria), si accordano cercando di formare una fitta rete di alleanze tra tutti i "pesci piccoli". Il primo atto del gruppo è il sequestro e l'uccisione del Barone Rosellini, un ricco possidente. Investono poi i soldi del riscatto nel traffico dell'eroina, mettendo in piedi una vera organizzazione criminale che riesce in poco tempo ad assumere il controllo assoluto del traffico di droga. Presto le loro mire si espandono verso altri campi come quello della prostituzione e del gioco d'azzardo. Si alleano con la mafia e ottengono la protezione delle frange deviate dello Stato. L'unico a intuire lo strapotere del gruppo criminale è il commissario Scialoja (Stefano Accorsi), che per distruggerli intreccia con Patrizia (Anna Mouglalis), una prostituta che è la donna di Dandi, una relazione che sfugge di mano ad entrambi perché i due si coinvolgono sentimentalmente. La sete di potere del Libanese, spinge il gruppo ad osare sempre di più, fino alla morte di uno dei capi carismatici e allo scatenarsi di una serie di vendette trasversali che metteranno a ferro e fuoco la città.

Tratto dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo il film di Michele Placido si rivela come la sua opera più compiuta e complessa. Questi piccoli delinquenti feroci che sono riusciti a terrorizzare Roma per anni finendo poi invischiati in trame più grandi di loro, vengono seguiti con finezza psicologica e con grande attenzione anche sul piano lessicale. Sono 'veri', in qualche momento possiamo anche quasi 'capire' il perché del loro agire ma Placido non li 'giustifica' mai. La dark lady, Patrizia, rappresenta il perno dei rapporti tra il mondo dei 'buoni' (Scialoja) e quello di coloro che buoni non saranno mai perché costantemente spinti da quello che il loro socio mafioso definisce un 'sentimento nobile': la vendetta.

Io ho visto l'extended edition, con oltre mezz'ora in più, ma vi assicuro che le oltre 3 ore di film non pesano assolutamente. Film veramente splendido e riuscito, capace di riportarci indietro al clima di quegli anni, grazie anche ai filmati d'epoca dei fatti salienti quali il sequestro Moro, la strage di Bologna, l'attentato al papa.

Interiors

di Erica (10/01/2007 - 08:51)

Bellissimo film drammatico di Woody Allen del 1978, il primo in cui non appare come attore. Il film è un dichiarato tributo al cinema di Ingmar Bergman, molto ammirato da Allen.

Eve, un'arredatrice d'interni, è sposata con Arthur, un avvocato, dal quale ha avuto tre fglie: Renata, una poetessa di successo, Flyn, attrice alle prime armi, e Joey, la più fragile delle tre. Un giorno, Arthur abbandona Eve, che tenta il suicidio. La donna cerca conforto nelle figlie, che a loro volta vivono difficili situazioni esistenziali. Arthur torna da un viaggio in Grecia con Pearl, una donna che ha deciso di sposare. Le figlie si oppongono alla volontà del padre, ma senza successo. Eve, pur reagendo istericamente, entra in profonda crisi. Tutta la famiglia si riunisce in una villa sul mare per le nozze di Arthur. Durante la notte, Eve, sconvolta, si allontana verso l'oceano in tempesta. Joey la segue tentando inutilmente di salvarla. La giovane viene riportata a riva dal marito di Renata e Pearl le pratica la respirazione bocca a bocca. Al funerale, le tre figlie si separano. Joey tenta di descrivere la propria infelicità in un diario.

Stupenda la scena finale con un'inquadratura di profilo delle tre sorelle (la stessa della foto della locandina) con un dialogo minimalista oserei dire.
- Il mare è così calmo.
- Sì c'è una gran pace.
Semplicemente sublime, mi ha fatto venire i brividi...


 

Le cronache di Narnia

di Erica (08/01/2007 - 13:49)

"Le cronache di Narnia" è stata una piacevole sorpresa! Ammetto di non amare il genere fantastico, ma questo film mi ha rapito all'interno della storia tanto che adesso voglio subito procurarmi il libro completo delle Cronache di Lewis.

