Trasloco...
Oggi c'è una novità, questo blog si trasferisce all'indirizzo http://libri-e-altro.blogspot.com
Vi aspetto numerosi, aggiornate i vostri bookmark!!!

Space cowboys
"Space cowboys" è un film di Clint Eastwood del 2000, con Estwood stesso, Tommy Lee Jones, Donald Sutherland.
Si sa, per ogni astronauta che riesce ad andare nello spazio, sono centinaia quelli scartati. Protagonisti di questo film sono appunto quattro astronauti della Nasa scartati alla fine degli anni '50, il team Dedalus. La tecnologia fa passi da gigante, e probabilmente le conoscenze e le competenze si possono perdere lungo la strada. Ai giorni nostri, la Russia chiede aiuto alla Nasa per riportare nell'orbita corretta un satellite per le comunicazioni che utilizza chissà come, un sistema di navigazione progettato proprio da un ingegnere americano, Frank Corvin (Clint Eastwood). I giovani ingegneri della Nasa non riescono a riparare il sistema di navigazione e allora viene chiesto aiuto a Corvin stesso che però per aiutare la Nasa nel pochissimo tempo a disposizione, ricatta il suo ex-capo a riesumare il gruppo Dedalus per farsi mandare finalmente in orbita.
Le scene di addestramento dei vecchietti accanto ai giovani astronauti sono molto divertenti. Il film come quasi tutti quelli di ambientazione "astronautica" mi è piaciuto molto, in particolar modo grazie al racconto fuori dagli schemi che ha utilizzato il bravo Eastwood.
Foto del mio viaggio in Norvegia
Ho finalmente messo sul mio photoalbum una rigidissima selezione delle foto fatte in Norvegia! "Rigidissima" nel senso che da 736 le foto sono diventate solo 80 ;-)
Trovate l'url fra i miei links preferiti, alla voce "Photogallery".
Una piccola anteprima...


Michael Collins
"Michael Collins" è un film del 1996 di Neil Jordan, che racconta la vita dell'omonimo patriota irlandese. Nel film recitano Liam Neeson e Julia Roberts in una particina e si è anche aggiudicato il Leone d'Oro a Venezia.
In una Irlanda schiacciata da 700 anni di dominio britannico, Michael Collins (Liam Neeson) rappresenta la lotta per la pace e la libertà. Il film si apre, sull'insurrezione di Pasqua del 1916 ed il conseguente rinnovamento del movimento per l'indipendenza dell'Irlanda. Viaggiando per tutto il paese facendo proseliti con i suoi discorsi inneggianti all'identità nazionale, Collins, inventore del metodo della guerriglia, organizza la sua famosa Armata Invisibile, un esercito di volontari che con pochi mezzi riesce a diventare l'incubo della grande potenza occupante. La situazione precipita con l'arrivo a Dublino di un corpo paramilitare inviato con il solo scopo di insegnare l'obbedienza agli irlandesi con qualunque mezzo. Si arriva comunque ad un armistizio e Collins, pur non essendo uomo di politica e nonostante le sue riluttanze, viene inviato a Londra per trattare la pace. Il trattato, non riconoscendo la Repubblica d'Irlanda, stabilisce l'esistenza di uno stato libero d'Irlanda con un proprio governo, ma separato dal nord e tenuto a giurare obbedienza alla corona inglese. Gli stessi compagni di lotta, fra cui l'amico Harry Boland e Eamon De Valera, si schierano contro Collins fino ad arrivare allo scoppio della guerra civile fra i sostenitore i gli oppositori del trattato.
Dai miei viaggi in Irlanda, ero curiosa di vedere questo film e devo dire che mi è piaciuto. Il film è fedele alla storia di questo incredibile personaggio ed essendo Neil Jordan un bravo regista irlandese non poteva esser altrimenti.
Le donne vere hanno le curve
Ieri sera ho visto il divertente film, "Le donne vere hanno le curve" diretto da una regista colombiana, Patricia Cardoso, con America Ferrera (la protagonista di Ugly Betty). Il flm ha vinto un'edizione del Sundance Film Festival.
