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Archivio Dicembre 2006

Tamara de Lempicka

di Erica (29/12/2006 - 18:07)

Tamara de Lempicka è celebrata da una mostra a Palazzo Reale a Milano fino al 28 gennaio. E' la migliore mostra che ho visto quest'anno!!!

Pittrice cosmopolita e icona dell’Art Déco, Tamara de Lempicka ha creato immagini che sono diventate il simbolo di un’epoca, "i folli" anni Venti e Trenta di cui diventa la più brillante interprete, introducendo nei suoi dipinti i simboli della modernità e rappresentando la donna emancipata, libera, indipendente e trasgressiva. Considerando la vita come un’opera d’arte e sostenuta da una volontà ferrea di affermazione, Tamara coltiva il suo talento artistico, ma anche costruisce con cura la propria immagine di donna elegante e sofisticata, divenendo presto la protagonista stravagante della mondanità europea.

I quadri esposti sono molti, quindi ci si può proprio fare una buona idea della produzione di questa  fantastica artista. I miei complimenti per l'allestimento della mostra: si è cercato di rispettare i desideri dell'artista voluti per una precedente mostra in Italia (quadri appesi su sfondo grigio, illuminati da faretti). In una sala è stato creato un angolo suggestivo con un vaso di calle (artificiali) illuminate da un altro faretto. Infine è stata ricreata un piccola parte dello studio di Parigi dell'artista, con alcuni mobili originali e un filmato d'epoca.
Proprio una bella mostra!


Lost

di Erica (27/12/2006 - 10:13)


Ebbene si, finalmente ho iniziato la visione di Lost Stagione 2!  :-D

Suona la sveglia. Un uomo apre gli occhi. Si alza pigramente. Mette su un disco, si prepara una colazione a base di uova, frutta, caffè. Fa qualche minuto di cyclette, qualche flessione, una doccia, si veste. Improvvisamente si sente un tuono, le pareti tremano, cade qualche calcinaccio. L'uomo corre a una sorta di periscopio. Il periscopio è puntato su uno specchio, a sua volta puntato su una sequenza di altri specchi. La telecamera segue il percorso fino ad arrivare a uno specchio situato sul fondo di qualcosa. Punta verso l'alto. Si risale un profondo pozzo, su, su, fino all'imboccatura, dove due volti si stagliano contro il cielo. Sono i volti di Jack Shepard e John Locke che guardano dentro al portello della misteriosa botola che finalmente sono appena riusciti ad aprire.

Lost è uno dei telefilm più innovativi degli ultimi anni. E' ambientato in una misteriosa isola tropicale, apparentemente disabitata, dove un aereo di linea è precipitato. I pochi sopravissuti al disastro si organizzano come meglio possono, ma la vita sull'isola non è certo facile.

Chicken Little

di Erica (26/12/2006 - 10:59)

E' il primo film in 3D prodotto dalla Disney (che precedentemente aveve distribuito le pellicole della Pixar) e per l'occasione l'azienda ripesca un vecchio personaggio del 1943, il pulcino Chicken Little protagonista di un omonimo cortometraggio d'animazione.

Chicken Little è un pulcino assai maldestro e con gli occhiali, che confondendo una ghianda cadente con un pezzo di cielo, getta nel panico gli animali della fattoria in cui vive. Per riabilitarsi agli occhi della sua comunità e sopratutto del padre, ex campione di baseball della scuola, cerca di diventare a sua volta un campione di baseball, ma, proprio quando le cose sembrano mettersi per il meglio, un pezzo di cielo, o meglio un frammento di un'astronave, gli cade realmente sulla testa. A questo punto il piccolo pollo, assieme ad un gruppo di sgangherati amici, tra cui Alba Papera, Aldo Cotechino e Pesce Fuor D'Acqua, tenta di salvare il mondo, che un'invasione di presunti alieni malvagi vorrebbe vaporizzare.

Film d'animazione molto carino... i personaggi creati sono divertentissimi! Molto bella anche la colonna sonora, tutta tradotta in italiano per rendere comprensibili i testi anche se sarebbe stato meglio ascoltarla in originale coi sottotitoli. La voce di Chicken Little è doppiata da Gabriele Cirilli, mentre quella del sindaco Rino Tacchino è di Walter Veltroni.

