Volver
Fra i pochi film che ho visto al cinema quest'anno, "Volver" di Pedro Almodovar è stato, senz'ombra di dubbio, il più bello. Mi raccomando, saltate il post se avete intenzione di vederlo...
«Ti sei tagliata?» chiede Emilio, un vicino di casa, a Raimunda che ha il collo lievemente sporco di sangue. «No», risponde lei. «Cose di donne», e gli chiude la porta in faccia perché in cucina ha il cadavere del marito, accoltellato. E Volver, il nuovo film di Pedro Almodóvar, è appunto “cose di donne”. Gli uomini appaiono e spariscono in fretta, spesso eliminati brutalmente, ma non prima che abbiano procurato danni irreversibili alle vite delle loro donne. Che poi continueranno a piangerli e, forse, a rimpiangerli, ma andranno avanti, immerse nella solidarietà del loro umorale, sensuale, nervoso universo femminile. Il femminile riempie lo schermo fin dalla sequenza dei titoli, una carrellata da destra a sinistra, sulle tombe di un cimitero di paese accudite da donne che spazzano le tombe, portano fiori e secchi d’acqua, mentre il vento cerca di vanificare il loro lavoro. È Spagna contadina oggi e Italia anni ’50, Penélope Cruz tutta occhi, energia, femminilità che straborda, ricorda Anna Magnani e Sofia Loren, vestita di neri e colori chiassosi, vestagliette a fiori da mettere sopra gli abiti per fare i lavori di casa e gambaletti di nylon trasparente. Due sorelle, Raimunda e Sole, se ne sono andate a Madrid: Penélope Cruz e Lola Dueñas. Raimonda è una madre di famiglia sposata a un disoccupato, l'accoltellato di cui ho parlato prima, che finisce per aprire un ristorante clandestino. Sole invece è una “parrucchiera clandestina”, che lavora in nero, a casa, con il lavatesta appoggiato alla vasca da bagno. Assieme alla figlia adolescente di Raimunda, tornano nel loro paese della Mancha (che a causa del vento ha il più alto tasso d’incendi e di pazzi della Spagna), per andare a trovare la zia Paula, vecchia e mezza cieca, che chissà come riesce a vivere sola nella sua casa enorme. Certo, la vicina, Augustina, un po’ grigia e un po’ spenta, le bussa tutte le mattine e le porta il pane; ma in paese si mormora che ci sia qualcun altro ad aiutarla: il fantasma di Irene (Carmen Maura), la mamma delle protagoniste, morta anni prima in un incendio, abbracciata al marito. Infatti, Irene ritorna, a dischiudere segreti e a risistemare cose lasciate in sospeso, a parlare con le figlie e ad assistere le donne di famiglia più sole. Ma per prima cosa, quando esce dal bagagliaio dell’auto nel quale si è nascosta, con la valigia di fibra piena dei quattro tesori di famiglia, la giacchetta all’uncinetto stretta al petto e gli immancabili gambaletti, la nonna fantasma, femminilmente, chiede alla figlia parrucchiera un colore e un taglio di capelli.
Commedia popolare nella quale si piange molto, o un dramma familiare dagli echi antichi disseminato da scene di comicità irresistibile. Concreto, nei colori, negli umori, nei cibi preparati con lo stesso coltello da cucina con il quale un uomo è stato ucciso (e ne valeva la pena), nei corpi stordenti o insignificanti delle protagoniste, nei loro sentimenti, ricordi, azioni, Volver è anche un film completamente surreale, nel quale un fantasma si materializza al punto che, per sottrarsi agli sguardi indiscreti, deve nascondersi sotto il letto, e gli omicidi non lasciano tracce nelle coscienze, ma solo tombe seminate in giro, e la morte, che domina fin dalla prima inquadratura, finisce per essere solo un aspetto (anche se sostanzialmente incomprensibile) della vita. Veramente un capolavoro.... bello, bello, bello! Non vedo l'ora di riguardarmelo in dvd!
Grammatica inglese
Oggi vi vorrei consigliare un'ottima grammatica inglese pratica, "English Grammar In Use" di Raymond Murphy. Ne esistono tre versioni: la "Essential Grammar In Use" per i principianti, la "English Grammar In Use", (questa) per gli studenti di livello intermedio e la "Advanced Grammar In Use" per gli studenti di livello più avanzato.
Non è la solita grammatica "fredda", ma si discosta dalle altre perchè ad ogni serie di regole c'è a fianco una pagina con esercizi mirati a mettere in pratica quanto appena appreso. Attenzione che in ogni versione c'è un'edizione con le risposte agli esercizi e un'altra che ne è priva.Un'altra caratteristica molto positiva è che non si è obbligati a seguire le lezioni in ordine, ma anzi l'autore consiglia di dedicarsi direttamente ai punti critici che interessano. Utilissimi sono i "link" a fondo pagina che rimandano ad altre lezioni collegate. Davvero un'ottimo lavoro!
Boomtown
In estate, televisivamente parlando, si sa, c'è poco da scegliere. Ultimamente, oltre che ad Invasion di cui ho già parlato, mi sto appassionando anche a "Boomtown" telefilm che La7 sta trasmettendo in replica alla domenica. Non avevo mai seguito le puntate in prima visione, quindi per me son tutte inedite.
Per ogni evento che succede nella città di Los Angeles ci sono diversi punti di vista, diverse prospettive che coinvolgono quei gruppi di persone che sono maggiormente coinvolti nel perseguimento della giustizia e nel racconto della stessa ai cittadini. La polizia impegnata con i suoi agenti e detective a risolvere i casi, la procura distrettuale con le sue trame politiche, i paramedici che intervengono sui luoghi delle sciagure e i giornalisti che ogni giorno devono raccontare obiettivamente quello che è successo.
