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In Justice

di Erica (28/02/2007 - 13:52)

"In Justice" è uno sfortunato serial americano cancellato dopo soli 13 episodi. E' sempre ambientato nel mondo della giustizia, ma raccontato da una porspettiva insolita. Ambientato nell'area della baia di San Francisco, i protagonisti sono legali del National Justice Project, un'organizzazione che si occupa di far liberare i prigionieri ingiustamente condannati dal sistema legale americano e di identificare i veri colpevoli.
La star del telefilm è il famoso Kyle MacLachlan che impersona David Swain, il capo del pool d'avvocati. L'altro protagonista è Charles Conti (interpretato da Jason O'Mara).

Peccato che l'avventura di questo telefilm sia durata così poco, perchè non è proprio niente male!

The elephant man

di Erica (27/02/2007 - 13:58)

"The elephant man" è un toccante film biografico di David Lynch del 1980, che racconta la storia di uno sfortunatissimo uomo di nome Joseph Merrick.

John Merrick (John Hurt) è vittima di una rarissima malattia che ne ha deformato il corpo fino a farne un fenomeno da baraccone. Il dottor Frederick Treves (Anthony Hopkins) decide di prendere Merrick sotto la sua ala protettrice per studiarlo e aiutarlo. Con il suo aiuto, l'uomo elefante impara a parlare e soprattutto ottiene una cosa che mai aveva avuto prima: la dignità umana.
"Io non sono un animale! Sono un essere umano! Sono... un... uomo!" grida John Merrick al mondo che lo disprezza.

Non li ho ancora visti tutti, ma questo film è sicuramente il più toccante e riuscito della carriera di David Lynch e John Hurt offre una interpretazione magnifica nel ruolo del protagonista, particolarmente difficile da interpretare vista la maschera che ne deturpa il volto e l'uso che deve fare della propria voce.
Si lo so, probabilmente sono una delle poche persone che ancora non aveva visto questo splendido film, ma almeno ho rimediato alla mancanza ;-)

Cuore di tenebra

di Erica (26/02/2007 - 18:27)

Non mi sono persa... rieccomi dopo tre giorni lavorativi infernali... non ancora finiti (sigh!)

Il Nellie, una iole da crociera, girò sull'ancora senza un fremito di vele, e stette immobile. La marea si era alzata, il vento era quasi calmo, e dovevano discendere il fiume, l'unica cosa da fare era star fermi all'ancora e aspettare che la marea cambiasse.

Come vi avevo preannunciato nel post su "Apocalypse Now", ho letto il libro che ha ispirato il film. Il libro è "Cuori di tenebra", che Joseph Conrad ha pubblicato nel 1899.

Marlow, la voce narrante di questo romanzo, racconta la storia di Kurtz, misterioso personaggio che vive tra i nativi del Congo, guidandoli nelle loro scorribande per razziare avorio. A loro volta gli indigeni lo venerano come un dio in rituali dall'inaudita crudeltà. Marlow parte alla ricerca di Kurtz in quello che più che un viaggio verso una meta si rivela l'esplorazione dell' "orrore" di una conoscenza che significa riconoscere fino in fondo l'orrore di se stesso e della propria civiltà.

Riassunto così il libro sembra un banale racconto d'avventura, cosa che proprio non è. Il viaggio per trovare e conoscere Kurtz è solo un pretesto per Conrad per denunciare l'avidità delle compagnie a caccia di profitti e le brutture del colonialismo. Semplificando molto, il cuore di tenebra del titolo si può riferire sia al concetto di "oscurità delle barbarie" contrapposte alla "luce della civiltà" sia alle "tenebre spirituali" di alcuni personaggi. Veramente un'opera notevole, da rileggere più volte.

