Explorer 1
Non pensate male leggendo il titolo... non voglio parlare di un certo browser pieno di problemi, ma del primo satellite americano lanciato in orbita proprio il 31 gennaio del 1958.
Era un momento di crisi per la Nasa, l'Unione Sovietica aveva lanciato il proprio satellite Sputnick 1 il 4 ottobre 1957 e quindi l'America era nella scomoda posizione di inseguitrice della nazione rivale nella corsa allo spazio.
Il piccolo satellite Explorer 1 (ci se ne può render conto guardando la foto che ho trovato) pesava solo 13,9 chili di cui 8,3 di strumenti. La strumentazione satellitare a bordo era stata costruita e progettata da James Van Allen, dell'Università Statale dell'Iowa. Vi suona familiare questo nome?
Il satellite fu equipaggiato con un contatore geiger per la rilevazione dei raggi cosmici. A volte questo strumento funzionò a circa 30 conteggi al secondo (come previsto), ma altre volte si fermo completamente. Il gruppo di ricercatori dell'Università dell'Iowa (con a capo Van Allen) notò che ogni volta che il contatore era fermo, il satellite si trovava a un'altitudine maggiore di 2000 km sopra il Sud America, mentre quando passava a circa 500 km, il contatore mostrava il livello di raggi cosmici previsto. Dopo la missione con l'Explorer 3, venne capito il motivo: il contatore geiger era sottoposto a radiazioni troppo forti per essere rilevate!
Questa radiazioni erano dovute a una fascia di particelle cariche bloccate nello spazio dal campo magnetico terrestre, oggi nota proprio come fasce di Van Allen. Sono formate da particelle subatomiche elettricamente cariche che, provenendo dalle radiazioni solari e cosmiche, restano intrappolate nel campo magnetico terrestre o magnetosfera. La scoperta di queste cinture radioattive fece temere che il loro attraversamento fosse molto pericoloso per gli astronauti: si pensò di far passare le astronavi sopra i Poli (dove la radioattività è minima), oppure adottare pesanti schermature. Ulteriori ricerche dimostrarono che tale pericolo era stato sopravvalutato; e infatti gli astronauti hanno sempre attraversato le cinture radioattive.
La scoperta della fasce di Van Allen da parte dei satelliti Explorer fu considerata come una delle più importanti scoperte nell'Anno Geofisico Internazionale.

Nip/Tuck

Nip/Tuck è una serie televisiva del 2003 che segue le vicende di due chirurghi plastici di Miami, Sean McNamara (Dylan Walsh) e Christian Troy (Julian McMahon). E' iniziata da poco la trasmissione della quarta stagione su Italia 1.
L'ultima puntata della terza stagione, ha svelato il mistero del macellaio, che era appunto il terzo socio dello studio McNamara/Troy. Gli argomenti rimasti in sospeso e che saranno ripresi nella nuova stagione sono però altri: Julia (Joely Richardson, figlia di Vanessa Redgrave che ha partecipato alle stagioni 2 e 3 della serie), ex moglie di Sean McNamara, aspetta un bambino proprio dal chirurgo plastico e dalle analisi del feto risultano esserci dei problemi. Matt (John Hensley), figlio maggiore di Julia e Sean (anche se il vero padre è Christian Troy) è sopravvissuto ad una bruttissima esperienza in cui il padre della sua ex ragazza, un pazzo, è stato ucciso. Christian dalla metà della terza stagione sta vivendo una strana trasformazione...
Nelle prime puntate della quarta stagione recitano importanti guest star: da Larry Hagman e Kathleen Turner, che impersonano pazienti dello studio, a Brooke Shields che interpreta la psicologa del dr. Troy.
Nip/Tuck è un telefilm innovativo che ha già vinto molti premi in America. A me piace per la crudezza con cui descrive certe situazioni e i personaggi, anche quelli presenti in una sola puntata, non sono piatti, ma sono caratterizzati con cura.
Sin city
"Sin city" è un film del 2005 di Robert Rodriguez, tratto dall'omonimo fumetto di Frank Miller che è anche co-regista e co-sceneggiatore del film. Figura fra i registi anche il grande Quentin Tarantino, che ha diretto la sequenza in macchina con Jackie Boy.
