Luci nella notte
Lui lo chiamava entrare nel tunnel. Era un'espressione sua, di cui si serviva solo nella sua testa e non usava con nessuno, meno che mai con la moglie. Sapeva esattamente cosa voleva dire, in che cosa consisteva trovarsi nel tunnel, ma curiosamente quando c'era dentro si rifiutava di ammetterlo, salvo di tanto in tanto, solo per qualche istante e sempre troppo tardi. Aveva provato spesso, a posteriori, a individuare il momento preciso in cui accadeva, ma senza riuscirci.
Quel giorno, per esempio, aveva cominciato il week-end del Labor Day di ottimo umore. Come altre volte, del resto. Era già successo anche che un fine settimana iniziato benissimo andasse a finire male. Ma non c'era alcun motivo perchè fosse inevitabile.
Con "Luci nella notte" Georges Simenon ha voluto utilizzare tutti gli elementi canonici del 'noir' americano on-the-road, rinnovandoli e rivivificandoli come lui solo sa fare.
Quarantacinque milioni di auto. Tante ne sono previste sulle strade americane in questo primo week-end di settembre. Come altre migliaia di newyorchesi, Steve e Nancy Hogan partono per il Maine, dove i loro due figli hanno trascorso le vacanze in un campeggio chiamato Walla Walla. Una coppia come tante, con una bella casa a Long Island e un più che discreto tenore di vita. Ma anche con la rabbiosa scontentezza di un amore logorato dai risentimenti. Né l'uno né l'altro sospettano che questa volta il ponte del Labor Day segnerà nella loro esistenza una svolta drammatica, e al tempo stesso, forse, l'inizio di una sorta di rinnovamento, rinascita: perché fin dal pomeriggio Steve è, come dice lui, "entrato nel tunnel", ha cioè cominciato ad affogare nell'alcol le sue insoddisfazioni e le sue viltà; e perché in quelle stesse ore dalla prigione di Sing Sing è evaso un uomo, e il destino ha deciso che la sua strada incroci la loro.
"Luci nella notte" è un altro dei gioielli di Simenon in cui non accade praticamente nulla. E cosa scrive per 166 pagine mi chiederete... Il libro ci racconta del protagonista, americano medio degli anni '50, in crisi con la moglie e con la propria vita vuota e anonima, che affoga nell'alcool il proprio senso di inadeguatezza. Come ho già scritto nel precedente post su questo autore, nei libri di Simenon prevalgono le descrizioni dei personaggi e dei sentimenti rispetto alle trame. Definirei il genere dei romanzi di Simenon come 'genere psicologico'. L'immedesimazione del lettore è inevitabile con il coinvolgimento che questo scrittore riesce a creare. Sembra anche incredibile che il libro abbia cinquant'anni: le atmosfere sono assolutamente attuali e moderne.





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