Guerre stellari episodio III

di Erica (22/12/2006 - 15:27)

"La vendetta dei Sith" è il terzo episodio della nuova trilogia di Guerre Stellari, ed è proprio l'anello di congiunzione fra la trilogia nuova e quella classica.

Le guerre dei cloni, a tre anni dal loro scoppio, sono ancora in pieno svolgimento. La galassia è stata devastata dal suo fuoco devastatore, il Lato Oscuro si è diffuso ovunque. A sorpresa, il Cancelliere Palpatine è stato rapito dal Conte Dooku proprio sul pianeta capitale, Coruscant, e Obi Wan Kenobi, ora generale come tanti altri Jedi, organizza insieme ad Anakin una spedizione spaziale per salvarlo. Penetrati nella nave ammiraglia dei separatisti, Obi Wan e Anakin raggiungono il prigioniero Palpatine, e affrontano Dooku. Colto nuovamente dalla tentazione nefasta del Lato Oscuro, il giovane Anakin coglie Dooku alla sprovvista, e gli taglia la testa vendicandosi della gravissima ferita che il Conte Dooku gli aveva recato nel film precedente.
Con la battaglia di Coruscant vinta dall'esercito di cloni repubblicani e con il conte Dooku morto, il comando dei separatisti viene assunto dal Generale Grievous, una creatura distrutto in battaglia molto tempo fa e recuperato dai Sith che lo hanno "riparato" con limbi ed organi artificiali rendendolo un essere cibernetico addestrato alle vie dei Sith, il quale risponde, come Dooku prima di lui, direttamente al fantomatico Darth Sidious.
Liberato il Cancelliere, il Consiglio degli Jedi ora deve preoccuparsi di stanare gli ultimi avanzi dei separatisti. Anakin, al ritorno dalla missione, incontra Amidala, che ha sposato in segreto tre anni prima, e lei comunica di essere in attesa di un bambino.
Ultimamente, la condotta di Palpatine desta una viva preoccupazione sia nel Senato della Repubblica che nel Consiglio degli Jedi: i suoi poteri decisionali aumentano a dismisura, divenendo addirittura permanenti, arrivando perfino a pretendere il controllo diretto dello stesso ordine Jedi, nominando Anakin suo personale rappresentante. Obi Wan, per ordine di Yoda, informa Anakin di tenere sotto controllo il Cancelliere: se non rimetterà i poteri speciali alla fine della guerra civile, dovrà essere deposto dalla carica di statista.
Mentre Obi Wan si dirige verso Utapau, dove i cloni hanno localizzato il rifugio personale di Grievous, Anakin incontra Palpatine, il quale gli rivela di essere il maestro Sith Darth Sidious, e di aver percepito in lui la paura di perdere Amidala, come, anni prima, aveva perduto l'amata madre Shmi. Il diabolico Sith gli propone di abbandonarsi del tutto al Lato Oscuro, unica possibilità di salvare coloro che lui ama.
Fortemente confuso, Anakin va dal maestro Windu, e gli comunica la clamorosa scoperta. Mace Windu raggiunge Palpatine con altri Jedi, ma il Sith li uccide tutti grazie all' aiuto di Anakin, che in tale occasione diventa apprendista dell'imperatore Palpatine cambiando il proprio nome in Darth Vader. Rimasto sfigurato in seguito alla lotta contro Windu, Palpatine manda Anakin insieme ai cloni al Tempio Jedi con l'incarico di distruggerlo.
Su Utapau, Obi Wan uccide Grievous, ma viene a sua volta aggredito quasi fatalmente dai cloni, che per ordine di Palpatine hanno iniziato a massacrare gli Jedi per tutta la galassia.
In una seduta speciale del Senato, Palpatine accusa gli Jedi di alto tradimento: uno di loro, Dooku, ha guidato la guerra civile appena terminata, e un altro, Windu, ha cercato di ucciderlo. Pertanto, essi dovranno pagare con la morte il prezzo del loro tradimento. Nella stessa circostanza, si autoproclama Imperatore Galattico.
Sul pianeta Mustafar, Anakin, sempre più corrotto dal Lato Oscuro, uccide i capi separatisti rimasti, incluso il viceré Nute Gunray. Poco dopo, viene raggiunto da Amidala, che cerca di strangolare con i poteri della Forza, e da Obi Wan, con cui ingaggia un duello feroce al cui termine perde le gambe ed un braccio, per poi bruciare a contatto con la lava, venendo carbonizzato. Salvato per miracolo dall'Imperatore Palpatine, Anakin viene operato d'urgenza, e nel suo corpo vengono impiantate protesi cibernetiche ad alta tecnologia. Stravolto più nell'anima che nel corpo, muta definitivamente il suo aspetto in Darth Vader.
Sul letto di morte, Amidala mette al mondo due gemelli: Luke e Leila. I due piccoli, per volere di Yoda e Obi Wan vengono separati e condotti in luoghi dove i due Sith non percepiranno la loro presenza: lui su Tatooine, terra nativa del padre, e lei su Alderaan, affidata alla famiglia reale.