Sin City è una città nera, dove la notte non tramonta mai, abitata da una schiera di personaggi più cupi della notte stessa. Tutti cattivi, ognuno a modo suo: Marv (un irriconoscibile Mickey Rourke), tenero bestione con un talento creativo per la sofferenza altrui; Kevin (Elijad Wood), ragazzo emotivo che ritrova la serenità divenendo uno spietato divoratore di esseri umani; la sua abietta guida spirituale il cardinale Roark (Rutger Hauer), padrone della città; Dwight (Clive Owen), fascinoso criminale che asseconda il suo destino e dispensa morte a piene mani; Gail (Rosario Dowson), sua amata e regina delle prostitute che governano la città vecchia, donne che danno grande piacere, se si paga bene e si sta alle regole, o grande dolore, se si va oltre il seminato; un bastardo giallo, che violenta e mangia bambine impunito, coperto dal mostro suo padre che è anche Senatore della città, e contrastato solo da Hartigan (Bruce Willis), uno sbirro sul viale del tramonto disposto ad una carneficina per fermarlo e salvare Nancy (Jessica Alba), timida ballerina di lap dance.
Esseri che hanno poco di umano, anime nere che anneriscono il già nero skyline della città del peccato. E in mezzo a tutto questo nero, ogni gesto fuori dal piano regolatore che la morte stessa sembra attuare, brilla di un vivido accecante: il grande cuore rosso di Goldie (Jamie King), il sangue scarlatto versato in olocausto e quello giallo per la catarsi di Hartigan, occhi verdi, azzurri e d’oro che sono l’unica traccia di un’anima dietro le armi.
Il film è stato per me una piacevolissima sorpresa. Mi aspettavo la solita schifezza ricavata da un fumetto e invece è un piccolo capolavoro noir. Girato interamente in digitale e con un'ambientazione quasi completamente virtuale (gli attori hanno interpretato le scene davanti a un green screen), colpisce per le immagini cupe e violente. Il film è in bianco e nero, con alcuni sprazzi di colore improvvisi per accentuare particolari. Una curiosità: le spade da samurai usate da Miho, sono quelle di Kill Bill 1, prestate da Tarantino.


Santuari naturali, per quanto ancora?
Vi sono luoghi in cui la bellezza del paesaggio e la storia si fondono, e ciò li rende preziosi. Luoghi che hanno un valore inestimabile per le loro qualità naturali e grazie alla volontà dell'uomo. Noi li chiamiamo parchi. Alcuni sono grandi, spettacolari e selvaggi, come lo Yellowstone e il Kruger. Altri sono più piccoli, ma perfettamente inseriti nel contesto umano come il Buttes-Chaumont, nel cuore di un quartiere parigino. Molti sono minacciati dalle incalzanti attività dell'uomo, nonostante questi ne abbia sempre più bisogno.
Oggi ho riesumato l'articolo principale del numero di ottobre del National Geographic che parla dei parchi, dei loro problemi, della loro evoluzione, di come vivono le persone al loro interno o ai margini.
Penso che non solo i grandi parchi naturali di un paese sono importanti, ma anche i piccoli parchi cittadini dove le persone d'estate entrano per leggere, riposarsi, giocare. Nel mio paese hanno appena creato un nuovo parco, abbastanza grande, ma con le piante piccolissime. E' a una estremità del centro abitato e quindi per ora sembra una triste landa desolata e abbandonata con qualche piantina qua e là. Spero che l'estate prossima migliori un po' d'aspetto!
Nella mia memoria però rimarrà sempre il parco pubblico di Ostiglia (Mn), paese dove abita mia nonna, in cui da piccola trascorrevo una settimana di vacanza d'estate. Il parco è diviso in due sezioni da un cancello: una più vecchia, con meravigliose piante secolari, vialetti ben tenuti e fiori colorati. L'altra, con piante più giovani, ma anche qualche animale, un piccolissimo zoo. Al centro c'è uno stagno con cigni, oche e un piccolo ponte di legno che lo attraversa. La mia parte preferita è quella più vecchia perchè le piante sono magnifiche e spettacolari. La prossima primavera ho intenzione di tornarci a fare un giro per vedere com'è cambiato dopo tanti anni che non ci vado. Molto probabilmente mi aspetta una delusione, ma forse no! Chissà...
Good night and good luck
"Good night and good luck" è un film di George Clooney del 2005, girato interamente in bianco e nero.
