Ciao sono Erica
Vedi il mio profilo


Aprile 2007

DLMMGVS
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30

Tag

Ultimi commenti

Nuovi post

Diffondi i contenuti

Aggiungi al mio Dada

Aggiungi al mio Dada

Condividi i contenuti

De.licio.us
Archivio Aprile 2007

Picnic ad Hanging Rock

di Erica (26/04/2007 - 13:59)

"Picnic ad Hanging Rock" è un film del 1975 di Peter Weir.

Il giorno di San Valentino del 1900, un gruppo di ragazze di un aristocratico collegio australiano, fanno un picnic ai piedi dell’immenso gruppo roccioso di Hanging Rock. Quattro di loro si allontanano dal gruppo per esaminare più da vicino le rocce. Una sola di loro torna indietro gettando grida isteriche e sotto shock, incapace di spiegare l'accaduto. Scompare misteriosamente anche una delle istitutrici. Le ricerche della polizia che ripercorrono ogni passo delle giovani, sono senza risultato.

Questo film è capace di far risaltare l'atmosfera di mistero sulla vicenda e si rimane veramente in ansia per la sorte delle ragazze. Ci presente un bel ritratto anche dell'epoca Vittoriana.
Ho scoperto che questo film è una delle prime opere del regista dei bellissimi "L'attimo fuggente" e "The Truman Show" solo per citarne due. Non ho fatto subito questo collegamento sul nome del regista, fortuna che me ne sono accorta ora, meglio tardi che mai ;-)

Collateral

di Erica (23/04/2007 - 18:23)

Ieri sera ho visto questo film d'azione del 2004 di Michael Mann, con un Tom Cruise che finalmente fa una parte da cattivo e Jamie Foxx.

Los Angeles, notte. Max (Jamie Foxx), tassista modello, compie una corsa con un procuratore donna che avrebbe dovuto discutere un caso in tribunale la mattina successiva. Immediatamente dopo, un nuovo cliente, Vincent (Tom Cruise), che gli fa una proposta allettante, accompagnarlo per l'intera notte in cambio di 700 dollari. Max si fa convincere, senza sapere che da quel momento avrebbe iniziato un viaggio allucinante. Vincent è infatti un killer di professione che deve regolare i conti con cinque persone, una delle quali, a sua insaputa, sta a cuore al conducente di taxi.

Un uomo sale sulla metropolitana qui a Los Angeles e muore. Pensi che se ne accorgerà qualcuno?
(Vincent)

Il film si svolge temporalmente tutto in una notte (citazione di "Fuori orario" di Scorsese?). Los Angeles è una città notturna, vuota dei suoi abitanti, con un'atmosfera surreale. I dialoghi del film ricordano quelli dei film Di Tarantino. Una curiosità: la scena dell'incidente è stata girata con gli attori realmente all'interno del taxi.
In conclusione è un film carino, adatto a passare una serata non troppo impegnativa.

Zelig

di Erica (20/04/2007 - 13:56)

Splendido e inquietante film di Woody Allen del 1983 con Woody Allen e Mia Farrow. Il film è la parodia di un documentario degli anni '20-'30.

Siamo nel 1928. L'uomo del momento è Leonard Zelig (Woody Allen), vittima di una ignota malattia che si manifesta nella trasformazione psicosomatica dei tratti in conseguenza del contesto in cui l'individuo si trova. Ricoverato in ospedale, Zelig viene seguito da Eudora Fletcher (Mia Farrow), una psichiatra che cerca di scoprire le radici dello strano fenomeno nell'inconscio del paziente. Il "camaleontismo" di Zelig si trasforma in una moda. Leonard viene affidato alla sorellastra che cerca di trasformarlo in un fenomeno da baraccone. La dottoressa Fletcher tenta di proteggere Leonard e se ne innamora. I due decidono di sposarsi, ma Zelig, turbato dagli scandali montati dalla stampa, fugge in Europa. Eudora lo ritrova a Berlino: Leonard è alle spalle di Hitler durante un'adunata nazista. Fuggiti dalla Germania, Leonard e Eudora vengono accolti trionfalmente in patria.