Inghilterra, II guerra mondiale. I quattro fratelli Pevensie, Lucy, Edmund, Susan e Peter, entrano per caso nel mondo di Narnia, passando attraverso un armadio magico mentre stanno giocando a nascondino nella casa in campagna di un anziano professore. A Narnia i bambini scoprono una terra affascinante e pacifica, abitata da animali parlanti, nani, fauni, centauri e giganti, tuttavia, questo mondo fatato è minacciato dall'eterno inverno scatenato dalla malvagia Strega Bianca Jadis. Guidati dal nobile e mistico leone Aslan, i bambini riusciranno a sconfiggere la Strega Bianca, impegnandosi in una spettacolare battaglia che libererà per sempre Narnia dal gelido incantesimo di Jadis

Il mondo di Narnia ammantato di bianco sembra veramente un luogo incantato. Il personaggio della regina mi è piaciuto molto, e anche la scena della battaglia è magistrale. Il lampione che segnala il luogo di Narnia dove c'e' il passaggio per tornare nel mondo reale mi ha subito ricordato un quadro di Magritte, L'impero delle luci!


Broadway Danny Rose

di Erica (02/01/2007 - 13:26)

Adoro i film di Woody Allen.
Dopo una premessa del genere, sapete già di chi voglio parlare ;-)
Durante le feste ho visto il film di Woody Allen del 1984 "Broadway Danny Rose" con Woody Allen e Mia Farrow.

Il film si apre con un gruppo di artisti che ricorda, in un piccolo ristorante di New York, le imprese ardite di un insolito impresario. Vere e proprie imprese, quelle di Danny Rose, che annovera tra i suoi artisti, ciechi, storpi, balbuzienti e disperati. Siamo negli anni Cinquanta, Danny Rose ha fatto collezione di fallimenti, eppure riesce a ridestare - dal torpore dell’alcol e di una carriera che sembrava essere andata in fumo – il cantante melodico Lou Canova. Lou è un italo-americano con moglie e figli a carico, assai sovrappeso, dedito all’alcol e a ricevere visite segrete di una giovane amante. Proprio in prossimità di un importante concerto, Tina, la giovane amante, litiga con Lou. L’artista, disperato, chiede a Danny di andare a recuperare Tina, pena l’impossibilità di esibirsi lucido nella sua serata “della vita”. Comincia cosi una serie di bizzarre situazioni che vedono Tina e Danny protagonisti, e che si succedono lungo l’arco della giornata dell’evento. Mentre Lou si attacca alla bottiglia, Tina e Danny sono costretti a fuggire dagli scagnozzi di un boss mafioso innamorato della giovane. Tra alterne peripezie arrivano a destinazione, giusto in tempo per far sbollire la sbronza a Lou: la serata è trionfale. Tina e Danny, in un giorno cosi lungo, intenso e imprevedibile, hanno avuto modo di conoscersi, confidarsi, capirsi. Ma Tina ha taciuto, per pudore e senso di colpa, un fatto importante. Nella serata in cui Lou ottiene la consacrazione, è proprio Danny colui che ne fa le spese: un manager molto noto, contattato proprio dalla ragazza, annovera Lou nella scuderia dei propri artisti. Lou lascia la famiglia, Tina va a vivere con lui, Danny torna dai suoi invisibili artisti sfortunati, tornando invisibile anche lui. Il denaro, il successo, lo sfavillante mondo di Broadway, resteranno sempre lontani da Danny. Ritornerà, invece, il calore umano, perduto in un giorno improbabile, intensamente vissuto tra il dolce sapore del successo e quello più amaro dell’oblio.

E' un film commedia malinconico, girato in bianco e nero. Situazioni buffe e paradossali non nascondono, il senso del dramma dei personaggi, costretti a vivere rincorrendo una chimera (la gloria, l’arte, il successo, il sogno) che diventa necessità, unica possibilità di sopravvivenza. Veramente un bel film.