Il film si basa sulla storia vera del giornalista Edward R. Murrow che, nel 1953, mentre la televisione sta iniziando ad imporsi all'attenzione del pubblico, conduce il notiziario "See It Now" sulla CBS e il talk-show "Person to Person" di grande successo. Edward si sente però più a suo agio nei panni del cronista immerso nel ticchettare delle macchine da scrivere. Durante una discussione sul palinsesto del programma con i suoi giovani cronisti - che diventeranno poi tutti leggendari - emerge la vicenda di Milo Radulovich, cacciato dall'esercito degli Stati Uniti perché considerato "rischioso per la sicurezza nazionale" e dichiarato colpevole senza essere stato processato. Murrow, andando contro il volere dei suoi superiori e con il solo appoggio del suo editore, Fred Friendly, decide di divulgare la notizia durante la trasmissione. Lo scandalo produce l'intervento del senatore Joseph McCarthy, presidente della Commissione per le attività antiamericane. Il direttore della CBS a quel punto si convince a dare carta bianca a Murrow per smantellare una ad una le mancanze e le menzogne della commissione McCarthy con la sua manovra di terrore anti-comunista.
Il film ci catapulta nel terribile periodo del maccartismo, con la caccia ai comunisti o, peggio, ai presunti tali. Ed Murrow condusse dagli studi della CBS una dura battaglia contro il senatore McCarthy propugnatore delle liste di proscrizione contro i 'comunisti' che causarono perdite di lavoro, incentivazioni della delazione e anche suicidi tracciando una pagina nera della storia americana.
Clooney si affida alla bravura degli attori decidendo inoltre di non far interpretare a nessuno il ruolo di McCarthy. Tutte le immagini dell'ottuso e rancoroso senatore sono affidate a materiale di repertorio. Il suo volto, la sua voce (nella versione originale) parlano da sole.
Il titolo "Good Night, and Good Luck" (ovvero "Buonanotte e buona fortuna") è la frase che il giornalista usava per salutare gli spettatori al termine del suo programma, "See It Now".
Una cosa si nota molto in questo film: si fuma, accanitamente, in continuazione. Che sia una voluta scelta politically uncorrect?
The shield

"The shield" è un telefilm creato nel 2002, dai toni cupi e situazioni molto violente.
Il telefilm si basa su un distretto di polizia di un immaginario quartiere malfamato di Los Angeles, dove la giustizia deve fare quotidianamente i conti con la violenza e la corruzione. Vic Mackey (Michael Chiklis) è un detective dai modi bruschi e spesso violenti, ma che ottiene quasi sempre ciò che vuole. La sua particolarità è di venire spesso a patti con la malavita, non per scopi criminali, bensì per trovare un equilibrio di potere ed evitare inutili spargimenti di sangue nelle strade del quartiere. Questo comportamento ambiguo gli procura incessanti attriti con i colleghi e soprattutto con il Capitano Aceveda (Benito Martinez), paladino della giustizia ed aspirante alla carica di consigliere comunale.
Su Italia 1 è iniziata la trasmissione della quinta stagione, il cui tema conduttore saranno le indagini degli affari interni sulla squadra d'assalto (quella capitanata da Vic).
Data la violenza, "The shield" è un telefilm poliziesco insolito. Il suo punto di forza è sicuramente il protagonista, spietato verso chi gli pesta i piedi, tenero con i deboli e leale con gli amici. Ma anche altri personaggi della serie sono caratterizzati da un'ambivalenza di vizi e virtù. La colonna sonora è appropriata, con temi ossessivi ed assordanti. E' veramente un grande serial.
L'era glaciale 2
È arrivato il momento dello scioglimento dei ghiacci e il gruppetto ormai affiatato composto da Manny (il mammuth) Diego (la tigre con i denti a sciabola) e Sid (il bradipo) deve nuovamente mettersi in marcia alla ricerca di un luogo abitabile. Ma questa volta c'è un problema in più: il cuore malinconico di Manny sembra destinato a battere più velocemente dopo l'incontro con Ellie, una mammuth che crede di essere un opossum!
"L'era glaciale 2: il disgelo", film d'animazione del 2006, rappresenta il sequel di "L'era glaciale" del 2002.
In questo seguito, non vi è traccia di personaggi umani ed è stato dato più spazio al divertentissimo personaggio di Scrat, sempre alla ricerca della sua ghianda. Inoltre vi sono alcuni siparietti musicali: è uno spasso la canzone degli avvoltoi. Nel film vi sono anche chiari riferimenti biblici: ad esempio per salvarsi dall'innondazione del disgelo gli animali si dirigono verso una barca che rimmarrà sopra le acque.