Protagonista della vicenda è Ana (America Ferrera), una giovane americana di origini messicane, dalla mente brillante e dal fisico non proprio snello. La sua vita è come quella di tanti diciottenni: ha finito il liceo e deve decidere che cosa fare del suo futuro. In realtà la scelta sembra essere già stata fatta. La ragazza vorrebbe, infatti, andare a studiare a New York, dove ha vinto una borsa di studio alla Columbia University. Ma i genitori e soprattutto la madre Carmen (Lupe Ontiveros) non sono d’accordo. La donna, autoritaria e un po’ troppo possessiva, desidererebbe infatti che la figlia si mettesse a lavorare nella sartoria di famiglia come la sorella maggiore Estela (Ingrid Oliu), che si sposasse velocemente e che le regalasse dei nipotini. Ana tenta di accontentarla, pur controvoglia, ma si accorge che quel modo di vivere le va stretto.
Questo film lo si può paragonare a "Il mio grosso grasso matrimonio greco" o a "Sognando Beckam" e in fondo la morale è la stessa, cioè che bisogna imparare ad accettarsi così come si è e puntare piuttosto sulle proprie qualità.
Il film è una simpatica commedia con alcune scene molto divertenti. Ad esempio, il personaggio della madre è uno spasso: continua a dire di essere incinta, dato che non ha mestruazioni da tre mesi, ma nessuno gli dice che è in menopausa, fino a quando andando dal dottore spinta dalla figlia, capirà la verità! Altra scena particolarmente divertente è quella in cui Ana si ribella al caldo nella sartoria e si nota subito che America Ferrera in "Ugly Betty" è molto dimagrita rispetto a questo film!
La tormenta
Julia si trova a indagare sul caso di Mark Fairbairn. Reo confesso dell’omicidio della moglie e del figlio, Mark è finito in manette; ma, mentre i poliziotti lo accompagnano in tribunale, durante una tormenta di neve, il destino gli offre la possibilità di prendere in ostaggio nove persone, la criminologa di Garden City compresa...
L'indagine di questo numero di Julia non è il centro dell'albo: piuttosto lo è la relazione di Julia con Jeffrey Noah, detective presentatoci in "Giorni roventi". Finalmente Julia incontra l'amore... sono proprio curiosa di leggere il prossimo episodio per vedere se la storia prosegue dato che alla fine di questo la storia con Jeffrey è ancora aperta ;-)
Rosemary's baby
Rieccomi più o meno operativa... in questi giorni ho un attacco di pigrizia devastante che sarà meglio che passi entro lunedì ;-) Per le foto quindi sono in alto mare con la selezione da mettere sul sito... pazientate!
"Rosemary's baby" è un film di Roman Polansky del '68 con una grandissima Mia Farrow nel suo primo ruolo cinematografico importante.
La pellicola narra la storia di una coppia newyorkese, Rosemary (Mia Farrow) e Guy Woodhouse (John Cassavetes). La vita per i due sembra essere in un ottimo momento: si sono appena trasferiti in un nuovo appartamento, Guy, attore teatrale, sta ottendendo un buon successo e Rosemary aspetta un bambino.
L'attesa però non è facile: Rosemary, infatti, inizia ad avere strane sensazioni dentro di sé, e quando una ragazza del condominio si suicida comincia ad essere al centro di grandi attenzioni (spesso eccessive) da parte di strani individui. Cercando di proteggere il proprio bambino, in un'atmosfera sempre più sinistra, dove sogno e realtà si confondono, Rosemary perde poco alla volta il controllo della situazione, fino a quando si rende conto di essere stata la vittima di una setta satanica, nella quale è coinvolto anche il marito, nell'ambizione di guadagnare fama e successo, ed i vicini, Roman (Sidney Blackmer) e Minnie Castevet (Ruth Gordon).
Per la maggior parte del primo tempo, il film ci presenta la tranquilla vita dei coniugi Woodhouse nel nuovo appartamento. Dal
momento in cui Rosemary fa uno strano incubo e dopo poco tempo concepisce un bambino, il clima cambia gradualmente: gli incubi di Rosemary si fanno più frequenti, soffre di forti dolori all'addome e sente una strana atmosfera attorno a sè.
Le scene di suspence sono dosate col contagocce, ma ciò non rende noisoso il film, anzi lo spettatore è spinto a credere che
Rosemary stia impazzendo, invece...