E la leggenda ha inizio...

Un canto di Natale

di Erica (19/12/2006 - 13:50)

Nella settimana che precede il Natale è interessante ricordare un libro inglese. Charles Dickens pubblicò "A Christmas Carol" proprio il 19 dicembre del 1843.
Sono poche le persone che non ne conoscono la storia...

Ebenezer Scrooge è un ricco e gretto finanziere, per il quale il Natale è una perdita di tempo e un danno agli affari. Talmente infastidito dalle festività, costringe il suo contabile Bob Cratchitt, cui dà uno stipendio da fame, a presentarsi al lavoro anche il giorno stesso di Natale. Per strada risponde male a tutti coloro che gli fanno gli auguri, incluso l'affettuoso nipote Fred, figlio della defunta sorella che invano lo prega di pranzare con la sua famiglia: l'unica compagnia che conta per Scrooge è quella della sua cassaforte.
Tornato a casa, però, gli sembra di intravedere specchiato nel battacchio del portone il volto del defunto socio in affari Marley, morto sette anni prima, visione che lo turba profondamente. Rinchiusosi nella sua vecchia casa, comincia a percepire dei rumori strani: ora quello di un carro funebre che si trascina invisibile sulle scale avvolte nel buio, ora un rumore di catene nella cantina, infine vede oscillare da sola una campanella collegata alla deserta camera antistante, trascinando tutte le altre della casa in un suono assordante e spaventoso. A questo punto si apre una porta, e compare il cadavere di Marley: una visione tremenda, tanto più terrificante in quanto, scoperte le bende per mostrare il volto, cade la mascella dal viso. Intorno alla vita, una catena forgiata di lucchetti, timbri, assegni, e tutto quel materiale che, secondo l'ammissione di Marley, lo ha distolto dal fare del bene agli altri accumulando denaro tutto per se: il rimpianto per aver vissuto chiuso nel proprio egoismo lontano dalle persone che amava e che lo amavano costituisce la sua pena eterna, una dannazione che lo costringe a vagare per il mondo senza potere vedere la luce di Dio. Il solo sollievo è ammonire Scrooge, perché la catena che si sta forgiando è ben più lunga e pesante della sua. Se andrà avanti così, anche lui subirà la stessa sorte: Marley gli annuncia allora la visita imminente di tre spiriti: uno che incarna i Natali passati, un altro quello presente, l'ultimo il Natale futuro.

Lascio volutamente in sospeso la conclusione. Gli interessati potranno riprendere in mano un piccolo gioiello letterario che non è solo una storiellina natalizia carina, ma rappresentò anche una denuncia sociale contro la povertà, lo sfruttamento minorile e l'analfabetismo.

 

Victor Victoria

di Erica (18/12/2006 - 12:55)

"Victor Victoria" è un film di Blake Edwards del 1982.