Per chi ama i film d'animazione questo è veramente un film imperdibile!

Match point
«Ci sono momenti in una partita [di tennis] in cui la palla colpisce il nastro e, con un po' di fortuna, lo oltrepassa, e allora si vince; oppure no... e allora si perde»
Questa frase, recitata all'inizio del film, ne è il filo conduttore.
Chris (Jonathan Rhys-Meyers), un giovane irlandese, bello, sicuro di sé e, naturalmente, fortunato con le donne, all'inizio del film legge "Delitto e castigo" di Dostoevskij. Di origini modeste, attraverso il tennis professionale si emancipa dalla povertà, poi lascia il tennis e l'isola natale per andare a Londra, con l'ambizione di raggiungere il successo. Gli Hewitt, nobili e ricchi, lo accolgono generosamente nel loro giro di amici, tanto che la loro figlia Chloe (Emily Mortimer) si innamora di lui e lo sposa. Per Chris, il giro sembra chiuso, la vita sognata è divenuta realtà ma, un giorno, ritorna nella sua vita Nola (Scarlett Johansson), per cui lui aveva già perso la testa quando era fidanzata con il suo amico e cognato Tom (Matthew Goode). La passione tra i due si scatena e sembra incontenibile, e Nola rimane incinta mentre Chloe sembra non riuscire ad avere il figlio che desidera. Chris si rende conto, però, che la passione non vale la sicurezza opulenta che ha raggiunto. Nel tennis è il match point che segna la fine della partita. Nella vita, è il caso a determinare la vittoria o la sconfitta. Un anello resta sospeso per un attimo. Cadrà al di qua o al di là della rete? La fine della storia dipenderà da questo. Ma nella nostra società, in cui regna il cinismo e si è perso ogni senso morale, alla colpa non segue più il castigo ma solo un po' di rimorso che impedisce il pieno godimento della propria fortuna.
"Match point" è un film di Woody Allen del 2005 e nel 2006 ha vinto il David di Donatello come miglior film europeo.
Questo film è molto diverso dal solito genere "Allen", pertanto può piacere anche a chi non ama il regista. Però da fan di Woody, dopo aver visto la profondità raggiunta da "Interiors" che ho recensito alcuni giorni fa, l'ho trovato un po' scontato.
Una curiosità: è il primo film di Woody Allen girato in Inghilterra.
La nera
L'essenziale è invisibile agli occhi diceva uno scrittore come Antoine de Saint-Exupéry, e forse aveva ragione, perché parlava soprattutto d'amore ed è vero che gli occhi spesso non vedono quello che dovrebbero vedere. Ma quando si parla di cronaca nera le cose cambiano, perché l'essenziale si vede, eccome, soprattutto se gli occhi sono quelli meccanici di una macchina fotografica.
Cè tutto un mondo nelle foto di nera, un universo intero, fatto di sguardi, di smorfie e di sorrisi, di gesti fermati per sempre come cellule sul vetrino di un microscopio. Ci sono i corpi, le pose scomposte dei morti e quelle eloquenti dei vivi, ci sono i dettagli, i particolari, le ombre e i colori e se qualcuno sa guardare bene in quelle fotografie ci sono anche i sapori e gli odori.
Poche immagini si sono fissate nella memoria di noi tutti come quelle della cronaca nera. Chi non ricorda il volto di Simonetta Cesaroni o quello di Marta Russo? Chi non si è emozionato e commosso vedendo sui giornali le fotografie delle vittime del Circeo? Chi non ha seguito con apprensione le indagini con cui si è cercato di far luce sull'omicidio della contessa Alberica Filo della Torre? Come Carlo Lucarelli ormai da anni ci insegna con i suoi libri e il suo lavoro televisivo, la storia d'Italia si può raccontare anche attraverso alcuni dei tanti crimini irrisolti (quello della morte di Francesca Alinovi o il cosiddetto "delitto dell'università Cattolica"), ma anche attraverso tutti quei delitti con un colpevole certo eppure così "inspiegabili" e "assurdi" da aver colpito l'immaginazione di milioni di persone. Ciò che ci ha affascinato e ci affascina ancora oggi in alcuni dei più celebri omicidi della seconda metà del Novecento italiano è sicuramente il mistero, l'enigma. Come in un romanzo giallo, arrivare a scoprire il colpevole è una sfida in grado di tenere legata la nostra attenzione a una storia sino alla fine. Ma non si tratta solo di questo. Nelle grandi vicende di cronaca nera c'è sempre qualcosa di più della semplice ricostruzione dei fatti, per quanto ricca e complessa.
