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Archivio Agosto 2006

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di Erica (19/08/2006 - 11:28)

The event that came to be known as The Pulse began at 3:03 p.m., eastern standard time, on the afternoon of October 1. The term was a misnomer, of course, but within ten hours of the event, most of the scientists capable of pointing this out were either dead or insane. The name hardly mattered, in any case. What mattered was the effect.
At three o'clock on that day, a young man of no particular importance to history came walking - almost bouncing - east along Boylston Street in Boston. His name was Clayton Riddel. There was an expression of undoubted contentment on his face to go along with the spring in his step. From his left hand there swung the handles of an artist's portfolio, the kind that close and latches to make a traveling case. Twined around the fingers of his right hand was the drawstring of a brown plastic shopping bag with the words small treasures printed on it for anyone who cared to read them.

"Cell" ultima fatica letteraria di Stephen King, è un romanzo del genere catastofista.
Boston, primo ottobre. Tutto va bene. È un bel pomeriggio di sole, la gente passeggia nel parco, gli aerei atterrano quasi in orario. Per Clayton Riddell è il più bel giorno della sua vita. In quel preciso istante, il mondo finisce. A milioni, quelli che hanno un cellulare all'orecchio impazziscono improvvisamente, regredendo allo stadio di belve feroci. In un attimo, un misterioso impulso irradiato attraverso gli apparecchi distrugge il cervello, azzerando la mente, la personalità, migliaia di anni di evoluzione. In poche ore, la civiltà è annientata, il sapiens non è mai esistito, lasciando al suo posto un branco di sanguinari subumani privi della parola. Ma questo è solo l'inizio. Poi cominciano a mutare. E poi a organizzarsi. Percorrendo di notte le città svuotate con altri scampati come lui, tra i resti di un progresso tecnologico ormai privo di ogni senso, Clayton ha un solo pensiero. Anzi, due: ritrovare la moglie e il figlio, che ha lasciato nel Maine, soli, inermi, in balia di un telefonino... E conquistare all'umanità i diritto di coesistere con la nuova specie dominante.

L'idea del virus che si propaga attraverso i cellulari è certamente innovativa e i libri che raccontano la fine della civiltà come noi la conosciamo sono estremamente avvincenti (vedi "L'ombra dello scorpione"). Penso che con questo libro King sia tornato ad ammaliare molti dei suoi fan persi per strada. A me il libro è piaciuto anche se nella seconda parte l'ho trovato un po' fiacco, meno sviluppato di "L'ombra dello scorpione". I personaggi sono meno caratterizzati del solito, forse perchè non ha voluto dilungarsi con troppe pagine. Leggendo fra i commenti degli altri lettori, a quasi nessuno è piaciuto il finale. Io invece l'ho trovato interessante, diverso dal solito happy end che molti scrittori ci propinano: ormai ha proprio stufato!  Voglio leggere libri con finali non banali... ;-)

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