Parigi 1934. Victoria Grant, una buona cantante dotata tra l'altro di un "cristallino" mi naturale, vaga da tempo nella disoccupazione, ridotta alla fame o ad un imbroglio (il classico scarafaggio nel piatto) pur di poter consumare un pasto decente. Proprio in questo frangente incontra Toddy, "non-uomo di spettacolo", gay, anch'egli nei guai. Tra i due nasce un'amicizia che si trasforma in collaborazione artistico-manageriale quando Toddy convince Victoria, dopo averne per caso notato la disinvolta virilità in abiti maschili, "a fingere di essere un uomo che finge di essere una donna" presentandola in palcoscenico come il conte polacco Victor Grazinsky, un gay di raffinate doti spettacolari. Il successo di Victor-Victoria è clamoroso, tutta la Parigi snob accorre alle sue esibizioni e tra gli spettatori c'è anche tale King Marchan, un americano un po' gangster e un po' impresario di rivista, che non fa in tempo a rendersi conto dell'ambiguità, del personaggio che già ne è innamorato. La sua crisi di maschio, invaghitosi di un omosessuale camuffato da donna, dà l'avvio alla parte centrale del film che si sviluppa attraverso una simpatica combinazione di eventi in continua contraddizione-rivelazione: Norma (l'amante di Marchan) prima è gelosa di Victoria, poi lo abbandona sdegnata per la sua cotta per Victor. King dal canto suo non si dà pace (tra cuore infranto e orgoglio ferito) finché non riesce ad arrivare alla verità; intanto però Victoria ha già ceduto al suo charme e gli rivela il suo amore di donna... Parallelamente Squash, la muscolosa guardia del corpo di King, ingannato dalla relazione del suo boss con Victor, si confessa anch'egli gay e fa coppia col placido Toddy. L'ex-impresario di questi ha comunque dei sospetti sull'"affare Victor" e cerca di screditarlo ingaggiando un investigatore privato. Marchan poi viene accusato di omosessualità anche dai suoi soci di Chicago che ne approfittano per escluderlo dal giro…
      Il detective riuscirà a risolvere il caso gettando le premesse per lo scandalo, ma ormai Victoria ha lasciato l'ambiguità per l'amore e può applaudire, alfine radiosa nella sua femminilità, al nuovo Victor-Victoria del palcoscenico, I'entusiasmante Toddy che, iterando il processo di specularità e sdoppiamento, "finge di essre una donna che finge di essere un uomo che si finge donna".

Un grande classico, divertente e insolito. Meravigliosa Julie Andrews, ma spicca sicuramente anche il grande Robert Preston nel ruolo di Toddy. Imperdibile!

Le ore

di Erica (15/12/2006 - 13:54)

Si affretta, via di casa, indosso ha un cappotto troppo pesante per il clima. E' il 1941. E' scoppiata una nuova guerra. Ha lasciato un biglietto per Leonard, e un altro per Vanessa. Cammina con determinazione verso il fiume, sicura di quello che farà, ma anche in questo momento è quasi distratta dalla vista delle colline, della chiesa e di un gregge sparso di pecore, incandescente, tinto di una debole traccia di zolfo, che pascola sotto un cielo che si fa più scuro. Si ferma, osserva le pecore e il cielo e riprende a camminare.

Se vi piace lo stile di Virginia Woolf non potete perdere "Le ore" di Michael Cunningham, vincitore del premio Pulitzer e ispiratore dell'ormai celebre film "The hours" con Nicole Kidman, Meryl Streep e Julianne Moore.

Solo la letteratura può restituire un senso alle nostre vite confuse e sghembe. Anzi, la letteratura è il solo specchio dentro cui la vita, riflettendosi, giunge per un momento a dire se stessa. E' l'idea centrale di questo romanzo. Tre donne lo abitano. La prima è una donna famosa, una scrittrice famosa: Virginia Woolf, ritratta a un passo dal suicidio, nel 1941, e poi, a ritroso nel tempo, mentre gioca col dèmone della sua scrittura. Le altre due sono donne che abitano luoghi e tempi diversi. Clarissa Vaughan, un editor newyorkese di oggi e Laura Brown, una casalinga californiana dell'immediato dopoguerra. Che cosa lega il destino di queste tre donne? All'apparenza poco. Virginia è alle prese con la creazione della sua "Signora Dalloway". E signora Dalloway è il nomignolo che Richard ha inventato per Clarissa. Ed è ancora quel romanzo che Laura porta con sé nella sua fuga breve dal mondo. Ma dietro a questo tema narrativo, quasi la spia di qualcos'altro, un secondo e più nascosto motivo attraversa e annoda il destino delle tre protagoniste. Cunningham fa pensare a un ventriloquo: usa la voce di Virginia Woolf come fosse la sua. Però stranamente è lì dentro che sentiamo risuonare un'eco. E' un'eco inconsueta ma pure familiare: la voce di un vero scrittore. Mario Fortunato.

Splendido libro.... Molto bello anche il film: è fedele al libro, ma ha anche l'incredibile merito di riuscire ad esprimere il senso del libro con le immagini. Oscar alla Kidman come migliore attrice protagonista nel 2003.