Splendido libro fotografico che in quattrocento fotografie raccolte da Carlo Lucarelli e Massimo Picozzi illustrano i trentacinque più famosi casi di cronaca nera accaduti in Italia dal dopoguerra a oggi. Da non perdere per gli appassionati di gialli e misteri e per chi come me ama i libri della coppia letteraria Lucarelli - Picozzi.
CSI New York

C.S.I.: New York è il secondo spin-off (dopo C.S.I.:Miami) del primo fortunato C.S.I, una delle serie più viste in America.
Come i suoi predecessori, anche C.S.I.: New York aderisce strettamente alle logiche del procedural drama: la narrazione verte esclusivamente sul caso da risolvere, con pochissime incursioni sulla vita relazionale dei personaggi. Ma a differenza delle altre due serie C.S.I.:New York vede in azione non una squadra di detective forensi ma una coppia di agenti, Mack Taylor (Gary Sinise) e Stella Bonasera (Melinda Kanakaredes) con i quali i telespettatori hanno già fatto conoscenza in un episodio di C.S.I.: Miami, quando il detective Horatio Caine si trasferiva temporaneamente dalla Florida nella Grande Mela per collaborare alla risoluzione dell'omicidio di un cittadino di Miami.
Le tinte cupe e i colori lividi della prima stagione lasceranno in questa stagione il passo ad atmosfere più luminose e brillanti. Nell'arco dei primi tre episodi vedremo poi cambiamenti significativi anche nella struttura della squadra, a partire dal nuovo ruolo del dottor Sheldon Hawkes che, dopo aver abbandonato il suo incarico di medico legale, si unirà al team per vivere da vicino il lavoro di investigazione sul campo. Brutte notizie invece per Aiden Burn (Vanessa Ferlito) che sarà costretta a lasciare il dipartimento per essersi spinta troppo oltre le regole. Al suo posto arriverà Lindsay Monroe (Anna Belknap), dal Montana.
Romanzo criminale
Film del 2005 di Michele Placido che racconta le vicende della banda criminale della Magliana.
Roma anni Settanta. Tre giovani della piccola malavita romana, il Libanese (Pierfrancesco Favino), il Freddo (Kim Rossi Stuart) e il Dandi (Claudio Santamaria), si accordano cercando di formare una fitta rete di alleanze tra tutti i "pesci piccoli". Il primo atto del gruppo è il sequestro e l'uccisione del Barone Rosellini, un ricco possidente. Investono poi i soldi del riscatto nel traffico dell'eroina, mettendo in piedi una vera organizzazione criminale che riesce in poco tempo ad assumere il controllo assoluto del traffico di droga. Presto le loro mire si espandono verso altri campi come quello della prostituzione e del gioco d'azzardo. Si alleano con la mafia e ottengono la protezione delle frange deviate dello Stato. L'unico a intuire lo strapotere del gruppo criminale è il commissario Scialoja (Stefano Accorsi), che per distruggerli intreccia con Patrizia (Anna Mouglalis), una prostituta che è la donna di Dandi, una relazione che sfugge di mano ad entrambi perché i due si coinvolgono sentimentalmente. La sete di potere del Libanese, spinge il gruppo ad osare sempre di più, fino alla morte di uno dei capi carismatici e allo scatenarsi di una serie di vendette trasversali che metteranno a ferro e fuoco la città.
Tratto dall'omonimo romanzo di Giancarlo De Cataldo il film di Michele Placido si rivela come la sua opera più compiuta e complessa. Questi piccoli delinquenti feroci che sono riusciti a terrorizzare Roma per anni finendo poi invischiati in trame più grandi di loro, vengono seguiti con finezza psicologica e con grande attenzione anche sul piano lessicale. Sono 'veri', in qualche momento possiamo anche quasi 'capire' il perché del loro agire ma Placido non li 'giustifica' mai. La dark lady, Patrizia, rappresenta il perno dei rapporti tra il mondo dei 'buoni' (Scialoja) e quello di coloro che buoni non saranno mai perché costantemente spinti da quello che il loro socio mafioso definisce un 'sentimento nobile': la vendetta.