Boston Legal

di Erica (21/02/2007 - 13:58)

"Boston Legal" è una serie televisiva americana a sfondo legale creata da David E. Kelley. I protagonisti sono brillanti avvocati pronti a combattere come tigri, la loro arena è il foro di Boston e il loro obiettivo professionale è sconfiggere gli avversari con ogni mezzo anche a costo di oltrepassare i confini della legge.
Inizialmente intitolata "Fleet Street", in riferimento alla strada di Boston in cui hanno sede gli uffici dello studio legale Crane, Poole & Schmidt, "Boston Legal" è uno spin-off di "The Practice", altra serie a sfondo legale.
"Boston Legal" eredita da "The Practice" la coppia di protagonisti premiata nel 2005 con l’Emmy Award: James Spader, attore amato da registi impegnati come David Cronenberg o Steven Soderbergh che lo ha diretto in "Sesso, bugie e videotapes", e William Shatner, il mitico capitano Kirk di "Star Trek". I due attori interpretano rispettivamente Alan Shore, un giovane avvocato arrivista dotato di forte sarcasmo, e il più anziano Danny Crane, suo amico e mentore che aiuta la nuova leva a risolvere in poco dei complicati casi che tutto lo studio rifiuta guadagnandosi così l’invidia dei colleghi.
Nel cast con loro anche Candice Bergen (dalla seconda stagione nel ruolo di Shirley Schmidt), Monica Potter (nel ruolo di Lori Colon), Lake Bell (nel ruolo di Sally Heep), Mark Valley (nel ruolo di Brad Chase) e Rene Auberjonois (nel ruolo di Paul Lewiston).
Alcuni personaggi famosi hanno partecipato ad una o più puntate come guest star. Si possono citare, fra i tanti:

  • Michael J. Fox, nel ruolo di Daniel Post nella seconda e terza serie;
  • Heather Locklear, nel ruolo di Kelly Nolan nella seconda serie;
  • Tom Selleck, nel ruolo di Ivan Tiggs nella seconda e terza serie;
  • Rupert Everett, nel ruolo di Malcolm Holmes nella seconda serie;

Di questo telefilm ho visto solo le due prime due puntate della seconda stagione, ma vi posso assicurare che è proprio un bel serial, come non ne vedevo da tempo. I casi trattati sono affrontati con humor, cinismo e spregiudicatezza. Avvincente.

21 grammi

di Erica (20/02/2007 - 13:59)

"21 grammi" è un film del 2003 del regista messicano Alejandro González Iñárritu.

Paul (Sean Penn) ha bisogno di un cuore nuovo, ma non ho la minima idea se farà in tempo ad ottenerlo o meno. Nel frattempo la moglie Mary (Charlotte Gainsbourg) è decisa ad avere ad ogni costo un figlio da lui.
Jack (Benicio del Toro) è un o sbandato che ha messo la testa a posto anche grazie ad un nuovo infervoramento religioso, che la moglie Marianne (Melissa Leo) non capisce, ma accetta pur di avere suo marito di nuovo in casa anziché in prigione.
Christina (Naomi Watts) ha una tipica "famiglia felice americana", ma a causa di un incidente, che le porta via il marito e le due bambine, si ritrova nell'abisso della disperazione e della droga da cui era riuscita a fuggire in gioventù.
Cosa unisce tutti questi personaggi? Beh, se il cuore nuovo di Paul è quello del marito di Christina morto nell'incidente stradale causato da Jack...
Ognuno di questi personaggi dovrà fare i conti con la nuova vita che l'attende dopo i drammatici eventi. Paul avrà la possibilità, grazie a qualcun'altro di continuare a vivere, Jack, con tutto il suo fervore religioso, dovrà venire a patti con il rimorso e Christina accettare di essere di nuovo sola.

Il film mi ha molto colpito e ve lo consiglio. I continui salti temporali mi hanno spiazzato per quasi tutto il film, ma quando s'inizia a capire come si intrecciano le vite dei personaggi, si accende veramente una lampadina in testa ;-)
Ognuno dei personaggi ha passato presente e futuro, quindi moltiplicandolo per tre (il numero dei protagonisti principali) si può comprendere quanti piani temporali ci sono! Il significato del titolo del film si capisce solo alla fine e quindi non voglio rovinarvi la sorpresa.