Chicken Little

di Erica (26/12/2006 - 10:59)

E' il primo film in 3D prodotto dalla Disney (che precedentemente aveve distribuito le pellicole della Pixar) e per l'occasione l'azienda ripesca un vecchio personaggio del 1943, il pulcino Chicken Little protagonista di un omonimo cortometraggio d'animazione.

Chicken Little è un pulcino assai maldestro e con gli occhiali, che confondendo una ghianda cadente con un pezzo di cielo, getta nel panico gli animali della fattoria in cui vive. Per riabilitarsi agli occhi della sua comunità e sopratutto del padre, ex campione di baseball della scuola, cerca di diventare a sua volta un campione di baseball, ma, proprio quando le cose sembrano mettersi per il meglio, un pezzo di cielo, o meglio un frammento di un'astronave, gli cade realmente sulla testa. A questo punto il piccolo pollo, assieme ad un gruppo di sgangherati amici, tra cui Alba Papera, Aldo Cotechino e Pesce Fuor D'Acqua, tenta di salvare il mondo, che un'invasione di presunti alieni malvagi vorrebbe vaporizzare.

Film d'animazione molto carino... i personaggi creati sono divertentissimi! Molto bella anche la colonna sonora, tutta tradotta in italiano per rendere comprensibili i testi anche se sarebbe stato meglio ascoltarla in originale coi sottotitoli. La voce di Chicken Little è doppiata da Gabriele Cirilli, mentre quella del sindaco Rino Tacchino è di Walter Veltroni.

Guerre stellari episodio III

di Erica (22/12/2006 - 15:27)

"La vendetta dei Sith" è il terzo episodio della nuova trilogia di Guerre Stellari, ed è proprio l'anello di congiunzione fra la trilogia nuova e quella classica.

Le guerre dei cloni, a tre anni dal loro scoppio, sono ancora in pieno svolgimento. La galassia è stata devastata dal suo fuoco devastatore, il Lato Oscuro si è diffuso ovunque. A sorpresa, il Cancelliere Palpatine è stato rapito dal Conte Dooku proprio sul pianeta capitale, Coruscant, e Obi Wan Kenobi, ora generale come tanti altri Jedi, organizza insieme ad Anakin una spedizione spaziale per salvarlo. Penetrati nella nave ammiraglia dei separatisti, Obi Wan e Anakin raggiungono il prigioniero Palpatine, e affrontano Dooku. Colto nuovamente dalla tentazione nefasta del Lato Oscuro, il giovane Anakin coglie Dooku alla sprovvista, e gli taglia la testa vendicandosi della gravissima ferita che il Conte Dooku gli aveva recato nel film precedente.
Con la battaglia di Coruscant vinta dall'esercito di cloni repubblicani e con il conte Dooku morto, il comando dei separatisti viene assunto dal Generale Grievous, una creatura distrutto in battaglia molto tempo fa e recuperato dai Sith che lo hanno "riparato" con limbi ed organi artificiali rendendolo un essere cibernetico addestrato alle vie dei Sith, il quale risponde, come Dooku prima di lui, direttamente al fantomatico Darth Sidious.
Liberato il Cancelliere, il Consiglio degli Jedi ora deve preoccuparsi di stanare gli ultimi avanzi dei separatisti. Anakin, al ritorno dalla missione, incontra Amidala, che ha sposato in segreto tre anni prima, e lei comunica di essere in attesa di un bambino.
Ultimamente, la condotta di Palpatine desta una viva preoccupazione sia nel Senato della Repubblica che nel Consiglio degli Jedi: i suoi poteri decisionali aumentano a dismisura, divenendo addirittura permanenti, arrivando perfino a pretendere il controllo diretto dello stesso ordine Jedi, nominando Anakin suo personale rappresentante. Obi Wan, per ordine di Yoda, informa Anakin di tenere sotto controllo il Cancelliere: se non rimetterà i poteri speciali alla fine della guerra civile, dovrà essere deposto dalla carica di statista.
Mentre Obi Wan si dirige verso Utapau, dove i cloni hanno localizzato il rifugio personale di Grievous, Anakin incontra Palpatine, il quale gli rivela di essere il maestro Sith Darth Sidious, e di aver percepito in lui la paura di perdere Amidala, come, anni prima, aveva perduto l'amata madre Shmi. Il diabolico Sith gli propone di abbandonarsi del tutto al Lato Oscuro, unica possibilità di salvare coloro che lui ama.
Fortemente confuso, Anakin va dal maestro Windu, e gli comunica la clamorosa scoperta. Mace Windu raggiunge Palpatine con altri Jedi, ma il Sith li uccide tutti grazie all' aiuto di Anakin, che in tale occasione diventa apprendista dell'imperatore Palpatine cambiando il proprio nome in Darth Vader. Rimasto sfigurato in seguito alla lotta contro Windu, Palpatine manda Anakin insieme ai cloni al Tempio Jedi con l'incarico di distruggerlo.
Su Utapau, Obi Wan uccide Grievous, ma viene a sua volta aggredito quasi fatalmente dai cloni, che per ordine di Palpatine hanno iniziato a massacrare gli Jedi per tutta la galassia.
In una seduta speciale del Senato, Palpatine accusa gli Jedi di alto tradimento: uno di loro, Dooku, ha guidato la guerra civile appena terminata, e un altro, Windu, ha cercato di ucciderlo. Pertanto, essi dovranno pagare con la morte il prezzo del loro tradimento. Nella stessa circostanza, si autoproclama Imperatore Galattico.
Sul pianeta Mustafar, Anakin, sempre più corrotto dal Lato Oscuro, uccide i capi separatisti rimasti, incluso il viceré Nute Gunray. Poco dopo, viene raggiunto da Amidala, che cerca di strangolare con i poteri della Forza, e da Obi Wan, con cui ingaggia un duello feroce al cui termine perde le gambe ed un braccio, per poi bruciare a contatto con la lava, venendo carbonizzato. Salvato per miracolo dall'Imperatore Palpatine, Anakin viene operato d'urgenza, e nel suo corpo vengono impiantate protesi cibernetiche ad alta tecnologia. Stravolto più nell'anima che nel corpo, muta definitivamente il suo aspetto in Darth Vader.
Sul letto di morte, Amidala mette al mondo due gemelli: Luke e Leila. I due piccoli, per volere di Yoda e Obi Wan vengono separati e condotti in luoghi dove i due Sith non percepiranno la loro presenza: lui su Tatooine, terra nativa del padre, e lei su Alderaan, affidata alla famiglia reale.