Desperate housewives

di Erica (13/12/2006 - 13:56)

Finalmente hanno ricominciato a trasmettere la seconda stagione di "Desperate housewives", una dei serial più belli in circolazione! Nel telefilm c'è humor, mistero e divertimento. Un mix sicuramente vincente.

Wisteria Lane, un anno dopo, è profondamente cambiata. Tutto riparte da dove si era interrotto l'ultimo episodio della prima serie: Zack tiene in ostaggio Susan e vuole uccidere Mike perché lo crede l'assassino di suo padre Paul. Intanto l'ambiziosa Lynette ha un colloquio per un nuovo posto di prestigio, mentre Gabrielle, sentendosi in colpa per la sua infedeltà, va in prigione a trovare il marito Carlos. Per il funerale di Rex, arriva in città sua madre Phyllis, che darà filo da torcere alla vedova Bree. Intanto nuovi inquietanti vicini si sono trasferiti in piena notte: Betty Applewhite e il figlio Matthew e dal loro scantinato arrivano strani rumori…

Mantegna a Mantova

di Erica (12/12/2006 - 13:43)

In occasione del V centenario della morte di Andrea Mantegna (1506-2006), è stata organizzata una grande esposizione articolata in tre mostre in ognuna delle città dove l'artista ha vissuto e lasciato alcune delle sue opere più importanti: Padova, Verona e Mantova.

Ho visitato quella di Mantova ed è stata deludente. In meno di un'ora ho visto tutto, comprendendo anche la lunga fila davanti ad ogni quadro.
Fatto scandaloso, le sezioni della mostra non sono commentate da nessun pannello, c'è giusto il cartellino col titolo e autore di fianco ad ogni quadro. Quadri del Mantegna in esposizione son meno di quindici.

Col biglietto della mostra si può visitare anche il museo cittadino nel palazzo di San Sebastiano, ma veramente le file per visitarla e il prezzo del biglietto non sono giustificati. Un grandissimo pittore come Mantegna meritava certamente di più. Ad esempio perchè non comprendere anche l'ingresso a Palazzo Ducale per la visita alla camera degli sposi?  Che senso ha dedicargli una mostra proprio a Mantova e non inserirvi una delle opere fondamentali?

Nodo alla gola

di Erica (11/12/2006 - 14:08)

Nodo alla gola, titolo originale "Rope", è un film di Alfred Hitchcock del 1948, il primo girato a colori.

Due giovani omosessuali, Brandon e Philip, uccidono il loro amico David strangolandolo con una corda e nascondono il suo corpo in una cassa sulla quale imbandiscono la tavola. Sta per iniziare una singolare festa, a cui sono invitati anche il padre del ragazzo ucciso e la sua ragazza Janet.
Durante la serata Brandon invita il suo ex professore Rupert Cadell, interpretato da un grandissimo James Stewart, a esporre le sue teorie sull'omicidio come privilegio riservato a pochi eletti e non perde occasione per far battute a doppio senso in modo da dimostrare la sua superiorità intellettuale, sperando che il professore le colga e apprezzi il gesto da lui compiuto. Philip invece si abbandona all'alcool per tentare inutilmente di nascondere il suo nervosismo: è pentito di quel che ha fatto e ha paura di essere scoperto, e in qualche momento questo fa vacillare la sua sudditanza psicologica nei confronti di Brandon.
Mentre tutti si interrogano sull'assenza di David e Brandon si diverte a cercare di far cadere Janet nelle braccia del suo ex Kenneth, Cadell intuisce il delitto che si è consumato e cerca conferme ai suoi sospetti. Ritornato in casa dopo la festa con una scusa, il professore porta Brandon a confessare e poi condanna le sue azioni, assicurando i due assassini alla giustizia.

Il film rappresenta una scommessa (vinta) del regista: girare un film in un'unica sequenza, che cominci un istante dopo il delitto e si concluda un istante prima dell'arrivo della polizia. Un'opera teatrale, insomma, girato con un unico piano sequenza. In realtà si tratta di diverse scene da 10 minuti l'una (durata di una bobina dell'epoca), e lo stacco per esigenze meccaniche tra una e l'altra è assicurato con l'espediente di inquadrare per un istante il nero della cassapanca, o di una giacca, per poi riprendere con la bobina successiva.
Il soggetto è liberamente ispirato ad un avvenimento di cronaca nera, l'assassinio di un bambino commeso da una coppia di giovani legati da un legame omosessuale che sconvolse l'America per la sua assoluta "gratuità" (la vittima fu scelta a caso, e il delitto aveva il solo scopo di commettere un delitto). Per tutto il film ci si chiede ma perchè l'hanno ucciso? Ma la risposta non c'è, e Brandon il più sicuro di sé dei due, è convinto che il delitto non verrà scoperto perché semplicemente manca il movente.