Per ogni fatto non esiste una sola spiegazione. Ogni episodio di questo telefilm, ruota intorno ad un solo ed unico crimine; la sua particolarità consiste nel fatto che la vicenda viene seguita dal punto di vista di tutti i protagonisti: poliziotti, detective, testimoni, cittadini, politici, giornalisti e criminali. Tutte le persone coinvolte nel crimine oggetto della puntata, possono quindi diventare protagonisti in una sua porzione. Finalmente qualcosa di innovativo!
A passo di gambero
I PASSI DEL GAMBERO
Questo libro raccoglie una serie di articoli e interventi scritti tra il 2000 e il 2005.
Il periodo è fatidico, si apre con le ansie del nuovo millenio, esordisce con l'11 settembre. seguito dalle due guerre in Afghanistan e in Iraq, e in Italia vede l'ascesa di Silvio Berlusconi.
Pertanto, lasciando cadere tanti altri contributi su svariati argomenti, ho voluto raccogliere solo scritti che si riferivano agli eventi politici e mediatici di questi sei anni. Il criterio di selezione mi è stato suggerito da uno degli ultimi pezzi della mia precedente raccolta di articoli (La bustina di Minerva), che s'intitolava "Il trionfo della tecnologia leggera".
In "A passo di gambero" Umberto Eco riunisce numerosi scritti pubblicati su vari giornali fra il 2000 e il 2005, negli anni dell'11 settembre, delle guerre in Afghanistan e in Iraq, dell'instaurazione in Italia di un regime di populismo mediatico. Leggendoli ci si accorge che sin dalla fine dello scorso millennio si sono verificati drammatici passi all'indietro. Dopo la caduta del Muro di Berlino si erano dovuti riesumare gli atlanti del 1914, e da tempo le nostre famiglie ospitavano di nuovo servi di colore, come in Via col vento. A poco a poco col videoregistratore si è passati dalla televisione al cinematografo, con Internet e le pay-tv Meucci l'ha avuta vinta su Marconi (telegrafia con i fili) e ora l'i-Pod ha reinventato la radio. Terminata la Guerra Fredda, abbiamo avuto con l'Afghanistan e l'Iraq il ritorno alla Guerra Calda; riesumando il Grande Gioco kiplinghiano, si è tornati allo scontro tra Islam e Cristianità, compresi gli Assassini suicidi del Veglio della Montagna, e al grido di "mamma li turchi!" È risorto il fantasma del Pericolo Giallo, è stata riaperta la polemica antidarwiniana del XIX secolo, abbiamo di nuovo l'antisemitismo e i fascisti (per quanto molto post, ma alcuni sono ancora gli stessi) al governo, si è riaperto il contenzioso post-cavouriano tra Chiesa e Stato. Sembra quasi che la Storia, affannata per i balzi fatti nei due millenni precedenti, si riavvoltoli su se stessa, marciando velocemente a passo di gambero. Questo libro non propone tanto di tornare a marciare in avanti, quanto di arrestare almeno un poco questo moto retrogrado.
E' difficile riassumere questo libro perchè essendo una raccolta di scritti, parla di cose molto differenti fra loro. Ogni tanto mi piace leggere saggi. Preferisco libri di storia, libri che tratteggiano la vita di un personaggio. Questo libro invece tratteggia un'epoca di storia italiana, che pur essendo brevissima e recente, è comunque densa di avvenimenti. Eco mi piace molto, leggo spesso anche gli articoli "La bustina di Minerva" che pubblica sull'Espresso. Trovo che riesca a mettere nella giusta prospettiva cose e fatti, quindi consiglio il libro a chi ama Eco e le sue Bustine. Alcuni articoli di questo libro sono politici: l'uscita del libro poco prima delle elezioni del 9 aprile sicuramente è voluta, ma comunque, come dice Moretti, chi vuole sapere già sa.
Boxe
In "Un mondo di pugni" un pugile muore tragicamente sul ring. Furore agonistico o c'è sotto qualcosa di più? Julia e Leo entrano nel mondo di Elmore Patterson, lo "spietato ammazzacristiani" che ha ucciso il suo avversario a pugni. Tra palestre che odorano di sudore, fatica e sacrificio, incontri truccati e spietati boss della malavita, un'indagine sull'affascinante mondo della boxe.
Vi piace la boxe? A me no. Trovo assurdo che sia considerato sport un'attività così violenta. Un'attività che in alcuni casi può portare alla morte sul ring, in altri a problemi fisici che si manifestano anche dopo anni (vedi Cassius Clay). A suo tempo avete visto che bello spettacolo è stato l'episodio dell'orecchio strappato da Tyson? Gli appassionati diranno che ho citato solo alcuni aspetti negativi, ma spiacente, io non ne riesco a trovare di positivi...
Vi piace Invasion?
Questa settimana evidentemente ho l'ispirazione dei film tv! Oggi vi vorrei parlare di Invasion, una delle pochissime serie tv in prima visione trasmesse nella spilorceria estiva.
Il tutto ha inizio quando un devastante uragano si abbatte sulle coste della Florida e il Ranger Russell Varon deve occuparsi delle misure di sicurezza per salvare non solo i cittadini della sua città, Homestead, ma anche la sua famiglia. Nel bel mezzo della tempesta, la più piccola dei Varon, Rose, vede alcune luci cadere nella palude vicina alla città. Ma le sorprese non sono finite: quando Russell ritrova la sua ex-moglie, scomparsa durante l'uragano, questa sembra aver perso la memoria e non ricordare nulla di quanto accaduto durante la tempesta. Il ranger, in compagnia del cognato Dave, comincia ad indagare riguardo a strani episodi che accadono nella cittadina dopo l'uragano causati da anomali comportamenti da parte di molti cittadini. Russell finisce così per intraprendere un difficile viaggio verso l'ignoto.