E la leggenda ha inizio...

Victor Victoria

di Erica (18/12/2006 - 12:55)

"Victor Victoria" è un film di Blake Edwards del 1982.

Parigi 1934. Victoria Grant, una buona cantante dotata tra l'altro di un "cristallino" mi naturale, vaga da tempo nella disoccupazione, ridotta alla fame o ad un imbroglio (il classico scarafaggio nel piatto) pur di poter consumare un pasto decente. Proprio in questo frangente incontra Toddy, "non-uomo di spettacolo", gay, anch'egli nei guai. Tra i due nasce un'amicizia che si trasforma in collaborazione artistico-manageriale quando Toddy convince Victoria, dopo averne per caso notato la disinvolta virilità in abiti maschili, "a fingere di essere un uomo che finge di essere una donna" presentandola in palcoscenico come il conte polacco Victor Grazinsky, un gay di raffinate doti spettacolari. Il successo di Victor-Victoria è clamoroso, tutta la Parigi snob accorre alle sue esibizioni e tra gli spettatori c'è anche tale King Marchan, un americano un po' gangster e un po' impresario di rivista, che non fa in tempo a rendersi conto dell'ambiguità, del personaggio che già ne è innamorato. La sua crisi di maschio, invaghitosi di un omosessuale camuffato da donna, dà l'avvio alla parte centrale del film che si sviluppa attraverso una simpatica combinazione di eventi in continua contraddizione-rivelazione: Norma (l'amante di Marchan) prima è gelosa di Victoria, poi lo abbandona sdegnata per la sua cotta per Victor. King dal canto suo non si dà pace (tra cuore infranto e orgoglio ferito) finché non riesce ad arrivare alla verità; intanto però Victoria ha già ceduto al suo charme e gli rivela il suo amore di donna... Parallelamente Squash, la muscolosa guardia del corpo di King, ingannato dalla relazione del suo boss con Victor, si confessa anch'egli gay e fa coppia col placido Toddy. L'ex-impresario di questi ha comunque dei sospetti sull'"affare Victor" e cerca di screditarlo ingaggiando un investigatore privato. Marchan poi viene accusato di omosessualità anche dai suoi soci di Chicago che ne approfittano per escluderlo dal giro…
      Il detective riuscirà a risolvere il caso gettando le premesse per lo scandalo, ma ormai Victoria ha lasciato l'ambiguità per l'amore e può applaudire, alfine radiosa nella sua femminilità, al nuovo Victor-Victoria del palcoscenico, I'entusiasmante Toddy che, iterando il processo di specularità e sdoppiamento, "finge di essre una donna che finge di essere un uomo che si finge donna".