Il finale è da brividi e non ve lo voglio certo rivelare se ancora non l'avete visto, ma la scena di Mia Farrow che gira col coltello in mano si è vista centinaia di volte, ed è indimenticabile ;-)
Chiuso per ferie

Sempre che riesca a sopravvivere a questa giornata convulsa... ciao a tutti!
Neither here nor there
Rieccomi, mi hanno ripristinato la linea adsl... guarda caso era staccato il mio collegamento nella centralina condominiale! Grrrrrrr... sono ultraconvinta che invece di staccare l'adsl ai condomini che hanno appena traslocato qualcuno aveva staccato la mia!!!
In winter Hammerfest is a thirty-hour ride by bus from Oslo, thought why anyone would want to go there in winter is a question worth considering. It is on the edge of the world, the northernmost town in Europe, as far from London as London is from Tunis, a place of dark and brutal winters, where the sun sinks into the Arctic Ocean in November and does not rise again for ten weeks.
"Una città o l'altra" è un diario di viaggio. Bill Bryson, instancabile reporter di viaggio, in balia di autisti dall'istinto omicida e di albergatori stravaganti, attraversa da Nord a Sud l'Europa partendo da Hammerfest, la città più settentrionale del mondo, per arrivare fino a Istanbul, alle porte dell'Oriente. In mezzo, per fissare ognuna delle tappe successive, sul taccuino del viaggiatore finiscono inedite istantanee di alcune tra le più suggestive città d'Europa, scorci di monumenti, ritratti di personaggi irripetibili, insieme a contrattempi esilaranti, inevitabili incidenti di percorso, osservazioni acute, disavventure gastronomiche, flashback dei viaggi precedenti.
In preparazione alla vacanza in Norvegia (-4 giorni alla partenza!!!) ho letto questo divertente libro di Bryson, autore di cui ho già parlato in un post precedente. Bryson attraversa l'Europa seguendo un percorso fatto vent'anni prima da studente. Di ogni città o paese che attraversa, l'autore mette il luce le differenze in positivo o in negativo dei luoghi visitati. L'humor di Bryson è tipicamente inglese (anche se è americano, Bryson ha senza dubbio incamerato il tipico humor del suo paese d'adozione!) quindi non sempre strappa un sorriso. Le disavventure che gli capitano però lo rendono senza dubbio simpatico.
Ma indovinate dove viene scippato... Si, avete indovinato: proprio in Italia, a Firenze :-(
Non sono dispersa...
Non sono dispersa, ma nemmeno già in vacanza purtroppo! E' un po' che non mi faccio sentire, sono molto impegnata col lavoro che non mi da' tregua in questo periodo. Volevo approfittare del week-end per un paio di post, ma sorpresa delle sorprese ero pure senza adsl! Speriamo che individuino presto il guasto!!!
In attesa di momenti migliori per ora vi saluto...
Detective Monk

Su Rete4 è ricominciata con la terza stagione la trasmissione di "Detective Monk", una delle mie serie preferite!
"Detective Monk" narra le vicende di Adrian Monk (Tony Shalhoub), ex poliziotto sospeso dal servizio a causa di un disturbo ossessivo-compulsivo causato dalla morte della moglie Trudy (uccisa da una bomba che si ritiene fosse destinata a lui). Ciononostante, a causa del suo grande spirito di osservazione, della sua arguzia e intelligenza, la polizia lo impiega nei casi più difficili come consulente esterno.
Monk è affetto dalla mania dell'ordine, della pulizia e dell'igiene. E' ossessionato dalla simmetria delle cose, e se una qualunque di queste fissazioni non è soddisfatta la fa notare agli altri, che per questo lo considerano pazzo. Nelle sue indagini il detective è affiancato dalla sua assistente, l'infermiera Sharona Fleming (Bitty Schram) che lo aiuta a convivere con le sue fobie, dal capitano Leland Stottlemayer (Ted Levine) e dal tenente Randall Disher (Jason Gray-Stanford).
Il personaggio di Adrien Monk è riuscitissimo. Il telefilm coinvolge con le indagini, ma gli spettatori sono più colpiti dalle fobie di questo straordinario investigatore che delle indagini stesse. Solo per farvi un esempio, i malintesi che si creano ogni volta che Monk deve stringere una mano, e Sharona gli passa una salviettina imbevuta di disinfettante per pulirsi la mano, sono divertentissimi.