Lisey's story

di Erica (19/02/2007 - 13:51)

To the public eye, the spouses of well-known writers are all but invisible, and no one knew better than Lisey Landon. Her husband had won the Pulitzer and the National Book Award, but Lisey had given one interview in her life. This was for the well-know women magazine that publishes the column 'Yes, I'm married to Him!' She spent roughly half of his five-hundred-word lenght explaining that her nickname rhymed with 'CeeCee'. Most of the other half had to do with her recipe for slow-cooked roast beef. Lisey's sister Amanda said that the picture accompanying the interview made Lisey look fat.

"Lisey's story" è l'ultima fatica di Stephen King.

Come è fatto il mondo segreto di uno scrittore strapremiato, adorato dal pubblico e dalla critica? Per venticinque anni Lisey è stata sposata al celebre Scott Landon. Un lungo, stupendo matrimonio con lui - un uomo meraviglioso ma complicato, con una tara nel sangue - e con l'universo di lui, una dimensione proibita ai normali, piena di cose fantastiche ed esaltanti, ma anche letali; di forze che possono risanare o uccidere, in virtù di leggi incomprensibili; il rifugio di un artista geniale e precoce, un eden vigilato da un serpente inesorabile. Laggiù ci sono colline viola, mari al tramonto, ombre vaganti, tombe e la "pozza delle parole", cui attingere a piene mani per ceare e illudere... Però ora Scott è morto, e la vita di Lisey è uguale a quella di tante altre. Non siamo a Boo'Ya Moon, bensì nel prosaico Maine, dove lei affronta il triste compito di svuotare il gigantesco studio del marito, con la sua mole di manoscritti. Un gesto innocente, ma che può scatenare le reazioni inconsulte di certi fan un po' particolari. E non è tutto. Impegnata da una parte a difendersi dagli assalti alla sua persona, Lisey si rende conto, su un altro fronte, di essere come una porta lasciata aperta su quell'altro mondo ai confini tra ragione e pazzia... già intravede - negli specchi, nelle superfici lucide - il muso dell'essere che ha popolato gli incubi del marito, che ora viene per lei... Lisey Debusher Landon non è una romanziera, ma sa che, guidata da una mano invisibile, adesso può scegliere di chiudere la partita scrivendo la sua storia.

Il libro, lo dico subito, non mi ha appassionato affatto. Probabilmente è il libro di King che mi è piaciuto meno. La prima metà è lentissima e proprio non riuscivo a proseguire. Poi, arrivata finalmente all'assalto che Lisey subisce dal 'cowboy dello spazio', la storia si fa più coinvolgente e interessante.
Fra gli aspetti positivi del libro posso elencare i salti temporali della storia, ma certamente da "It" in poi, King ci ha già abituato a questo suo modo di raccontare. Mi è piaciuto anche il fatto che ci abbia presentato la vita di una persona che vive nell'ombra di un personaggio famoso. Nel libro sono presenti come al solito vari riferimenti a libri precedenti di King come ad esempio l'esclamazione "Hi-yo-smuckin-Silver" pronunciata da Scott Landon che arriva dritta dritta dal già citato capolavoro "It". Nessun fan di King si tirerà certo indietro dalla lettura di "Lisey's story", ma ce la farà ad arrivare indenne in fondo alla lettura?

di Erica (16/02/2007 - 13:57)