Va dato atto del fatto che Hitchock riesce, nonostante il Codice Hays allora in vigore proibisse espressamente la rappresentazione di omosessuali sul grande schermo, a dar conto del legame fra i due personaggi. Lo fa attraverso dettagli e sottili allusioni che non sarebbero sfuggite allo spettatore avvertito dell'epoca, anche se erano destinati a sfuggire al grande pubblico (e allo smaliziato spettatore di oggi, non più abituato a decifrare microscopici indizi allusivi).

Io per esempio non l'avevo capito senza leggerne la recensione... riguarderò il film per cercare di cogliere questi indizi!

Bones

di Erica (07/12/2006 - 14:06)

La serie thriller (il cui titolo originale vuol dire “Ossa”) racconta, episodio dopo episodio, i numerosi casi risolti dall’insolita accoppiata tra la squadra di antropologia forense del Jeffersonian Institute guidata dalla dottoressa Temperance Brennan (Emily Deschanel) e l’FBI rappresentata dall’agente Seeley Booth (David Boreanaz). La squadra della Brennan porta l’esperienza scientifica alle indagini sui delitti, mentre Booth contribuirà con il suo ottimo intuito e la sua esperienza: le due parti non sempre saranno d’accordo, ma riusciranno ad ottenere buoni risultati nella risoluzione dei loro casi.
Il telefilm è (molto vagamente) basato sul personaggio della dottoressa Temperance Brennan protagonista di una serie di romanzi scritti dall’antropologa forense Kathy Reichs, che riveste il ruolo di produttrice della serie. Gli appassionati dei romanzi hanno espresso il loro disappunto per la scarsa somiglianza della protagonista della serie con quella dei libri (le due donne in pratica hanno in comune soltanto il nome, con storie e caratteristiche completamente diverse). Ironicamente, la Temperance Brennan protagonista della serie è anche una scrittrice, e la protagonista dei suoi romanzi è l’antropologa forense Kathy Reichs…

Finalmente una serie nuova in tv! La prima impressione basata sui due episodi iniziali è molto positiva. Non manca humor, le indagini sono interessanti e l'agente dell'FBI è molto carino... il che non guasta mai ;-)

Le ali della sfinge

di Erica (06/12/2006 - 13:23)

Ma indove erano andate a finire quelle prime mattinate nelle quali, appena arrisbigliato, si sintiva attraversato da una spici di correnti di filicità pura, senza motivo?
Non si trattava del fatto che la jornata s'appresentava priva di nuvole e vento e tutta tirata a lucido dal sole, no, era un'altra sensazione che non dipinniva dalla sò natura di meteoropatico, a volersela spiegare era come un sintirisi in armonia con l'universo criato, perfettamente sincronizzato a un granni ralogio stillare esattamente allocato nello spazio, al punto priciso che gli era stato destinato fino dalla nascita.


Non è un buon momento per il commissario Montalbano: con Livia continui litigi, incomprensioni ingigantite dalla distanza, nervosismo. Passato e futuro si ammantano nei suoi pensieri di una vaga nostalgia. E in una di queste serate di malinconia viene chiamato d'urgenza. In una vecchia discarica è stato trovato il cadavere di una ragazza. Nuda, il volto devastato da un proiettile, niente borse o indumenti in giro. Solo un piccolo tatuaggio sulla spalla sinistra - una farfalla - potrebbe favorire l'identificazione della donna. Parte l'indagine con un Montalbano svogliato, stanco di ammazzatine. Ma il caso lo trascina: ci sono altre ragazze con una farfalla tatuata sulla scapola, sono tutte dell'Europa dell'est, hanno trovato lavoro grazie all'associazione cattolica "La buona volontà" che le ha salvate da un destino di prostituzione. Montalbano non è persuaso. C'è qualcosa di poco chiaro all'interno di quell'organizzazione benefica? E mentre l'inchiesta va avanti, il commissario è incalzato da ogni parte: dal vescovo, che non ammette ombre su "La buona volontà", dal questore, che non vuole dispiacere al vescovo, da Livia che vuole partire con lui per ritrovarsi. Tutto si muove sempre più velocemente, alla ricerca della soluzione e il commissario ha fretta, di concludere, di andarsene.