Bowling a Columbine
E' un documentario del 2002 di Michael Moore che si è aggiudicato il premio Oscar nel 2003 nella sezione documentari.
Il film è dedicato al tema dell'uso delle armi in America, facendo riferimento alle stragi nelle scuole americane, in particolare al massacro della Columbine High School, vicino a Denver e Littleton, nel Colorado, nella quale due ragazzi armati di fucile, dopo una partita di bowling, entrarono nella loro scuola e si uccisero dopo aver tenuto in ostaggio per ore la scuola facendo fuoco verso i loro stessi compagni.
Spostatosi in Canada per approfondire il tema dell'uso delle armi, Moore giunge alla conclusione che non è l'arma in sé a creare il crimine, ma la paura del crimine stesso che negli Stati Uniti, attraverso i suoi mezzi d'informazione e l'uso politico delle differenze sociali, porta chiunque a diffidare del prossimo, trascinando questi contrasti a forme di difesa personale eccessiva.
Il documentario è abbastanza impressionante e vale assolutamente la pena vederlo. Vi racconto un paio di scene iniziali per darvi idea di quello di cui parla....
Moore va in una banca perchè ha visto una pubblicità un po' particolare: a chi apre un contro regalano un fucile. Ne hanno a disposizione tantissimi modelli, e per averne uno basta aprire il conto e compilare un modulo in cui si dichiara di non essere minorati psichici. Moore chiede: "E se sono un criminale?" L'impiegata risponde che solo i minorati psichici sono esclusi!!!
Nel film sono intervistate varie persone, fra cui anche un certo Nichols (il fratello del Nichols che assieme a McVeigh ha fatto esplodere l'edificio di Oklahoma City provocando la morte di 168 persone) che proclama che gli americani hanno tutto il diritto di possedere armi per difendersi. Moore gli dice "Gandhi ha sconfitto l'impero britannico senza armi". Nichols risponde: "Non lo conosco".
Caccia al tesoro
Nel bel mezzo del Mare delle Filippine, tocca a Julia scoprire chi ha massacrato l’equipaggio di una nave, la “Vega”, composto da biologi marini che stanno studiando la barriera corallina. Fra loro figurano alcuni colleghi di università dell’investigatrice di Garden City, che si trova coinvolta, suo malgrado, in una complicata indagine lontana dalla terraferma...
In "Caccia al tesoro" Julia è in trasferta nelle Filippine. Al di la' della bella indagine, in questo albo Julia si interroga per l'ennesima volta sul perchè è sola e sull'orologio biologico le cui lancette corrono in avanti. L'albergatrice filippina le chiede perchè con Leo è solo amica e invece non formano una coppia. Leo risponde che non vuol perdere Julia come amica.
Tutti problemi molto comuni.. il tempo a disposizione per rendere significativa la nostra vita non è molto.
Il padrino
Amerigo Bonasera sedeva nella III Sezione Penale della Corte di New York in attesa di giustizia; voleva vendicarsi di chi aveva tanto crudelmente ferito sua figlia e, per di più, tentato di disonorarla.
"Il padrino" è la storia di Don Vito Corleone e della sua famiglia. Don Vito, emigrante italiano che per caso e necessità diventa "uomo di rispetto" e punto di riferimento per la sua comunità a New York, è uno dei più potenti capi mafia del paese.
"Un avvocato con la valigetta può rubare più di mille uomini armati di pistola." (Mario Puzo)
Con questa canicola, che c'è di meglio di un bel romanzo d'evasione? Spinta dalla curiosità dopo aver visto "The Godfather 1902-1959: the complete epic" di cui parlerò quando avrò visto la prima parte (ebbene si, mi son persa le prime 3 ore con la registrazione :-( ), ho letto in un baleno questo romanzo e mi sono immersa nell'ambientazione stereotipata della mafia americana.
Il libro è scritto bene, i personaggi ben delineati, ci credo che Coppola ne abbia tratto un capolavoro del cinema ;-)
Jericho

Per gli orfani di Lost, su Rai2 è iniziata da poche settimane un'altra serie dello stesso genere.