I miei amici sanno che una delle mie grandi passioni è il tè. In questi giorni ho iniziato a fare un catalogo di tutte le varietà che possiedo o che ho gustato e sono veramente tante... ancora non ho finito non so dirvi il numero preciso, ma non sono meno di una trentina!!!
Ho iniziato a bere tè per caso... Ho sempre detestato quello al limone e mi sono appassionata al tè da quando tanti anni fa sono usciti alla pesca. Così pian piano ho iniziato a consumarlo a colazione e a provare altri tipi. Un'altra varietà a cui sono stata appassionata per molto tempo all'inizio è il tè al mandarino... Allora lo trovavo buonissimo, ma ora ho decisamente cambiato palato perché non riesco più a berlo. :-D
All'inizio bevevo il tè con lo zucchero, come tutti, poi son passata al miele all'arancia (buonissimo nel tè, provatelo!) per arrivare a preferirlo senza nessuna aggiunta: né di latte (che non mi è mai piaciuto nel tè per il gusto 'pastoso' che lascia) né di zucchero o altro dolcificante. Quindi il tè mi piace gustarlo proprio "nature" per apprezzarne maggiormente le caratteristiche.

Di tè ce ne sono migliaia di varietà perché, come per i vini, ogni zona di produzione imprime certe caratteristiche nel prodotto. I botanici sono discordi: alcuni riconoscono due tipi di piante, quella di tè cinese (Camellia sinensis) e la pianta del tè assamica (Camellia assamica). Altri invece sono del parere che esista solo una pianta del tè, la Camellia sinensis, con due varietà. E' incredibile pensare che la Camellia sinensis cresce fino a 4 metri d'altezza ed ha delle foglie sottili e strette. La Camellia assamica può crescere fino a 15-20 metri d'altezza ed ha foglie più grossolane e più larghe. Nelle piantagioni però le piante vengono tagliate ad un'altezza di un metro - un metro e mezzo per poter arrivare meglio alle foglie durante la raccolta.
Le foglie, dopo la raccolta vengono lavorate in modi diversi. Ed è proprio da qui che nasce la ricchezza e la diversità dei tè. Per non annoiarvi troppo vi dirò solo che si possono suddividere in 5 grandi categorie:

  • tè neri, le foglie vengono fatte fermentare
  • tè oolong, le foglie sono semi-fermentate
  • tè verdi, le foglie sono essicate
  • tè bianchi, costituiti solo dai germogli più teneri che sono essicati
  • tè aromatizzati, tè di una delle categorie precedenti con l'aggiunta di essenza e/o aromi

Vi vorrei segnalare due siti che ho trovato vagabondando sull'argomento: il sito Teatime, e una manifestazione dedicata alle Arti e tradizione d'Oriente che si terrà ad Abano Terme dal 16 marzo al 1 aprile. Nel programma dell'evento ho trovato vari incontri di degustazioni di te' cinesi oppure giapponesi che m'ispirano parecchio.

 

 

 

Wilde, il film

di Erica (15/02/2007 - 13:17)

Visto che siamo in argomento, recentemente ho anche visto il film "Wilde" di Brian Gilbert del 1997, che mi è piaciuto molto. Il film inizia dal 1882 mentre Wilde sta facendo una serie di conferenze in America. Il film descrive il suo matrimonio, il suo genio, la sua omosessualità e la sua popolarità prima del processo che l'ha visto condannato a due anni di lavori forzati per atti contro la decenza. Per le scene di sesso omosessuale il film è stato molto criticato. A me è comunque piaciuto perchè non ha taciuto un aspetto così importante della sua vita.

Oscar Wilde è nato in Irlanda, visitando Dublino c'è la casa dove ha abitato e nel parco adiacente c'è una stravagante statua che lo ricorda... in bronzo colorato, come diceva la mia guida, perché Wilde è stata una persona a colori... Vedete anche la locandina del film come lo hanno rappresentato ;-)
Non vi allego la foto che ho fatto io perché Andrea ha un'espressione da matto e mi uccide se la pubblico su Internet :-D

Wilde, The importance of being earnest

di Erica (14/02/2007 - 13:53)

FIRST ACT
Morning-room in Algernon's flat in Half-Moon Street. The room is luxuriously and artistically furnished. The sound of a piano is heard in the adjoining room.
[Lane is arranging afternoon tea on the table, and after the music has ceased, Algernon enters.
Algernon.  Did you hear what I was playing, Lane?