«Ho 12 anni. Vado alla sinagoga. Chiedo al rabbino qual è il significato della vita. Lui mi dice qual è il significato della vita. Ma me lo dice in ebraico. Io non lo capisco, l'ebraico. Lui chiede 600 dollari per darmi lezioni di ebraico.»
Leopold - Woody Allen in "Zelig"

Questo incredibile personaggio inventato da Woody Allen è un uomo-camaleonte: per mascherare la propria insicurezza cerca di mimetizzarsi in mezzo alla gente trasformandosi psicologicamente e fisicamente: è nero in mezzo alle persone di colore, studioso in mezzi agli studiosi, nazista in mezzo ai nazisti.
Alla domanda della psichiatra: "Perché si trasforma nelle persone che incontra?", Zelig risponde: "Mi dà sicurezza, mi piace essere come gli altri…".
E' un film che fa riflettere sul problema dell'integrazione, ma anche sulla società moderna che considera eroi insoliti personaggi per poi ignorarli il giorno dopo.
Significativo il cognome scelto da Allen per il suo personaggio e titolo del film: "Zelig" significa "benedetto" in lingua yiddish.


La testa degli italiani

di Erica (19/04/2007 - 13:55)

Essere italiani è un lavoro a tempo pieno. Noi non dimentichiamo mai chi siamo, e ci divertiamo a confondere chi ci guarda.
Diffidate dai sorrisi pronti, dagli occhi svegli, dall'eleganza di molti e dalla disinvoltura di tutti. Questo posto è sexy: promette subito attenzione e sollievo. Non credeteci. O meglio: credeteci, se volete. Ma poi non lamentatevi.

Dieci giorni attraverso la penisola nel tentativo (disperato) di spiegare agli stranieri come siamo fatti.
La testa degli italiani resta l'ultima regione inesplorata del Paese, e vale un viaggio. Ma è un viaggio difficile, che pochi di noi hanno voglia d'intraprendere. Pigrizia, abitudine, imbarazzo? Oppure il territorio è troppo vasto e insidioso, e mette paura? Se invece il coraggio e la voglia ci sono, basta cercare un'occasione, e Severgnini l'ha trovata. Un viaggio attraverso l'Italia con amici stranieri, ai quali viene "tradotto" sistematicamente il Paese: le regole imperscrutabili della strada e l'anarchia ordinata di un ufficio, la loquacità dei treni e la saggezza di un albergo, la rassicurazione di una chiesa e l'affollamento in camera da letto, l'importanza di una spiaggia e la democrazia del soggiorno (anzi: del tinello). Dieci giorni, trenta luoghi. Da nord a sud, dal cibo allo sport, dalla morale alla politica. Un'esplorazione ironica, metodica e sentimentale che aiuterà il lettore a capire perché - come scrive Severgnini - "l'Italia ci manda in bestia e in estasi nel raggio di cento metri e nel giro di dieci minuti". Avanti, dunque. Come dice l'autore-guida ai suoi ospiti: "Are you ready for the Italian jungle?".

Il babbo mi ha regalato inaspettatamente questo libro per il compleanno. Dico inaspettatamente, perché per evitare di ricevere libri che ho già, chiedo esplicitamente il libro che desidero in regalo in queste occasioni ;-)
Questo libro è simpatico, però leggendolo è successa una cosa strana... Lo si inizia ridendo di tutto ciò che racconta, ma poi il sorriso si trasforma in un ghigno. Probabilmente perchè Severgnini tocca molti tasti dolenti, comportamenti di noi italiani che vorrei proprio che non fossero veri.

Saw e Saw II

di Erica (18/04/2007 - 13:58)

Oggi post doppio... Ieri sera infatti ho visto finalmente "Saw II", il sequel di "Saw", uno dei migliori film horror usciti negli ultimi anni.

"Saw - L'enigmista" è un film del 2004 di James Wan.
Una stanza livida, sporca. Due uomini incatenati ai due lati, distanti, che non sanno perchè si trovano in quel luogo, e un corpo senza vita tra di loro, al centro di quello spazio spettrale. Una voce sconosciuta, attimo dopo attimo, centellina loro indizi, che svelano le loro identità, i loro segreti, il loro passato, schierandoli senza via di scampo l’uno contro l’altro.