Le prime puntate della serie le ho trovate un po' "lofie". Non succedeva mai niente d'interessante e non c'erano gran colpi di scena. Poi ultimamente si è iniziato a capire qualcosa di più ed ora mi sono appassionata alla serie e attendo con ansia le prossime puntate. Ciò nonostante, alcuni personaggi li ucciderei volentieri: trovo assolutamente detestabile la moglie di Russel, Larkin. così come il figlio, Jesse: mi sembrano sempre "fuori fase", nel senso che quando gli altri si muovono in una direzione, questi due personaggi fanno i "bastian contrari"! Fortuna che non hanno tanto spazio... Mi piace molto invece Russel, il ranger, esule cubano, ed anche lo sceriffo Underlay: gran bravo attore! Ma questi alieni si riveleranno buoni o un pericolo per il genere umano? E come mai lo sceriffo è il loro capo e li controlla tutti? Mah vedremo come andrà a finire...
E a voi piace "Invasion"?
Filmtv
Oggi vi vorrei far conoscere un altro dei miei siti preferiti. Si tratta di filmtv, un sito che ha per oggetto i film: al cinema o in televisione con le relative recensioni. E' possibile controllare i film programmati in tv selezionando vari parametri tipo la modalità di trasmissione (via etere, digitale terrestre, pacchetto sky...). Una delle caratteristiche più interessanti, è che è possibile prenotare il prossimo passaggio in tv di un determinato film. E Filmtv, con una mail, avvisa tempestivamente!
www.film.tv.it
La libreria del mistero
Samantha Kinsey, interpretata da Kelly Martin, è la protagonista dei cinque film della serie “La libreria del mistero” trasmessi da Rai1. Samantha è una giovane e graziosa donna con la passione per il mistero che ha ereditato da uno zio una libreria specializzata in romanzi gialli.
Questa è la base della serie. La puntata di ieri sera riguardava un veterano del Vietnam che vuole restituire un diamante rubato in Cambogia e riconciliarsi con la figlia abbandonata prima della nascita. Ma il reduce viene ucciso.
La premessa parebbe buona, ma il telefilm è stato veramente noioso e dopo un quarto d'ora vi assicuro che avevo già capito chi era l'assassino. Poi la puntata si è trascinata fra una banalità e l'altra... e fatti assurdi. Ad esempio l'assassinato in cinque minuti, in mezzo alla gente e senza farsi vedere, ha avuto il tempo di disseminare il negozio di bigliettini stile "caccia al tesoro", oppure che senza conoscere il nascondiglio del diamante l'ha rivelato nell'ultimo bigliettino... e potrei continuare. Insomma una vera noia vi sconsiglio di perder tempo a guardarlo la prossima settimana se ci sarà un'altra puntata!
Luci nella notte
Lui lo chiamava entrare nel tunnel. Era un'espressione sua, di cui si serviva solo nella sua testa e non usava con nessuno, meno che mai con la moglie. Sapeva esattamente cosa voleva dire, in che cosa consisteva trovarsi nel tunnel, ma curiosamente quando c'era dentro si rifiutava di ammetterlo, salvo di tanto in tanto, solo per qualche istante e sempre troppo tardi. Aveva provato spesso, a posteriori, a individuare il momento preciso in cui accadeva, ma senza riuscirci.
Quel giorno, per esempio, aveva cominciato il week-end del Labor Day di ottimo umore. Come altre volte, del resto. Era già successo anche che un fine settimana iniziato benissimo andasse a finire male. Ma non c'era alcun motivo perchè fosse inevitabile.
Con "Luci nella notte" Georges Simenon ha voluto utilizzare tutti gli elementi canonici del 'noir' americano on-the-road, rinnovandoli e rivivificandoli come lui solo sa fare.
Quarantacinque milioni di auto. Tante ne sono previste sulle strade americane in questo primo week-end di settembre. Come altre migliaia di newyorchesi, Steve e Nancy Hogan partono per il Maine, dove i loro due figli hanno trascorso le vacanze in un campeggio chiamato Walla Walla. Una coppia come tante, con una bella casa a Long Island e un più che discreto tenore di vita. Ma anche con la rabbiosa scontentezza di un amore logorato dai risentimenti. Né l'uno né l'altro sospettano che questa volta il ponte del Labor Day segnerà nella loro esistenza una svolta drammatica, e al tempo stesso, forse, l'inizio di una sorta di rinnovamento, rinascita: perché fin dal pomeriggio Steve è, come dice lui, "entrato nel tunnel", ha cioè cominciato ad affogare nell'alcol le sue insoddisfazioni e le sue viltà; e perché in quelle stesse ore dalla prigione di Sing Sing è evaso un uomo, e il destino ha deciso che la sua strada incroci la loro.
"Luci nella notte" è un altro dei gioielli di Simenon in cui non accade praticamente nulla. E cosa scrive per 166 pagine mi chiederete... Il libro ci racconta del protagonista, americano medio degli anni '50, in crisi con la moglie e con la propria vita vuota e anonima, che affoga nell'alcool il proprio senso di inadeguatezza. Come ho già scritto nel precedente post su questo autore, nei libri di Simenon prevalgono le descrizioni dei personaggi e dei sentimenti rispetto alle trame. Definirei il genere dei romanzi di Simenon come 'genere psicologico'. L'immedesimazione del lettore è inevitabile con il coinvolgimento che questo scrittore riesce a creare. Sembra anche incredibile che il libro abbia cinquant'anni: le atmosfere sono assolutamente attuali e moderne.