Lane.  I didn't think it polite to listen, sir.

Algernon.  I'm sorry for that, for your sake.  I don't play accurately--any one can play accurately--but I play with wonderful expression.  As far as the piano is concerned, sentiment is my forte.  I keep science for Life.

Lane.  Yes, sir.

Algernon.  And, speaking of the science of Life, have you got the cucumber sandwiches cut for Lady Bracknell?

Lane.  Yes, sir.  [Hands them on a salver.]

Oggi è l'anniversario della prima rappresentazione di una delle più divertenti commedie mai create, "The importance of being Earnest" di Oscar Wilde, andata in scena proprio il 14 febbraio del 1895 al teatro St. James di Londra.

Algernon e Jack sono due amici di vecchia data. Il primo abita in città ed il secondo in campagna, ma sovente si incontrano. Entrambi, infatti, vivono una "vita segreta": Algernon finge di avere un vecchio amico malato di nome Bunbury in campagna, mentre Jack finge di avere un fratello scapestrato di nome Ernest in città. Questo espediente permette loro di assentarsi dalle rispettive case e famiglie quando meglio credono.

Purtroppo la commedia è basata su un gioco di parole intraducibile: fra l'aggettivo "earnest" (serio, affidabile od onesto) ed il nome proprio "Ernest" che in inglese hanno la stessa pronuncia. I fraintendimenti e i giochi di parole fra i protagonisti sono la parte più divertente.
Mi piacerebbe molto vederla a teatro... per ora mi accontento di aver letto il libro e visto una cassetta di una delle tante rappresentazioni. Ma volete mettere con l'essere presenti nel teatro?

Blind justice

di Erica (13/02/2007 - 13:56)


E' una serie televisiva poliziesca in cui il protagonista, Jim Dunbar (Ron Eldard), detective della Polizia di New York, ed il suo partner cadono in un'imboscata tesa loro da un uomo armato. Jim decide di prendere in mano la situazione ma viene colpito alla testa da una pallottola che lo rende cieco. L'uomo decide di citare in giudizio la Polizia di New York, al fine di riottenere il suo lavoro nonostante la menomazione che lo ha colpito. Assegnato all'8° distretto, Dunbar viene affiancato alla Detective Karen Bettancourt (Marisold Nichols), la quale, al contrario degli altri poliziotti, non nutre dubbi sulle abilità del suo nuovo collega. Al di fuori del lavoro, Jim deve anche affrontare le tensioni della moglie Christie (Rena Sofer).

Il telefilm oltre a raccontare un'indagine, mette in evidenza le difficoltà incontrate nella vita quotidiana dai non vedenti. Che il non vedente in questione sia poi un poliziotto, armato di pistola d'ordinanza, rende più insolito l'insieme. Il porto d'armi del protagonista mi rende molto perplessa: in una puntata la collega era stata attaccata da un malvivente e lui, estratta l'arma, la puntava a destra e a sinistra... l'ho trovato comico se non pericoloso per la collega!!!
Tralasciando questa improbabilità, il protagonista risolve i casi affidandosi alle descrizioni fornite dalla collega (ma quindi non potrebbe rimanersene in ufficio invece che andare a fare i sopralluoghi?) e all'intuito, riuscendo a cogliere particolari che gli altri non vedono.
La mia non vuol essere una recensione negativa, anzi il telefilm è carino superate le perplessità già espresse.

Mulholland drive

di Erica (12/02/2007 - 08:54)

Stranissimo film di David Lynch del 2001. Avete notato che quando un film è strano spesso lo di definisce "onirico"? :-D
Il film ha vinto la Palma d'Oro a Cannes nel 2001.
Se è possibile, prima di iniziare la visione di un film preferisco non saperne nulla o quasi per poter guardarlo a "mente aperta". Il problema con questo film è che mi ha lasciato più dubbi che chiarezza! Un avvertimento che vale per tutte le volte che parlo di un film: non proseguite nella lettura del post se avete intenzione di vederlo a breve...