Io ho visto l'extended edition, con oltre mezz'ora in più, ma vi assicuro che le oltre 3 ore di film non pesano assolutamente. Film veramente splendido e riuscito, capace di riportarci indietro al clima di quegli anni, grazie anche ai filmati d'epoca dei fatti salienti quali il sequestro Moro, la strage di Bologna, l'attentato al papa.
Momento di bilanci...
Tradizionalmente inizio anno è momento di bilanci. Ho visto su parecchi blog che molti postano la lista dei libri letti durante l'anno appena passato. Un blogger ha riportato una frase che mi è piaciuta molto e condivido in pieno: il miglior modo per conoscere qualcuno è guardare quali sono i libri sul suo comodino.
Quindi ecco la lista dei libri che ho letto nel 2006:
1) Kinsella - Shopaholic abroad
2) Suzuky - The ring
3) Simenon - Luci nella notte
4) Marquez - La mala ora
5) Brown - Digital fortress
6) Eco - La misteriosa fiamma della regina Loana
7) Kinsella - Shoaholic ties the knot
8) Camilleri - La luna di carta
9) Eco - A passo di gambero
10) Simenon - L'orologiaio di Everton
11) King - Cell
12) Rutherfurd - Ireland: awakening
13) Camilleri - La vampa d'agosto
14) Castellaneta - Notti e nebbie
15) AAVV - Antonella da Messina
16) Kinsella - The undomestic goddes
17) AAVV - Michelangelo scultore
18) King - The Colorado kid
19) Smith - Il dio del fiume
20) Kinsella - Can you keep a secret
21) AAVV - Il castello di Windsor
22) Bryson - Notes from a small island
23) AAVV - Modigliani
24) Cussler - Missione Eagle
25) Cornwell - At risk
26) White - Le brave ragazze non vanno avanti ma quelle toste sì
27) Lucarelli-Picozzi - Tracce criminali
28) Koontz - Velocity
29) McGrath - Port Mungo
30) Camilleri - La pensione di Eva
31) Koontz - Odd Thomas
32) Camilleri - Le ali della sfinge
33) Cunningham - Le ore
34) Koontz - Forever Odd
Ah, se ve lo state chiedendo, il gatto della foto non è Teo! :-D
Interiors
Bellissimo film drammatico di Woody Allen del 1978, il primo in cui non appare come attore. Il film è un dichiarato tributo al cinema di Ingmar Bergman, molto ammirato da Allen.
Eve, un'arredatrice d'interni, è sposata con Arthur, un avvocato, dal quale ha avuto tre fglie: Renata, una poetessa di successo, Flyn, attrice alle prime armi, e Joey, la più fragile delle tre. Un giorno, Arthur abbandona Eve, che tenta il suicidio. La donna cerca conforto nelle figlie, che a loro volta vivono difficili situazioni esistenziali. Arthur torna da un viaggio in Grecia con Pearl, una donna che ha deciso di sposare. Le figlie si oppongono alla volontà del padre, ma senza successo. Eve, pur reagendo istericamente, entra in profonda crisi. Tutta la famiglia si riunisce in una villa sul mare per le nozze di Arthur. Durante la notte, Eve, sconvolta, si allontana verso l'oceano in tempesta. Joey la segue tentando inutilmente di salvarla. La giovane viene riportata a riva dal marito di Renata e Pearl le pratica la respirazione bocca a bocca. Al funerale, le tre figlie si separano. Joey tenta di descrivere la propria infelicità in un diario.
Stupenda la scena finale con un'inquadratura di profilo delle tre sorelle (la stessa della foto della locandina) con un dialogo minimalista oserei dire.
- Il mare è così calmo.
- Sì c'è una gran pace.
Semplicemente sublime, mi ha fatto venire i brividi...

Basquiat

Fino al 28 gennaio, la Triennale di Milano organizza "The Jean-Michel Basquiat Show", una mostra dedicata al controverso artista morto di overdose nel 1988 a soli 28 anni.
Basquiat, nato a Brooklyn, da padre haitiano e madre portoricana, ha usato le sue radici di graffitaro come fondamenta per creare un tipo di pittura collage-style su tela. Le sue opere sono chiaramente influenzate dal suo stile di vita e dall'ambiente che lo circondava a New York City e spesso fra i colori poneva parole e frasi apparentemente scorrelate. Il suo stile è stato descritto come nervoso, feroce e energico.