Chi abbandona un animale è un mostro
Un uomo tranquillo: questo è Joe Massara, proprietario di un negozio di animali di cui Julia è cliente da anni. Una sera, Joe chiede di poterle parlare, ma la criminologa non ha tempo, va di fretta. “Ci sentiremo più tardi...”, promette. Purtroppo, il destino ha deciso diversamente… Massara viene trovato morto il mattino dopo. Chi poteva odiarlo tanto da torturarlo e ucciderlo secondo un rituale mafioso? Che cosa aveva di importante da dire a Julia? Forse la sua era una disperata richiesta d’aiuto?
Ennesima splendida avventura di Julia che mi da' l'occasione di parlare di ciò che è avvenuto ieri. Eravamo in giardino a casa dei miei e ho sentito un gatto piangere. Ho chiesto a mia madre se c'era un gatto nuovo dai vicini e mi ha risposto che aveva sentito il cane abbaiare in corrispondenza di un punto della siepe da cui provenivano i miagolii disperati. Sono andata a vedere e dopo un po' di ricerche mi sono accorta che c'era un gattino tigrato, di circa due mesi, terrorizzato, proprio sotto la nostra siepe. Mettendoci in tre sono riuscita a prenderlo, l'ho portato in casa e gli abbiamo dato un po' di latte e di pollo. Abbiamo telefonato ai vicini per chiedere se qualcuno ne era il proprietario, ma a quanto pare è stato abbandonato. E' un gattino abbastanza in carne, abituato alle persone se lo si accarezza fa fusa da grande. Quindi è stato allevato con le persone e non da selvatico. Fortunatamente una vicina si è offerta di tenerlo e quindi gliel'abbiamo portato. Ma la domada resta: chi l'ha abbandonato? Io sono molto drastica, chi abbandona gli animali lo metto nella stessa categoria di chi abbandona i bambini nei cassonetti... sono persone capaci di tutto, dei veri mostri... Se non si può tenere un animale, ci sono le strutture che li accettano, canili e gattili, dove tanti volontari si fanno in quattro per farli stare in salute. Che senso ha abbandonarli? Forse perchè non si vuole affrontare il biasimo? Mah... spero proprio che si trovi bene e che la famiglia non perda anche questo gatto... Almeno non è rimasto sotto il grosso temporale di stamattina. Di persone che allevano i gatti come la famiglia Modena ce ne son poche! Gli auguro proprio che si trovi bene, buona fortuna piccolo tigrotto...
Fantastic Fiction
Questo è il mio sito preferito per conoscere la bibliografia di uno scrittore pubblicati in lingua inglese:
http://www.fantasticfiction.co.uk/
La ricerca si può fare sia dal nome dell'autore che col titolo del libro.
Un'ottima caratteristica è che segnala anche i libri di prossima pubblicazione così che in anticipo aggiorno la mia wish list su Amazon per i miei scrittori preferiti!
Avete altri siti di questo tipo da consigliare?
Is your number up?
The event that came to be known as The Pulse began at 3:03 p.m., eastern standard time, on the afternoon of October 1. The term was a misnomer, of course, but within ten hours of the event, most of the scientists capable of pointing this out were either dead or insane. The name hardly mattered, in any case. What mattered was the effect.
At three o'clock on that day, a young man of no particular importance to history came walking - almost bouncing - east along Boylston Street in Boston. His name was Clayton Riddel. There was an expression of undoubted contentment on his face to go along with the spring in his step. From his left hand there swung the handles of an artist's portfolio, the kind that close and latches to make a traveling case. Twined around the fingers of his right hand was the drawstring of a brown plastic shopping bag with the words small treasures printed on it for anyone who cared to read them.
"Cell" ultima fatica letteraria di Stephen King, è un romanzo del genere catastofista.
Boston, primo ottobre. Tutto va bene. È un bel pomeriggio di sole, la gente passeggia nel parco, gli aerei atterrano quasi in orario. Per Clayton Riddell è il più bel giorno della sua vita. In quel preciso istante, il mondo finisce. A milioni, quelli che hanno un cellulare all'orecchio impazziscono improvvisamente, regredendo allo stadio di belve feroci. In un attimo, un misterioso impulso irradiato attraverso gli apparecchi distrugge il cervello, azzerando la mente, la personalità, migliaia di anni di evoluzione. In poche ore, la civiltà è annientata, il sapiens non è mai esistito, lasciando al suo posto un branco di sanguinari subumani privi della parola. Ma questo è solo l'inizio. Poi cominciano a mutare. E poi a organizzarsi. Percorrendo di notte le città svuotate con altri scampati come lui, tra i resti di un progresso tecnologico ormai privo di ogni senso, Clayton ha un solo pensiero. Anzi, due: ritrovare la moglie e il figlio, che ha lasciato nel Maine, soli, inermi, in balia di un telefonino... E conquistare all'umanità i diritto di coesistere con la nuova specie dominante.
L'idea del virus che si propaga attraverso i cellulari è certamente innovativa e i libri che raccontano la fine della civiltà come noi la conosciamo sono estremamente avvincenti (vedi "L'ombra dello scorpione"). Penso che con questo libro King sia tornato ad ammaliare molti dei suoi fan persi per strada. A me il libro è piaciuto anche se nella seconda parte l'ho trovato un po' fiacco, meno sviluppato di "L'ombra dello scorpione". I personaggi sono meno caratterizzati del solito, forse perchè non ha voluto dilungarsi con troppe pagine. Leggendo fra i commenti degli altri lettori, a quasi nessuno è piaciuto il finale. Io invece l'ho trovato interessante, diverso dal solito happy end che molti scrittori ci propinano: ormai ha proprio stufato! Voglio leggere libri con finali non banali... ;-)
Loana
"E lei come si chiama?"