In un'incidente sulla Mulholland Drive, famosa strada di Hollywood, sopravvive Rita (Laura Elena Harring), che perde però la memoria. Vedendo le luci della città, la raggiunge e s'intrufola in una casa. La nuova inquilina, l'attrice Betty (Naomi Watts), impietosita da Rita, l'aiuta a cercare di recuperare la memoria indagando su quello che è successo. Ma dopo un'incontro sessuale fra Rita e Betty, Rita si risveglia da un sogno che le fa andare nel cuore della notte ad una rappresentazione in un misterioso teatro.
Virata bruschissima del film, non saprei definirlo altrimenti. Ora Naomi Watts interpreta Diane, un'attrice fallita con una vita infelice e che ha perso per un uomo la sua amante Camilla (sempre Laura Elena Harring) e paga un sicario per farla uccidere. Alla fine Diane si uccide per i sensi di colpa sparandosi.

In rete si trovano tante interpretazioni di questo film lasciato volutamente ambiguo dal regista. Quella che mi è piaciuta di più è che la prima parte è solo un sogno della reale Diane che nel sogno vede sé stessa come l'innocente e speranzosa Betty, allo scopo di cancellare il suo passato e sostituirlo con la realizzazione delle sue speranze ormai infrante nella realtà. Comunque d'ipotesi se ne possono fare mille...

La nascita del film è stata avventurosa. Inizialmente doveva essere l'episodio pilota di un nuovo telefilm sulla falsariga di Twin Peaks, ma nonostante i ripetuti cambiamenti fatti da Lynch l'americana ABC rifiutò di proseguire nella realizzazione della serie. Lynch quindi sistemo il materiale e lo adattò al grande schermo.

Una nota semicomica: questo film è stato proprio il primo dvd che ho visto nel mio nuovo lettore. Vedendolo in più momenti, ho cercato di usare i capitoli, ma ogni volta che ci provavo mi finiva negli speciali. Già imprecavo pensando che fosse difettoso il mio lettore dvd che non riconosce la suddivisione in capitoli, quando stamattina ho letto che il dvd del film è stato realizzato senza la suddivisione in capitoli su espressa richiesta di Lynch per incoraggiarne la visione per intero!!! Che te venisse David.... :-D

Sigle di cartoons

di Erica (09/02/2007 - 13:59)

Oggi prendo ispirazione da un post "musicale" di razza75, un blog sempre pieno di spunti interessanti (trovate il link fra i miei preferiti).

Ci sono canzoni un po' particolari che rimangono nel cuore... le sigle dei cartoni animati!
Sono canzoni che appena riascolti, ti obbligano a cantarle a squarciagola... come si faceva quando scandivano il pomeriggio fra un cartone animato amato e l'altro... I motivetti sono facili da riconoscere e molti orecchiabili. Io preferisco quelle create in era pre-Cristina D'avena, quando erano cantate da tanti artisti diversi e non sembravano tutte uguali. Ma i bambini di oggi sicuramente non le riconoscono!!! Siamo vecchi ormai :-)
Ecco una breve rassegna delle mie preferite... su mettetevi a canticchiarle come sto facendo io!

Anna dai capelli rossi va,
vola e va come una rondine
però un nido non ce l'ha,
non ha una mamma nè un papà .
Anna dai capelli rossi ha
due grammi di felicità 
chiusi dentro all'anima,
e al mondo vuol sorridere.
Che meraviglia avere un gatto,
che fa le fusa per me,
e le libellule e tante lucciole, intorno a
me, con me,
che meraviglia sull'altalena,
che va leggera, su e giù,
e tanti amici stretti stretti,
uniti tutt'intorno a me.
[...]