Scusate il modo nel quale esprimo certi concetti, ma non sono un critico d'arte e non ho nemmeno seguito un percorso di studi artistico. Quindi certe terminologie tecniche mi mancano ;-)
I quadri di Basquiat li ho trovati molto interessanti. Al di là di cercare di carpirne il significato, mi sono impegnata a valutare le emozioni che suscitavano in me nel vederli. E' interessante notare che in maggioranza ha fatto uso di colori primari, senza sfumature. I rossi sono rossi accesi e i blu sono intensi come si può vedere dall'opera "Skull" che ho riportato sopra. L'opera di Basquiat non lascia certo indifferenti.
Le cronache di Narnia
"Le cronache di Narnia" è stata una piacevole sorpresa! Ammetto di non amare il genere fantastico, ma questo film mi ha rapito all'interno della storia tanto che adesso voglio subito procurarmi il libro completo delle Cronache di Lewis.
Inghilterra, II guerra mondiale. I quattro fratelli Pevensie, Lucy, Edmund, Susan e Peter, entrano per caso nel mondo di Narnia, passando attraverso un armadio magico mentre stanno giocando a nascondino nella casa in campagna di un anziano professore. A Narnia i bambini scoprono una terra affascinante e pacifica, abitata da animali parlanti, nani, fauni, centauri e giganti, tuttavia, questo mondo fatato è minacciato dall'eterno inverno scatenato dalla malvagia Strega Bianca Jadis. Guidati dal nobile e mistico leone Aslan, i bambini riusciranno a sconfiggere la Strega Bianca, impegnandosi in una spettacolare battaglia che libererà per sempre Narnia dal gelido incantesimo di Jadis
Il mondo di Narnia ammantato di bianco sembra veramente un luogo incantato. Il personaggio della regina mi è piaciuto molto, e anche la scena della battaglia è magistrale. Il lampione che segnala il luogo di Narnia dove c'e' il passaggio per tornare nel mondo reale mi ha subito ricordato un quadro di Magritte, L'impero delle luci!


Sport estremi
Doppio appuntamento con Julia, nei due episodi intitolati "Il morso dello scorpione" e "Corsa per la vita".
In "Il morso dello scorpione" Leo Baxter coinvolge l’amica Julia in una spericolata avventura: il “Wild West Contest”, una corsa di fuoristrada nei territori del Sud degli Stati Uniti d’America. Alle asperità della gara si unisce la difficoltà dei rapporti fra i concorrenti. Non tutto capita per caso, infatti, compreso un incidente mortale che fa calare sulla competizione l’ombra del dramma…
Prosegue con "Corsa per la vita" la frenetica “Wild West Contest”! Julia e Leo si trovano a
correre sul loro attrezzatissimo fuoristrada al fianco di concorrenti che non sono certo dei semplici appassionati di competizioni a quattro ruote. Agenti dell’Fbi, narcotrafficanti, medici dall’oscuro passato… tutti gli equipaggi in gara sembrano disposti a rischiare anche la vita pur di tagliare per primi il traguardo!...
Vi piacciono gli sport estremi? O preferite una normale seduta di allenamento in palestra? Io adoro il nuoto, la palestra dopo un po' mi annoia...
L'unico sport estremo che ho provato, se si può definire estremo, è il rafting, provato due volte in trentino sul fiume Noce, con gli istruttori ovviamente. Sono state due esperienze divertentissime, passato lo shock dell'acqua gelida!
Mi piacerebbe molto provare anche il canyoning, ovvero la discesa per un torrente a piedi/nuoto seguendone il corso, appesi a corde nei punti più difficili. Cosa lascia un'esperienza del genere? Divertimento, emozioni e la vista di luoghi magnifici da una prospettiva insolita.
Forever Odd
Waking, I heard a warm wind strumming the loose screen at the open window, and I tought Stormy, but it was not.
The desert air smelled faintly of roses, which were not in bloom, and of dust, which in the Mojave flourishes twelve months of the year.
Precipitation falls on the town of Pico Mundo only during our brief winter. This mild February night was not, however, sweetened by the scent of rain.
I hoped to hear the fading rumble of thunder. If a peal had awakened me, it must have been thunder in a dream.