"Aspetti, ce l'ho sulla punta della lingua."
Tutto è cominciato così.
Mi ero come risvegliato da un lungo sonno, e però ero ancora sospeso in un grigio lattiginoso. Oppure, non ero sveglio ma stavo sognando. Era uno strano sogno, privo di immagini, popolato di suoni. Come se non vedessi, ma udissi voci che mi raccontavano che cosa dovessi vedere. E mi raccontavano che non vedevo ancora nulla, salvo un fumigare lungo i canali, dove il paesaggio si dissolveva. Bruges, mi ero detto, ero a Bruges, ero mai stato a Bruges la morta? Dove la nebbia fluttua tra le torri come l'incenso che sogna? Una città grigia, triste come una tomba fiorita di crisantemi dove la bruma pende slabbrata dalle facciate come un arazzo...
"La misteriosa fiamma della regina Loana" di Umberto Eco, benché illustrato a colori, è dominato dalla nebbia. In essa si risveglia Yambo, dopo un incidente che gli ha fatto perdere la memoria. Non quella che i neurologi chiamano "semantica" (Yambo ricorda tutto di Giulio Cesare e sa recitare tutte le poesie che ha letto in vita sua), bensì la memoria "autobiografica": non sa più il proprio nome, non riconosce la moglie e le figlie, non ricorda nulla dei genitori e della sua infanzia. Accompagnandolo nel lento ricupero di se stesso, la moglie lo convince a tornare nella casa di campagna, dove ha conservato i libri e i giornalini letti da ragazzo, i quaderni di scuola, i dischi che ascoltava allora. Così, in un immenso solaio tra Langhe e Monferrato, Yambo rivive la storia della propria generazione, tra "Giovinezza" e "Pippo non lo sa", tra Mussolini, Salgari, Flash Gordon e i suoi temi scolastici di piccolo balilla, e gli si ripresenta anche l'immagine di una ragazza amata a sedici anni e poi perduta. Ma interviene un secondo incidente. Yambo è in coma, quando si profila un'ultima, grandiosa visione apocalittica...
L'ultima fatica letteraria di Eco mi è piaciuta molto. Anche se la mia generazione è lontanissima nel tempo dagli oggetti, fumetti, racconti, canzoni e dischi citati nel libro, ho apprezzato lo spaccato dell'epoca. E' un tuffo nei ricordi, nell'infanzia di una generazione che ha vissuto la guerra e la resistenza, visto però con gli occhi innocenti di un bambino. Eco sottolinea che l'infanzia e l'adolescenza sono le fasi più importanti della nostra vita, quelle che ci segnano e fanno di noi persone adulte. In più Yambo è un commerciante di libri antichi... non poteva non piacermi!
Torte...
Una segnalazione per chi non è a dieta o per chi vuole trattarsi bene o semplicemente desidera provare una ricetta di una nuova torta: Luca ci propone il blog http://torte.blog.dada.net
Grazie Luca!
Fortuna che c'è Poirot!
In questo episodio, mentre accompagna il suo amico in un viaggio lungo una diga in Iraq, Poirot si trova coinvolto nelle indagini sull'assassinio della moglie di un archeologo. La vittima, la signora Leidner, aveva ricevuto delle lettere da parte del suo primo marito che pensava fosse deceduto in un incidente in treno. L'uomo è ancora vivo?
I film con Poirot sono quasi sempre fedeli ai libri di Agatha Christie da cui son tratti, quindi possiedono una struttura abbastanza fissa. Poirot arriva poco prima o subito dopo che si compia un omicidio e ci vengono presentati i vari personaggi coinvolti. Poirot indaga aiutato dal capitano Hastings, spalla impacciata e un po' buffa che spesso involontariamente mette il nostro investigatore sulle tracce dell'assassino. Infine ritrovo finale coi protagonisti principali e rivelazione dell'assassino.
Ma perchè questi film continuano ad appassionarci nonostante la ripetitività delle storie? Secondo me dipende dall'ambientazione old style e dal coinvolgimento dello spettatore nella ricerca dell'assassino: non si sa a priori chi possa essere e quindi ognuno di noi cerca di arrivare alla soluzione prima di Poirot. E che soddisfazione riuscirci!!! Peccato che non capiti quasi mai, spesso gli indizi principali sono presentati in sordina. Così difficilmente si riesce ad arrivare da soli al colpevole e l'interesse nel film rimane alto fino alle ultime parole del geniale investigatore.
Alla fine un'escamazione è d'obbligo per tutti: "Ma pensa un po' chi era l'assassino!"
Foto viaggio
Per gli interessati ho messo finalmente online le foto del viaggio in Inghilterra. Le potete trovare all'url:
http://members.ferrara.linux.it/erica/cgi-bin/photo/index.cgi nella sezione Travels.
Un assaggino:
In estate viva i gialli!
Stava dormenno che manco le cannonate l'avrebbero arrisbigliato. O meglio: le cannonate no, ma lo squillo del telefono sì.
Un omo che ai jorni nostri campa in un paìsi civilizzato come il nostro (ah ah) se percepisce nel mezzo del sonno botte di cannonate, certamente le scangia per truniate di temporale, spari per la festa del santo patrono o spostamento di mobili da parte di quei garrusi che abitano al piano di supra e continua bellamente a dormiri. Ma lo squillo del telefono, la marcetta del cellulare, il campanello della porta, quelle no, quelle son tutte rumorate di richiamo al quale l'omo civilizzato (ah ah) non può fari altro che assummare dalle profondità del sonno e arrispunniri.