E questa? Ve la ricordate?

Grande festa alla corte di Francia
c'è nel regno una bimba in più
biondi capelli e rosa di guance
Oscar ti chiamerai tu

Il buon padre voleva un maschietto
ma ahimè sei nata tu
nella culla ti ha messo il fioretto
Lady dal fiocco blu

Oh Lady Lady Lady Oscar
tutti fanno festa quando passi tu
Oh Lady Lady Lady Oscar
come un moschettiere batterti sai tu
Oh Lady Lady Lady Oscar
le gran dame a corte ti invidiano perchè
Oh Lady Lady Lady Oscar
anche nel duello l'eleganza c'è
Oh Lady Lady Lady Lady
Oh Lady Lady Lady La
[...]


E quest'altra?

Daitarn, Daitarn, Daitarn
Daitarn, Daitarn, Daitarn
Uno per tre, e tre per uno perche',
insieme noi
usciamo sempre dai guai,
e difendiam la terra,
dall'ombra della guerra,
il nostro cuore battera',
per la liberta'.
Intrighi e loschi piani
dei mostri disumani,
il nostro raggio spazzera' nell' immensita'.
Daitarn, Daitarn,
arriva gia' il nemico scatta,
ma tu ci sei amico, Daitarn.
Evviva DaitarnIII
Daitarn, Daitarn,
per noi tu sei davvero forte,
per noi tu sei davvero grande,
Evviva DaitarnIII
[...]

Rimangono veramente dei bei ricordi! E le vostre preferite quali sono?

Sfida al Polo Nord

di Erica (07/02/2007 - 13:13)

Artide, La lunga notte bianca
Lungo un percorso illuminato solo da una torcia e dalla luna, Mike Horn avanza sui ghiacci del Mar Glaciale Artico. Con il compagno d'avventure Borge Ousland sta tentando di realizzare un sogno: raggiungere il Polo in pieno inverno. Un terzo esploratore, solo su un banco di ghiaccio alla deriva, vedrà la morte in faccia.


Sul numero di gennaio del National Geographic ho letto un bell'articolo che racconta la sfida al Polo Nord fatta da 3 esploratori. Due con l'obiettivo di raggiungere per la prima volta il Polo Nord nel buio dell'inverno, il terzo di percorrere in solitaria il Mar Glaciale Artico dalla Siberia al Canada.

Dell'articolo mi ha colpito il fatto che i tre esploratori non sono presentati come supermen, non è solo la storia di un successo, anzi! Sono persone che hanno deciso di intraprendere una sfida, contro se stessi prima che contro le avversità. Ma cosa li spinge a mettersi alla prova a rischio della propria vita? Forse anche solo il piacere delle piccole cose come la felicità di ritrovarsi vivi alla fine della giornata... E non sembra essere la vicinanza alla morte ad attrarli, ma al contrario il desiderio di essere più vicini alla vita. Senza dubbio una lettura avvincente!

Numb3rs

di Erica (06/02/2007 - 13:51)

Numb3rs è una serie televisiva americana, prodotta da Ridley e Tony Scott, basata sulla storia dell'agente FBI Don Eppes (Rob Morrow) che un giorno decide di coinvolgere il fratello Charlie Eppes (David Krumholtz), genio della matematica, nella risoluzione di alcuni tra i casi più complicati dell'FBI.
I due fratelli mostrano un approccio completamente diverso alle indagini: mentre il primo parte dalla prospettiva concreta dell'agente investigativo, l'altro si basa su teorie matematico-empiriche. Unendo le proprie abilità i due riescono a esplorare piste inaspettate fornendo la soluzione ad alcuni dei casi criminali più indecifrabili.