Un grande classico, divertente e insolito. Meravigliosa Julie Andrews, ma spicca sicuramente anche il grande Robert Preston nel ruolo di Toddy. Imperdibile!

Nodo alla gola

di Erica (11/12/2006 - 14:08)

Nodo alla gola, titolo originale "Rope", è un film di Alfred Hitchcock del 1948, il primo girato a colori.

Due giovani omosessuali, Brandon e Philip, uccidono il loro amico David strangolandolo con una corda e nascondono il suo corpo in una cassa sulla quale imbandiscono la tavola. Sta per iniziare una singolare festa, a cui sono invitati anche il padre del ragazzo ucciso e la sua ragazza Janet.
Durante la serata Brandon invita il suo ex professore Rupert Cadell, interpretato da un grandissimo James Stewart, a esporre le sue teorie sull'omicidio come privilegio riservato a pochi eletti e non perde occasione per far battute a doppio senso in modo da dimostrare la sua superiorità intellettuale, sperando che il professore le colga e apprezzi il gesto da lui compiuto. Philip invece si abbandona all'alcool per tentare inutilmente di nascondere il suo nervosismo: è pentito di quel che ha fatto e ha paura di essere scoperto, e in qualche momento questo fa vacillare la sua sudditanza psicologica nei confronti di Brandon.
Mentre tutti si interrogano sull'assenza di David e Brandon si diverte a cercare di far cadere Janet nelle braccia del suo ex Kenneth, Cadell intuisce il delitto che si è consumato e cerca conferme ai suoi sospetti. Ritornato in casa dopo la festa con una scusa, il professore porta Brandon a confessare e poi condanna le sue azioni, assicurando i due assassini alla giustizia.

Il film rappresenta una scommessa (vinta) del regista: girare un film in un'unica sequenza, che cominci un istante dopo il delitto e si concluda un istante prima dell'arrivo della polizia. Un'opera teatrale, insomma, girato con un unico piano sequenza. In realtà si tratta di diverse scene da 10 minuti l'una (durata di una bobina dell'epoca), e lo stacco per esigenze meccaniche tra una e l'altra è assicurato con l'espediente di inquadrare per un istante il nero della cassapanca, o di una giacca, per poi riprendere con la bobina successiva.
Il soggetto è liberamente ispirato ad un avvenimento di cronaca nera, l'assassinio di un bambino commeso da una coppia di giovani legati da un legame omosessuale che sconvolse l'America per la sua assoluta "gratuità" (la vittima fu scelta a caso, e il delitto aveva il solo scopo di commettere un delitto). Per tutto il film ci si chiede ma perchè l'hanno ucciso? Ma la risposta non c'è, e Brandon il più sicuro di sé dei due, è convinto che il delitto non verrà scoperto perché semplicemente manca il movente.

Va dato atto del fatto che Hitchock riesce, nonostante il Codice Hays allora in vigore proibisse espressamente la rappresentazione di omosessuali sul grande schermo, a dar conto del legame fra i due personaggi. Lo fa attraverso dettagli e sottili allusioni che non sarebbero sfuggite allo spettatore avvertito dell'epoca, anche se erano destinati a sfuggire al grande pubblico (e allo smaliziato spettatore di oggi, non più abituato a decifrare microscopici indizi allusivi).