E di conseguenzia, Montalbano si susì dal letto, taliò il ralogio, taliò verso la finestra, capì che avrebbe fatto cavùdo assà e annò nella càmmara di mangiare indove il telefono sonava alla dispirata.
Per ferragosto, niente di meglio che presentarvi "La vampa d'agosto" di Andrea Camilleri, uno dei miei scrittori preferiti.
Caldo torrido, calore estenuante, sole implacabile: è questa la vampa del mese più infuocato della torrida estate siciliana, ma è anche l'ardore e la passione che infiammano Montalbano.
Siamo in agosto, Mimì Augello ha dovuto anticipare le ferie e Montalbano è costretto a rimanere a Vigata. Livia vorrebbe raggiungerlo, ma per non restare sola, con Montalbano sempre al lavoro, pensa di portare con sé un'amica (con marito e bambino) e chiede a Salvo di affittare una casa sul mare per loro. La vacanza scorre nella bella villetta sul mare, silenziosa, verde. Ma un giorno il bambino scompare e proprio non si trova. Montalbano accorre e scopre in giardino un cunicolo che rivelerà clamorose sorprese tra cui un baule con il cadavere di una ragazza scomparsa sei anni prima...
Finita la brutta avventura con il ritrovamento del bambino, Livia e gli amici ripartono, tutti troppo impressionati per restare a Vigata. E il commissario inizia l'indagine. Difficile perché il caldo non lascia requie, bollente come la passione amorosa di cui rimane in balia.
Perchè in estate è così piacevole leggere i libri gialli? Me lo sono chiesta spesso ma non ho una risposta. Forse perchè la trama intrigante di un classico libro giallo riesce a conquistare la nostra attenzione più di qualsiasi altro genere letterario. Forse perchè d'estate le case editrici pubblicano più libri gialli perchè così sperano di attirare l'attenzione della gente che nel resto dell'anno non ha molto tempo per leggere.
Anch'io in estate adoro leggere gialli: Camilleri o gialli classici di uno dei Maestri... Agatha Christie, Rex Stout, Conan Doyle, Ed McBain a cui aggiungo Patricia Highsmith, James Ellroy, Patricia Cornwell...
Vi regalo una chicca se già non la conoscete... Nel resto del mondo non esiste la "letteratura gialla". Al di fuori dell'Italia si chiamano detective stories, crime stories, thriller, noir. In Italia semplicemente "gialli". Giallo, come il colore della copertina di una famosa collana della Mondadori "I libri gialli", che ha reso popolare un intero genere e ne ha così determinato il nome.
Segreti...
Of course I have secrets.
Of course I do. Everyone has a few secrets. It's completely normal. I'm sure I don't have any more than anybody else.
I'm not talking about big, earth-shattering secrets. Not the-president-is-planning-to-bomb-Japan-and-only-Will- Smith-can-save-the-world type secrets. Just normal, everyday little secrets.
Like for example, here are a few random secrets of mine, off the top of my head:
1. My Kate Spade bag is a fake.
2. I love sweet sherry, the least cool drink in the universe.
3. I have no idea what NATO stands for. Or even what it is.
[...]
Nel week-end ho terminato "Can you keep a secret?", altro divertentissimo libro di Sophie Kinsella. Come sempre, in molti punti fa letteralmente scoppiare dalle risate. Non fa parte della serie della shopaholic Rebecca, ma ci presenta una nuova ed esilarante protagonista.
Emma Corrigan è una ragazza normale, lavora in una multinazionale ed ha un fidanzato simpatico e che assomiglia a Ken di Barbie. E come tutte le ragazze normali coltiva i suoi sogni, i suoi segreti e le sue paure. E proprio cercando di fronteggiare una delle sue più grandi paure, quella di volare, si trova a raccontare tutti i suoi più intimi segreti al suo compagno di viaggio, un americano taciturno. Atterrati sani e salvi, Emma pensa che per fortuna non rivedrà mai più quel perfetto sconosciuto. Invece, arrivata al lavoro, scopre con tremendo shock che in realtà lo sconosciuto è il proprietario di maggioranza dell'azienda dove lavora.
Riflettiamoci un attimo: quali segreti abbiamo? Suvvia un po' d'impegno... tutti ne abbiamo! Non li riveliamo perchè sono imbarazzanti o rivelano gusti poco chic... Oppure non vogliamo offendere un amico o la persona del cuore. Nel libro la protagonista dopo che si è liberata di alcuni segreti vive meglio... Altri invece è proprio opportuno tenerli per sè!
Vi rivelo un mio piccolo segreto: adesso dovrei lavorare, non aggiornare il blog! Mi raccomando... acqua in bocca ;-)
Il caldo da' alla testa?
Nell'ultima avventura, "Giorni roventi", Julia ci racconta una giornata all’interno del distretto centrale di polizia di Garden City. Una pessima giornata: rapine, delitti, problemi famigliari e addirittura un attentato su vasta scala che coinvolge un intero quartiere della città! In questo difficile contesto, Julia e i suoi colleghi accolgono l’ingresso in squadra di un nuovo componente: il detective dell’anti-terrorismo Jeffrey Noah!