L'agente FBI Don Eppes non potrebbe essere più differente dal giovane Charlie Eppes che, da quando era piccolo ha sempre cercato di conquistare la stima del fratello più grande. Il primo, Don Eppes, ha sempre creduto all'evidenza delle prove, l'altro, Charlie Eppes, professore di matematica presso l'università di Los Angeles, vive in un mondo basato su equazioni e calcolo delle probabilità. Alan Eppes, il padre dei due fratelli, sebbene sia compiaciuto e orgoglioso del lavoro dei figli, è anche preoccupato che la competitività tra i due possa condurli in situazioni rischiose per la loro vita.
Il Dr.Larry Fleinhardt (Peter MacNicol), fisico e collega del più giovane Charlie Eppes, fa pressione su di lui affinché lasci le indagini e dedichi più tempo all'università.
Ispirata da avvenimenti realmente accaduti, Numb3rs è la prima serie televisiva che mostra come la matematica applicata al lavoro della polizia conduca alla soluzione di casi criminali apparentemente irrisolvibili.

Trovo che la serie possieda spunti molto interessanti. Ovviamente le spiegazioni matematiche che danno all'interno di ogni puntata sono semplici se non addirittura grossolane per non annoiare gli spettatori. Creare un serial poliziesco in cui i casi sono risolti sfruttando leggi matematiche è veramente un'idea originale. Siamo ad anni luce dalle fiction italiane... ;-)

Apocalypse now

di Erica (05/02/2007 - 08:54)

Ieri sera ho visto questo famosissimo film che ancora mi mancava, nonostante si senta citare molto spesso.

"Apocalypse now" è un film di Francis Ford Coppola del 1979. Documentandomi per questa piccola recensione ho scoperto che il film è ispirato al libro "Cuore di tenebra" di Conrad, libro che possiedo da tempo che ora passerà in testa alla lista dei libri "to be read"!

La vicenda del film in breve è questa... Vietnam, terzo anno di guerra: il capitano Willard (Martin Sheen) viene inviato ai confini della Cambogia con una missione segreta e delicatissima: dovrà uccidere il colonnello Kurtz (Marlon Brando) che, si dice, è impazzito e sta combattendo una guerra privata. Willard risale un fiume per raggiungerlo, ed è come se percorresse tutti i gironi dell'inferno. Quasi nulla è comprensibile: gli attacchi con gli elicotteri (al ritmo delle musiche di Wagner), un ufficiale che fa surf sotto i bombardamenti, battaglie all'insegna del napalm, ponti sospesi con illuminazioni che sembrano grottescamente le luci di Disneyland. Il loro incontro segnerà il destino di entrambi: Kurtz sarà ucciso dal capitano, e Willard stesso potrà forse liberarsi dei demoni che infestano la sua mente.

La prima cosa che mi è venuta in mente relativamente a questo film è che rappresenta la pazzia della guerra in ogni forma. Il percorso lungo il fiume per raggiungere il colonello Kurtz fa incontrare al capitano Willard (e allo spettatore) una serie di personaggi e situazioni che sembrano inverosimili a chi è abituato a pensare alla guerra come una lotta bene-male, giusto-sbagliato! Mi ha colpito il fanatico Colonnello Kilgore, interpretato da Robert Duvall, che pensa al surf invece che alla vita propria e a quella dei suoi uomini.
Alcuni aneddoti che ho recuperato... Sembra che Coppola e Brando non si potessero soffrire, quindi tutte le scene in cui recita il colonello Kurtz, sarebbero state girate dall'assistente del regista. Inoltre Brando richiese di essere ripreso solo in ombra per nascondere il notevole aumento di peso avvenuto in quel periodo. Il film è stato girato nelle Filippine, con mezzi prestati a Coppola dal dittatore Marcos e ritirati ogni volta che si presentava la necessità di combattere i ribelli.
Nel 2001 è stato riproposto nei cinema una nuova versione "Apocalypse Now - Redux" che contiene sequenze scartate per ben 49 minuti, e approfondisce alcuni aspetti prima solo accennati. Mi raccomando se non l'avete visto non lasciatevi scappare questo capolavoro!

 

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