"Saw II - La soluzione dell'enigma" è un film del 2005 diretto da Darren Lynn Bousman.
L'enigmista è tornato. Il brillante e psicotico ideatore dello sterminio delle sue vittime in "Saw", è tornato per un'altra partita del suo orribile gioco con la vita o con la morte. Quando viene scoperto un cadavere, il cui assassinio riconduce alla mano dell'enigmista, il detective Eric Mathews (Donnie Wahlberg uno degli attori principali di Boomtown) inizia le indagini e lo cattura facilmente. Ma questo non è che un dettaglio nel nefando piano di dell'enigmista. Altre otto vittime sono pronte a lottare per la vita ed è ora che Mathews si unisca al gioco.

A cosa si può arrivare per la propria sopravvivenza? Questa è la domanda che sta alla base di questo ciclo di film (al cinema c'è attualmente il terzo capitolo, mentre il quarto è in pre-produzione). Detto questo non aggiungo altro della trama per evitare di rivelarvi qualche particolare di troppo.
Commento solo il fatto che come al solito il seguito è inferiore al film originale, ma è comunque guardabile. Leggevo che la sceneggiatura del secondo non c'entrava nulla con le vicende dell'enigmista, ma è stata adattata appositamente con molti rimandi al primo film.

Il giardino degli orrori

di Erica (16/04/2007 - 13:56)

E' un po' che non vi propongo una nuova avventura di Julia. "Il giardino degli orrori" è l'episodio 99, pubblicato lo scorso dicembre.

Julia incontra una dolce vecchietta: Madame Amanda Blandish. La signora Blandish vive in una casa accogliente dove spesso riceve saltuari visitatori, ricercati tramite annunci sui giornali. Il suo giardino è splendido e rigoglioso, ricoperto quasi completamente da fiori. Sarà Julia a scoprire che, sotto quel prato coltivato con tanta passione, si cela un orrore senza fine!...

Il tema del sepolto vivo mi ha sempre affascinato, ed è stato proposto da numerosi autori, primo fra tutti il grande Edgar Allan Poe.

"Ci sono argomenti estremamente avvincenti, ma che sono troppo orribili per rispondere agli scopi di una vera e propria opera narrativa. Essere sepolti vivi è senza dubbio , il più terribile tra gli orrori estremi che siano mai toccati in sorte ai semplici mortali. Che sia avvenuto spesso, spessissimo, nessun essere pensante vorrà negarlo. I limiti che dividono la Vita dalla Morte sono, nella migliore delle ipotesi, vaghi e confusi. Chi può dire dove finisca l’una e cominci l’altra ?"

"Da ciò che narrò, era evidente che, dopo sotterrato, doveva essere rimasto pienamente cosciente di essere vivo per più di un'ora, prima di perdere completamente i sensi. La tomba era stata riempita sbadatamente e con terra non compatta e estremamente incoerente, così che lasciava necessariamente filtrare un po’ d’aria. Aveva udito i passi della folla sul suo capo..."
Entrambe le citazioni sono tratte da "La sepoltura prematura" di Edgar Allan Poe.

Passando ai telefilm, posso ricordare anche lo splendido episodio finale della quinta stagione di CSI, diretto nientedimeno che da Quentin Tarantino, dove un pazzo seppellisce vivo, appunto, il mio attore preferito della serie, Nick ;-)

Sul tema c'è anche un film del 1966, "Sepolto vivo" di Roger Corman, tratto proprio dal racconto di Poe. Non vi posso dire niente in proposito, perché purtroppo non l'ho visto.

Una constatazione: quanti richiami letterari o cinematografici si possono ricavare da una sola puntata di Julia!!! :-)

Houston, we've had a problem here

di Erica (13/04/2007 - 14:02)

The message came in the form of a sharp bang and vibration. Jack Swigert saw a warning light that accompanied the bang, and said, "Houston, we've had a problem here." I came on and told the ground that it was a main B bus undervolt. The time was 2108 hours on April 13.