Odd Thomas, l'improbabile eroe è tornato ancora una volta per mettersi fra noi e le nostre peggiori paure. Odd non ha mai chiesto il "dono" di comunicare con i morti, sono loro a farsi vedere da lui. Odd vive nella piccola cittadina di Pico Mundo nel deserto, che lui non può lasciare. Ma questa volta un amico d'infanzia è scomparso e si teme il peggio.
Odd applica il suo "dono" per ritrovare l'amico e scopre qualcosa di molto peggiore di un cadavere. Il male personificato è arrivato in questa comunità nel deserto del Mojave.
"Forever Odd", libro del 2005 di Dean Koontz ancora inedito in italiano, è la continuazione della storia di "Odd Thomas", di cui ho parlato in un post precedente. Come gli altri libri di Koontz è una lettura piacevole, veloce e diversa dal solito. Tranquillizzo eventuali lettori dicendo che la parte soprannaturale non è spinta nell'eccesso dell'incredibile, ma mirabilmente dosata dallo scrittore. Per apprezzare Forever Odd è però indispensabile leggere il primo libro, pena non capire molti riferimenti alle avventure precedenti.
100
Oggi ricorre un anniversario: questo è il mio centesimo post!
Non pensavo che questa avventura si prolungasse così a lungo... Ma col passare del tempo, e dei post, mi sono appassionata a raccontare ai miei pochi lettori fedeli quello che mi ha interessato o appassionato fra libri, film, telefilm, mostre, fumetti ecc.
Spero di continuare ancora a lungo... perchè una vita priva di interessi non è una vita degna di essere vissuta!
Nel salutarvi e ringraziarvi per l'attenzione, vi propongo una foto del componente più fotogenico della mia famiglia, nonchè mio paziente modello preferito ;-)
Notate che cielo azzurro c'è stamattina!

Broadway Danny Rose
Adoro i film di Woody Allen.
Dopo una premessa del genere, sapete già di chi voglio parlare ;-)
Durante le feste ho visto il film di Woody Allen del 1984 "Broadway Danny Rose" con Woody Allen e Mia Farrow.
Il film si apre con un gruppo di artisti che ricorda, in un piccolo ristorante di New York, le imprese ardite di un insolito impresario. Vere e proprie imprese, quelle di Danny Rose, che annovera tra i suoi artisti, ciechi, storpi, balbuzienti e disperati. Siamo negli anni Cinquanta, Danny Rose ha fatto collezione di fallimenti, eppure riesce a ridestare - dal torpore dell’alcol e di una carriera che sembrava essere andata in fumo – il cantante melodico Lou Canova. Lou è un italo-americano con moglie e figli a carico, assai sovrappeso, dedito all’alcol e a ricevere visite segrete di una giovane amante. Proprio in prossimità di un importante concerto, Tina, la giovane amante, litiga con Lou. L’artista, disperato, chiede a Danny di andare a recuperare Tina, pena l’impossibilità di esibirsi lucido nella sua serata “della vita”. Comincia cosi una serie di bizzarre situazioni che vedono Tina e Danny protagonisti, e che si succedono lungo l’arco della giornata dell’evento. Mentre Lou si attacca alla bottiglia, Tina e Danny sono costretti a fuggire dagli scagnozzi di un boss mafioso innamorato della giovane. Tra alterne peripezie arrivano a destinazione, giusto in tempo per far sbollire la sbronza a Lou: la serata è trionfale. Tina e Danny, in un giorno cosi lungo, intenso e imprevedibile, hanno avuto modo di conoscersi, confidarsi, capirsi. Ma Tina ha taciuto, per pudore e senso di colpa, un fatto importante. Nella serata in cui Lou ottiene la consacrazione, è proprio Danny colui che ne fa le spese: un manager molto noto, contattato proprio dalla ragazza, annovera Lou nella scuderia dei propri artisti. Lou lascia la famiglia, Tina va a vivere con lui, Danny torna dai suoi invisibili artisti sfortunati, tornando invisibile anche lui. Il denaro, il successo, lo sfavillante mondo di Broadway, resteranno sempre lontani da Danny. Ritornerà, invece, il calore umano, perduto in un giorno improbabile, intensamente vissuto tra il dolce sapore del successo e quello più amaro dell’oblio.
E' un film commedia malinconico, girato in bianco e nero. Situazioni buffe e paradossali non nascondono, il senso del dramma dei personaggi, costretti a vivere rincorrendo una chimera (la gloria, l’arte, il successo, il sogno) che diventa necessità, unica possibilità di sopravvivenza. Veramente un bel film.





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