Come avrete già capito, Julia mi piace molto! Anche se è solo un fumetto affronta sempre argomenti d'attualità che possono far nascere interessanti spunti di riflessione. Vi voglio far leggere queste frasi tratte dalle prime pagine del fumetto:
"[...] Da qualche anno però, la parola "estate" non era più sinonimo di serenità e di svago. Le notizie che arrivavano dal mondo deprimevano la gente, diffondendo un senso di angoscia, di paura per il presente e per il futuro. Toglievano il fiato, in modo più intenso e profondo dell'afa. La calura può essere combattuta accendendo l'aria condizionata o con una bibita rinfrescante. Ma l'ansia collettiva è un fenomeno più difficile da placare. Si tratta di un sintomo impalpabile. Lo si evince dai comportamenti, da certi gesti, dal modo di parlarsi. Il senso d'impotenza genera frustrazione, la frustrazione amplifica problemi sommersi: stesso quadro psichico della depressione."
Le notizie di oggi? Dalla prima pagina di Repubblica online:
"Si aspetta la tregua ma in Libano si combatte ancora"
"Missione Onu, Prodi assicura 'Non ci saranno nuove tasse'
"Londra, fra gli arrestati per l'attacco anche il capo di al Qaeda in Gran Bretagna"
ecc, ecc...
Per trovare una notizia positiva bisogna andare alla n. 6:
"I farmaci debuttano nei supermarket. Cittadini in coda davanti alle Coop"
Si sa le notizie positive non "fanno notizia". Ma di questo passo ci credo che ci deprimiamo... oppure diventiamo insensibili per eccedenza di stimoli. E ciò non è bello...
La storia è scritta dai vincitori
Forse cinquanta, cento metri. In fondo al budello di San Carpoforo, all'angolo con via Mercato, il tedesco fa segno che non si passa. Ce ne sono altri, elmetto e fucile a bracciarm, uno ad ogni sbocco delle vie laterali. Una retata. Non vedo i camion, però. Un ufficiale attraversa la strada, lancia due colpi di fischietto. Stanno risalendo dal corso Garibaldi, rastrellando casa per casa, l'ortolana è venuta fuori di corsa con la spranga in mano per abbassare la saracinesca, sento ordini gridati in tedesco, dal Pontaccio vengono avanti tenendosi per mano una schiera di elmetti, devo mostrare il mio tesserino, domando se c'è stato un attentato, pare di no, è solo un rastrellamento di sorpresa, il cielo comincia a farsi scuro, dovranno sbrigarsi se non vogliono rischiare di lasciarsi sfuggire qualche pesce dalla rete, queste vecchie case, questi cortili di ringhiera nascondono facilmente disertori e ribelli, una donna con la borsa della spesa osa chiedere che succede ma il tedesco non sa rispondere, niente di strano le spiego, una semplice operazione di polizia, controllo di documenti, non c'è da aver paura, peggio per chi non è in regola, mi ha fissato e si è allontanata diffidente, i tram sono stati fermati all'altezza della piazza del Carmine e la strada sgombra pareva un campo di battaglia, [...]
"Notti e nebbie" di Carlo Castellaneta. La guerra civile sta trascinando tutto nel fango e nel sangue. Un commissario porta fino alle estreme conseguenze le sue scelte di vita: la dura caccia ai "nemici" interni, lo schifo per i mediocri e per chi si prepara ad abbandonare il regime che frana, il tenace attaccamento agli ideali del fascismo, l'irrefrenabile e carnale passione per le donne. Ambientato nella Repubblica di Salò e con protagonista le vicende del capo della polizia politica fascista, questo libro si rivela molto affascinante e avvincente, e nel contempo ci porta nei meandri e nei misteri della RSI.
Si sa, la storia è scritta dai vincitori. Sono quindi pochi i libri che raccontano il fascismo dalla parte dei fascisti. "Notti e nebbie" è ambientato nel momento in cui il facismo sta per essere sconfitto, già la maggior parte della gente comune, degli italiani, sono contro il regime e agli alleati tedeschi. Il protagonista però ci crede ancora nel fascismo, detesta l'opportunismo e la corruzione dei suoi colleghi. Invece che fuggire, cercare di salvarsi, a testa alta affronta il suo destino. Un bell'affresco di un periodo storico vicinissimo nel tempo, ma che rimane ancora oscuro a tanta gente.
Roma sotterranea
Roma... fino a 3 anni fa non la conoscevo. C'ero stata da piccola e ovviamente non me la ricordavo. Poi con Katia una volta all'anno organizziamo una gita di 3 giorni in città e ogni volta che torniamo son più le cose rimaste da vedere che quelle già viste!!! Roma è veramente una città straordinaria... con un passato strabiliante e un presente vivace. Ogni passo che si muove in città ti mette al confronto con la storia, con la grandezza. Vivere circondati da resti di storia millenaria sarà certamente elettrizzante... per chi se ne interessa.
Nei secoli il livello delle città si è andato progressivamente innalzando. Nei sotterranei rimangono rovine ma spesso anche edifici interi come la Domus Aurea, l'enorme residenza che Nerone si fece costruire su Colle Oppio. Visitandola ci si rende veramente conto delle dimensioni che poteva avere. Purtroppo è stata spogliata nei secoli da tutti i tesori asportabili e poi se n'è dimenticata l'esistenza. E' stata ritrovata alla fine del 1400 e immediatamente ha calamitato l'attenzione e l'entusiasmo degli artisti del tempo, che hanno creato un nuovo stile di decorazione ispirato agli affreschi della Domus Area, le grottesche.
Le catacombe sono un altro luogo famoso della Roma sotterranea. Ne esistono più di 60 fra piccole e grandi. Io ho visitato le più grandi, quelle di San Callisto. Ci si accede solo con visita guidata: senza guida ci si perderebbe! Sono infatti più di 20 chilometri di cunicoli sotterranei, suddivise su 4 livelli. Furono casualmente scoperte nel 1849 quando uno storico visitando una vigna, trovo i frammenti di un'epigrafe di un papa, che gli permisero di identificare la zona e quindi iniziarono gli scavi che ne fecero scoprire l'ingresso. Nel percorso si visitano la cripta dei papi, la cripta di Santa Cecilia, si vedono alcuni affreschi e si ha un'idea della struttura e della lunghezza dei corridoi.