Quest'ultima fatica di Camilleri mi è piaciuta molto. Ho letto giudizi delusi di altri lettori ma per me è uno dei migliori della serie con protagonista Montalbano! Non perdetevelo!

La leggenda degli uomini straordinari

di Erica (04/12/2006 - 18:20)

Alla fine del XIX secolo un folle criminale mascherato di nome Fantom vuole impadronirsi della Terra, facendo scoppiare un conflitto mondiale. Per fermare tale minaccia, il governo britannico decide di assoldare, attraverso il misterioso M., un gruppo di uomini straordinari capitanato dall’avventuriero Allan Quatermain e composto dal Capitano Nemo, Mina Harker, l’Uomo invisibile, il Dottor Jekyll (con il suo alter ego Mr Hyde), Dorian Gray e Tom Sawyer. Riusciranno i nostri eroi a sventare il malvagio piano di Fantom?

Film carino, senza pretese... salvato da un Sean Connery grande come sempre! L'argomento trattato prometteva bene mi aspettavo senz'altro qualcosa di più innovativo e interessante.

Il bacio dell'assassino

di Erica (01/12/2006 - 13:41)

Girato nel 1955, "Killer's kiss", titolo italiano "Il bacio dell'assassino", è il secondo film di Kubrick, ma il più vecchio ancora disponibile perché Kubrik rimosse dalla circolazione il suo primo film "Paura e Desiderio" data la sua insoddisfazione.

Il film si apre con il pugile fallito Davey Gordon, nella stazione Grand Central, intento a ricordare le tappe che lo hanno portato lì. Davy perde un importante match e decide di ritirarsi da uno zio. Mentre, dopo lo sfortunato incontro, si trova in preda ad un sonno agitato, viene svegliato dalle grida di una donna che abita nell'appartamento di fronte. Egli accorre in tutta fretta per offrirle il suo aiuto: la donna, Gloria, dopo essersi calmata racconta a Davey la storia della propria vita. Orfana di madre, si era convinta poco a poco che tutto l'affetto del padre era dedicato a sua sorella Iris: questa convinzione aveva determinato il sorgere di sentimento di gelosia, di un odio implacabile contro la sorella, che, esploso violentemente il giorno della morte del padre, aveva causato il suicidio di Iris. Ora, per vivere, Gloria balla a pagamento in un locale e deve subire la persecuzione del proprietario Raphael che la tormenta con le sue insistenze amorose e giunge fino ad introdursi di notte in casa sua. Dall'incontro casuale tra Gloria e Davey ha origine un, reciproco sentimento d'amore, e i due decidono di partire insieme. Ma Raphael fa rapire Gloria ed ordina a due sgherri di uccidere Davey: questi sfugge per caso alla morte, mentre viene ucciso il suo procuratore. Benché la polizia ritenga Davey responsabile dell'assassinio di quest'ultimo, il pugile riesce a seguire le tracce di Raphael ed accerta che Gloria è tenuta prigioniera in una soffitta. Per sottrarsi alla morte Davey deve fuggire, inseguito da Raphael, col quale, dopo una corsa sui tetti, ingaggia una violenta lotta, che finisce con l'uccisione del malvagio. La polizia cattura gli sgherri di Raphael e li induce a confessare i loro crimini: risulta così provato che Davey non è reponsabile della morte del suo procuratore, e che ha ucciso Raphael per legittima difesa. Il pugile può quindi partire e alla stazione viene raggiunto da Gloria.

La sequenza finale del film di lotta in mezzo ai manichini è veramente imperdibile. L'happy end è scontato, l'ho trovata la parte più brutta del film, ma si dice che Kubrick, preoccupato per gli ipotetici incassi al botteghino, infranse una delle regole del noir, donando al film un "happy end", facendo unire i due protagonisti. Una curiosità: nelle scene di danza classica della sorella di Gloria, balla la seconda moglie di Kubrick, la ballerina austriaca Ruth Sobotka.

 

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