Quindi "Houston, we've had a problem here." è la vera frase pronunciata dall'astronauta Jack Swigert sull'Apollo 13, il 13 aprile del 1970, ed è diventata una della frasi più celebri al mondo.
Non starò qui a ripetere la storia che tutti conoscono, di questa sfortunata-fortunata missione. Volevo solo commemorare il giorno in cui è stata pronunciata. Per chi è interessato a questa vicenda, ho scovato il racconto (in inglese) di Jim Lovell a questo link e pagine successive. Troverete anche il dettaglio delle comunicazioni fra la navicella e la base di controllo missione nei minuti critici della scoperta del guasto.

Jim Lovell e Jeffery Klunger hanno pubblicato un libro sulla missione, "Lost Moon", che è stato utilizzato per la sceneggiatura del film Apollo 13 di Ron Howard, con Tom Hanks, Kevin Bacon, Gary Sinise, Ed Harris e Bill Paxton.

Shark tale

di Erica (12/04/2007 - 13:58)


Spero che non vi siate spaventati con lo squalo in apertura post :-D
E' uno dei protagonisti di "Shark tale", splendido film d'animazione  del 2004 della Dreamworks.

Lenny è uno squalo con un piccolo problema: è vegetariano. Come se non bastasse è uno dei due figli di Don Lino, il boss della zona, e dovrebbe insieme al fratello prendere il comando. Per dar prova del suo coraggio dovrà eliminare Oscar un pesce che non ha pagato un debito.
Le cose andranno storte, molto. Il fratello di Lenny resta ucciso accidentalmente e Oscar se ne prende il merito facendosi ribattezzare "sharkslayer" (l'ammazzasquali), mentre Lenny non se la sente di affrontare il padre e scappa.
La vita di Oscar si trasforma da nullità a star del momento, ma gli squali attendono la vendetta e solo con l'aiuto dello stesso Lenny, Oscar potrà sperare di cavarsela.

Come ve l'immaginate personaggi stile "Il padrino" nell'ambiente marino? E uno squalo vegetariano? Queste due trovate sono il filo conduttore del film e gli equivoci che ne nascono sono molto divertenti.
Le citazioni cinematografiche e i nomi improbabili sono innumerevoli come ad esempio la versione ittica di Jessica Rabbit.
L'animazione digitale è bellissima e le immagini sono studiate nei minimi dettagli.
Mi è piaciuta la scelta di Luca Laurenti come doppiatore di Lenny. Molto bravo anche il duo Pali e Dispari nell'interpretazione delle meduse. Invece Tiziano Ferro come doppiatore di Will Smith nel ruolo principale di Oscar non mi è sembrata una gran pensata purtroppo. Meglio lasciar fare a doppiatori di professione certi ruoli...

L'agente segreto

di Erica (10/04/2007 - 13:53)

La lettura dei romanzi di Conrad già in mio possesso, prosegue con "L'agente segreto", libro pubblicato nel 1907.

Verloc vive della sua attività di spia per conto dell'ambasciata russa, mentre allo stesso tempo, rivende informazioni all’ispettore capo Heat della polizia politica londinese. Per dare prova della sua fedeltà al neo nominato ambasciatore russo, Verloc è però costretto a preparare un attentato contro l'edificio simbolo della scienza, l'osservatorio di Greenwich. La tragica serie di eventi coinvolgono la sua giovane moglie Winnie, il fratello ritardato di quest’ultima e vari altri personaggi, fra cui il gruppo degli anarchici che Verloc deve spiare.

Vi faccio subito partecipi del fatto che questo libro mi è piaciuto molto! Nonostante sia stato scritto esattamente un secolo fa, si rivela un thriller moderno perché tratta di argomenti estremamente attuali come il terrorismo e lo spionaggio.
Conrad nella prefazione afferma che lo ha scritto di getto sulla scia dell'emozione provocatagli da un famoso fatto di cronaca realmente accaduto nel 1894, l'attentato all'osservatorio di Greenwich. Ma purtroppo proprio la prefazione un po' guasta la sorpresa, perché l'autore, per giustificarsi dagli attacchi ricevuti da più parti, che solo un simpatizzante degli anarchici avrebbe potuto descriverli così bene, rivela la trama, quindi meglio evitare di leggerla prima del romanzo.