L'articolo del National Geographic è particolarmente interessante se si sono visitati alcuni dei luoghi che cita, oltre a gustarsi le solite magnifiche foto che propone. Ve ne allego alcune di mie che ovviamente non sono nemmeno lontanamente paragonabili al livello dei professionisti della rivista ;-)
Romance & cigarettes
"Romance & cigarettes" di John Turturro l'ho trovato un film molto strano, una via di mezzo fra un musical, un film drammatico, uno comico e uno surreale.
Nick, operaio, costruisce e ripara ponti. È sposato con Kitty Kane, sarta, donna forte e gentile che gli ha dato due figlie. Il buon Nick, schiavo delle sue passioni, ha preso una sbandata per la giovane Tula. Kitty però scopre tutto e a quel punto Tula gli chiederà di più. Nick, attratto dalla bella Tula ma ancora innamorato della moglie, farà di tutto per redimersi e tornare in famiglia.
I personaggi sono tutti estremizzati: Nick Murder (James Gandolfini), enorme gigante buono dai “pruriti” irrefrenabili e la sigaretta facile; Kitty (Susan Sarandon), moglie coi pantaloni e gli attributi; Tula (Kate Winslet), esplosiva e procace donna dall’ormone in continuo movimento; Angelo (Steve Buscemi), migliore amico di Nick, dalla filosofia pratica e spiccia; il cugino Bo (Cristopher Walken), irresistibile nella sua tenuta alla “Elvis The Pelvis”.
I dialoghi in molti casi sono surreali... il cugino Bo pronuncia solo parole coi titoli delle canzoni di Elvis! Quelli fra Tula e Nick sono spinti e volgari. Irresistibili le prove di canto delle figlie che si atteggiano a rockstar...
In definitiva, a parte alcune gag fantastiche, questo film non mi ha molto appassionato. Se per caso l'avete visto fatemi sapere cosa ne pensate!
Pena capitale
Forse nella calura estiva parlare di pena di morte non è l'argomento più indicato, ma questo è il titolo dell'ultimo fumetto di Julia che ho letto.
Nel braccio della morte, una ragazza attende con rassegnazione che si compia il suo destino… Ma forse c’è ancora una flebile speranza: una nuova indagine di Julia! Accompagnata da una vecchia amica, suor Angela, che combatte contro la pena capitale, la criminologa deve trovare la prova inconfutabile che Linda non ha ucciso suo padre… Testimonianze, dettagli, ricostruzioni di quella terribile notte dell’omicidio compongono lentamente il quadro della verità. Ma il tempo scorre inesorabile come sabbia tra le dita… Julia deve fare presto, prima che il veleno venga iniettato, prima che la morte si porti via un'innocente...
Io sono assolutamente contro la pena di morte. Che sia un individuo ad uccidere un altro essere umano o lo stato, sempre un omicidio rimane. Negli stati dove viene applicata questa pena, non diminuiscono i reati... non diminuisce nemmeno l'affolamento delle carceri perchè i condannati rimangono per anni in attesa dell'esecuzione della sentenza. E nel braccio della morte ci finisce solo chi non può pagarsi un bravo avvocato, quindi solo persone povere. La pena capitale è quindi l'estrema prova della disparità sociale.
Taita Superman
Il fiume si snodava lento nel deserto, luminoso come una colata di metallo fuso appena sgorgato dalla fonderia. Il cielo era velato dalla foschia e il sole batteva con la violenza di un maglio d'un ramaio. Nel miraggio, le colline spoglie che fiancheggiavano il Nilo parevano tremare sotto i colpi.
La nostra barca procedeva veloce accanto ai papiri, abbastanza vicina perchè giungesse fino a noi lo scricchiolio dei secchi pieni d'acqua degli altaleni, dai lunghi bracci controbilanciati, che irrigavano i campi. Quel suono si fondeva con il canto della ragazza a prua.
Salve, al mio ritorno dalle ferie vi parlo dell'ultima lettura fatta prima di partire, "Il dio del fiume" di Wilbur Smith.
Il romanzo è ambientato nell'antico egitto all'epoca dell'invasione degli Hyksos (circa nel 1700 ac). Il protagonista assoluto è lo schiavo Taita, una specie di superman che a me è rimasto per tutto il libro assolutamente antipatico. Nella postfazione l'autore però ci dice che ha riscritto in stile moderno un racconto trovato dentro una tomba e che ha mantenuto la pomposità vanagloriosa dello scriba.
Nonostante il carattere del protagonista, la storia è avvincente... e non potrebbe non esserlo data l'ambientazione. Il racconto del paese ricco e nobile preso d'assalto da una tribù brutale, ma portatrice di nuove tecnologie sconosciute ai pacifici egiziani, l'esilio alle sorgenti del Nilo per prepararsi a cacciare l'invasore, la lotta finale...
Smith è decisamente un maestro in questo genere di racconti... Il libro d'evasione perfetto per combattere con la mente la calura estiva ;-)
Appena lo comprerò voglio assolutamente leggere il seguito "Figli del Nilo", mentre ho già letto il terzo libro della trilogia ambientato ai giorni nostri "Il settimo papiro" alcuni anni fa e non me lo ricordo molto bene. Sarebbe da rileggere ora che ho appena finito la storia di Taita.
P.S. Ancora non ho caricato le foto sul computer... prossimamente ne metto qualcuna qui e altre nella mia fotogallery di cui postero' il link!





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