Io per esempio non l'avevo capito senza leggerne la recensione... riguarderò il film per cercare di cogliere questi indizi!

La leggenda degli uomini straordinari

di Erica (04/12/2006 - 18:20)

Alla fine del XIX secolo un folle criminale mascherato di nome Fantom vuole impadronirsi della Terra, facendo scoppiare un conflitto mondiale. Per fermare tale minaccia, il governo britannico decide di assoldare, attraverso il misterioso M., un gruppo di uomini straordinari capitanato dall’avventuriero Allan Quatermain e composto dal Capitano Nemo, Mina Harker, l’Uomo invisibile, il Dottor Jekyll (con il suo alter ego Mr Hyde), Dorian Gray e Tom Sawyer. Riusciranno i nostri eroi a sventare il malvagio piano di Fantom?

Film carino, senza pretese... salvato da un Sean Connery grande come sempre! L'argomento trattato prometteva bene mi aspettavo senz'altro qualcosa di più innovativo e interessante.

Il bacio dell'assassino

di Erica (01/12/2006 - 13:41)

Girato nel 1955, "Killer's kiss", titolo italiano "Il bacio dell'assassino", è il secondo film di Kubrick, ma il più vecchio ancora disponibile perché Kubrik rimosse dalla circolazione il suo primo film "Paura e Desiderio" data la sua insoddisfazione.

Il film si apre con il pugile fallito Davey Gordon, nella stazione Grand Central, intento a ricordare le tappe che lo hanno portato lì. Davy perde un importante match e decide di ritirarsi da uno zio. Mentre, dopo lo sfortunato incontro, si trova in preda ad un sonno agitato, viene svegliato dalle grida di una donna che abita nell'appartamento di fronte. Egli accorre in tutta fretta per offrirle il suo aiuto: la donna, Gloria, dopo essersi calmata racconta a Davey la storia della propria vita. Orfana di madre, si era convinta poco a poco che tutto l'affetto del padre era dedicato a sua sorella Iris: questa convinzione aveva determinato il sorgere di sentimento di gelosia, di un odio implacabile contro la sorella, che, esploso violentemente il giorno della morte del padre, aveva causato il suicidio di Iris. Ora, per vivere, Gloria balla a pagamento in un locale e deve subire la persecuzione del proprietario Raphael che la tormenta con le sue insistenze amorose e giunge fino ad introdursi di notte in casa sua. Dall'incontro casuale tra Gloria e Davey ha origine un, reciproco sentimento d'amore, e i due decidono di partire insieme. Ma Raphael fa rapire Gloria ed ordina a due sgherri di uccidere Davey: questi sfugge per caso alla morte, mentre viene ucciso il suo procuratore. Benché la polizia ritenga Davey responsabile dell'assassinio di quest'ultimo, il pugile riesce a seguire le tracce di Raphael ed accerta che Gloria è tenuta prigioniera in una soffitta. Per sottrarsi alla morte Davey deve fuggire, inseguito da Raphael, col quale, dopo una corsa sui tetti, ingaggia una violenta lotta, che finisce con l'uccisione del malvagio. La polizia cattura gli sgherri di Raphael e li induce a confessare i loro crimini: risulta così provato che Davey non è reponsabile della morte del suo procuratore, e che ha ucciso Raphael per legittima difesa. Il pugile può quindi partire e alla stazione viene raggiunto da Gloria.

La sequenza finale del film di lotta in mezzo ai manichini è veramente imperdibile. L'happy end è scontato, l'ho trovata la parte più brutta del film, ma si dice che Kubrick, preoccupato per gli ipotetici incassi al botteghino, infranse una delle regole del noir, donando al film un "happy end", facendo unire i due protagonisti. Una curiosità: nelle scene di danza classica della sorella di Gloria, balla la seconda moglie di Kubrick, la ballerina austriaca Ruth Sobotka.

 

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