Fra le informazioni che ho raccolto per scrivere queste poche righe, ho scoperto con sorpresa che da questo libro Hitchcock ha liberamente tratto il suo film del 1936, Sabotage (I sabotatori) che già possiedo e ora son curiosa di rivedere alla luce della lettura del romanzo.
E' anche inquietante scoprire che il famoso terrorista americano Unabomber, era un lettore appassionato di questo libro. Il terrorista s'immedesimava nella figura del "Professore" e utilizzava lo pseudonimo di Conrad o Konrad mentre viaggiava e distribuiva i suoi pacchi-bomba.

Cerca film

di Erica (06/04/2007 - 13:59)

Gironzolando per la rete ho trovato questo ottimo sito di recensioni di film classici. L'interfaccia è abbastanza spartana, ma è così garantita la compatibilità con qualsiasi browser.
La ricerca si può effettuare per titolo o per regista. Sul film prescelto, il sito presenta una serie di link a trama, recensioni e critiche presenti in rete. Vi sono tante informazioni, e se le si vuole leggere tutte ci si perde... Cercate i vostri film preferiti e buona lettura ;-)

Io e Annie

di Erica (05/04/2007 - 13:56)

"Io e Annie" film del 1977 di Woody Allen con Woody Allen e Diane Keaton. Il titolo originale "Annie Hall" è un omaggio di Woody Allen alla Keaton perché Hall è il vero cognome dell'attrice. Il film portò fortuna ad alcuni attori che vi parteciparono (alcuni solo per pochi secondi), che da lì a poco sarebbero diventati autentiche star: Christopher Walken, Jeff Goldblum, Beverly D’Angelo e Sigourney Weaver.

Alvy Singer (Woody Allen), è un attore comico di origini ebree con successo ma portato alla depressione. Quando il suo migliore amico, Rob (Tony Roberts), gli presenta la deliziosa cantante di night club Annie Hall (Diane Keaton), Alvy se ne innamora immediatamente. Annie è una ragazza carina, un po' svitata, di famiglia benestante del Middle West. Alvy, già scottato da due matrimoni falliti, inizia il nuovo rapporto con paura; ma anche Annie, istintivamente, dubita del successo e mantiene un ampio margine d'evasione. Alvy la incita ad ampliare la propria cultura e Annie segue i suoi consigli, pur rimanendo insicura. Sessualmente le cose fra i due non vanno troppo bene e anche le differenze sociali finiscono per pesare. Durante un concerto, Annie viene notata da un produttore e la cosa fa ingelosire Alvy. Con l'aiuto della psicanalisi, Annie cresce e decide di interrompere il rapporto con Alvy, ma poi i due partono insieme per la California. Qui Annie ritrova il discografico che aveva promesso di lanciarla e Alvy rimane solo. Tornato a New York, decide di scrivere una commedia sulla sua storia d'amore. Il lieto fine è però opera di fantasia: Annie torna in città e i due rimangono soltanto buoni amici con ricordi piacevoli in comune. Alvy pensa tuttora che Annie sia una donna fantastica e che la sua conoscenza l'abbia arricchito; ma riflette che in fondo il rapporto uomo-donna vive di irrazionalità; è pazzo e assurdo per molti versi, ma va accettato così com'è.

Questo splendido film di Woody Allen è capace di strappare almeno una risata a chiunque. Fra gli artifici più belli utilizzati in questa occasione da Allen, potrei citare i momenti di dialogo diretto del protagonista con gli spettatori del film. E che dire dei dialoghi fra i due attori, con sottotitoli con ciò che pensano veramente? Sublimi! La scena della coda davanti al cinema con il saccente di turno che spara sentenze dietro all'insofferente Alvy è comicità pura. Le battute nel film sono fra le più riuscite e famose del regista.
Questo è il film di Woody Allen che preferisco fra quelli che ho visto finora. Molti dicono che "Manhattan" è il migliore, lo devo ancora vedere ma provvederò presto perché mi sta aspettando sul registratore!

 


 

The closer

di Erica (04/04/2007 - 13:53)

Una personalità fuori dal comune, un approccio molto diretto, oltre alle capacità di memorizzare anche i minimi dettagli: sono questi i tratti che contraddistinguono un nuovo detective del piccolo schermo, il sostituto capo della Cia, Brenda Leigh Johnson (Kyra Sedwick), protagonista di The Closer.
Originaria di Atlanta, profondo sud degli Stati Uniti, Brenda viene chiamata a dirigere l'Unità speciale del dipartimento di Polizia di Los Angeles, quella che si occupa dei casi di omicidio più complessi. Un incarico delicato per il quale Brenda viene scelta, oltre che per le sue indiscusse doti investigative, soprattutto per la tenacia con cui conduce gli interrogatori che spesso portano alla piena confessione dei reati da parte dell'interrogato. Il suo carattere eccentrico e i suoi modi non troppo ortodossi, oltre al fatto di essere l'unica donna la pongono da subito di fronte l'ostilità dei colleghi.
Brenda è una donna particolare, coraggiosa sul lavoro e molto esperta nella pratica dell'interrogatorio, ma nasconde molte fragilità e numerose insicurezze, nonché un insano piacere per i dolci dei quali fa un uso smodato sebbene sia cosciente del fatto che potrebbero nuocerle.

Il telefilm è del genere poliziesco, ma a parte l'indagine, molto tempo è dedicato alla personalità dello straordinario vicecapo Johnson e al suo rapporto con le altre persone. Questo telefilm mi piace molto proprio perché ha una protagonista così insolita. Cerca sempre di trattare tutti con gentilezza... la frase pronunciata più spesso: "Grazie, grazie a tutti.... grazie, grazie!" Ma nonostante ciò è una grande manipolatrice e riesce a far confessare anche il più spietato assassino.

Million dollar baby

di Erica (02/04/2007 - 13:57)

"Million dollar baby" è un film del 2004 diretto da Clint Eastwood, dedicato al mondo della boxe, e che vede protagonisti lo stesso Eastwood, Hilary Swank e Morgan Freeman.

Frankie Dunn (Clint Eastwood) è un anziano allenatore che gestisce una palestra di pugilato a Los Angeles. Il suo pupillo è 'Big' Willie Little, che dopo l'ultima vittoria diventa lo sfidante numero uno per il titolo mondiale. Frankie non lo ritiene però pronto alla sfida e Willie lo lascia per non rischiare di perdere l'occasione. A Frankie non resta che discuterne col suo vecchio amico Scrap (Morgan Freeman), che lo aiuta a mandare avanti la palestra. Ma i problemi non sono finiti: in palestra si presenta la trentunenne Maggie Fitzgerald (Hilary Swank), decisa a diventare pugile sotto la guida di Frankie, il quale non ha però nessuna intenzione di mettersi ad allenare una donna: per quanto Maggie possa essere tosta, "tosta non basta". Ma Frankie non può ignorare il fatto che in quella donna rivede un po' sua figlia, con la quale non ha da anni alcun contatto, e decide così di prenderla sotto la sua ala protettrice...

Forse farò gridare allo scandalo molta gente, ma questo film mi è sembrato decisamente sopravvalutato.
Dividiamolo in tre parti: il primo terzo l'ho trovato abbastanza noioso con la storia di Frankie col suo pugile cavallo di battaglia che poi lo abbandona nel momento più importante. La seconda parte, dall'arrivo di Maggie in palestra alla sfida per il titolo, è il solito film sulla boxe. L'ultima parte vira bruscamente sullo scontato film strappalacrime (ehm si nota che non mi piacciono i film strappalacrime? ;-) ).
L'ho trovato un film con pochi elementi innovativi, fra cui potrei ricordare la sfida diretta alla religione.
E' un film carino, con bravi attori, ma non ho visto il capolavoro di cui ha fama.

Archivio Aprile 2007