Un misterioso fungo atomico appare all'improvviso e sconvolge la vita dei residenti di Jericho, una piccola cittadina del Kansas, lasciandoli completamente isolati e nel dubbio di essere gli unici cittadini americani rimasti in vita in quanto trattasi di un attacco nucleare. Terrore, rabbia e confusione cominciano a diffondersi fra i cittadini, e in questa strana occasione riemergeranno molti segreti e scheletri nell'armadio. Il personaggio principale si chiama Jake Green (Skeet Ulrich), "figliolo prodigo" trentaduenne che ritorna a casa per una breve visita alla famiglia prima di essere bloccato dalla catastrofe. Dopo un difficile riavvicinamento al padre, il sindaco Johnston Green, Jake diventa un eroe per la città ed i suoi abitanti dopo aver salvato un pullman carico di bambini.
Il titolo è di per sé evocativo. Gerico, la biblica città le cui possenti mura crollano al suono delle trombe dell'esercito di Giosuè, suscita immagini di assedio e di paura. Ecco allora che i creatori di questa serie si sono inventati una piccola Jericho e l'hanno collocata in Kansas. Il periodo della guerra fredda in cui il desiderio delle famiglie comuni era possedere un rifugio antiatomico in giardino è lontano, ma l'11 settembre ha risvegliato la paura dell'invasione nel pubblico americano. Da qui il successo della serie.
Il telefilm utilizza il ben noto artificio di radunare un gruppo di persone in uno spazio ristretto e con il succedersi delle puntate, ogni gruppo verrà analizzato in dettaglio lasciando sempre misteri irrisolti per tener viva l'attenzione. In definitiva, una copia di Lost ambientata in una cittadina dispersa nella grande America invece che in un'isola misteriosa.
Notte prima degli esami
"Notte prma degli esami" è un film del 2006 del regista esordiente Fausto Brizzi.
Il protagonista, Luca (Nicolas Vaporidis), è disperato e naviga nel dubbio della sua promozione agli esami a causa del temuto professore Antonio Martinelli (Giorgio Faletti), col quale ha avuto un pesante scontro poco dopo il suono dell'ultima campanella dell'ultimo giorno di scuola. Nel frattempo cerca di rintracciare la bellissima Claudia (Cristiana Capotondi), conosciuta ad una festa, con l'aiuto dei suoi migliori amici Alice (Sarah Maestri), Riccardo (Eros Galbiati) e Massimiliano (Andrea De Rosa). Quest'ultimo ha una storia con Simona (Chiara Mastalli), dagli imprevedibili sviluppi.
Ero molto curiosa di vedere questo film dopo averne tanto sentito parlare sui blog che seguo. Il film ha belle musiche ma la storia l'ho trovata proprio banale: il regista ha sapientemente messo nel film tutto ciò che lo spettatore vorrebbe vedere. Io ho fatto la maturità nel '91, quindi in un periodo molto vicino all'epoca del film, ma non mi sono assolutamente rivista nel film... I ragazzi del film mi sembrano quelli di oggi riportati indietro. Feste, droghe, macchine veloci, ragazze e ragazzi completamente disinibiti... dove vivo io non eravamo assolutamente così!
La morte della nonna, la scoperta del tradimento, la ragazza dei sogni figlia del professore più terribile: un festival di banalità. Un film da ricordare non nasce da un mix di belle musiche ma trama trita e ritrita. Insomma per me è stata una grossa delusione: ormai è appurato, non mi piace proprio il genere.
Ma oggi รจ veramente il 15 giugno???

Questa ve la devo proprio raccontare perché è incredibile... quindi oggi niente recensione ma storia di vita vissuta :-D
Dovete sapere che è ormai tradizione che quando io, Elisa o Gabriele (due miei colleghi) andiamo in permesso per un giorno o in ferie più a lungo, per canzonarci apriamo una chat a 3 di skype con la frase tipica: "C'è qualcuno in questa chat che domani è in ferie...".
Ebbene, io mi dimentico quasi sempre di farlo, per cui stavolta avevo impostato degli allarmi sul computer per ricordarmene con le ferie che ho scelto mesi fa.
Stamattina mi si è aperto uno di questi allarmi e ho pensato: "Cavoli ho sbagliato ad impostare la data, devo spostarla alla prox settimana!". Controllo il calendario e mi rendo invece conto che la settimana che ho chiesto è proprio la prox e oggi siamo al 15 giugno!
Ebbene si, con tutto il lavoro che ho da fare mi sono scordata le ferieeee!!!
E' veramente incredibile, è la prima volta che mi accade una cosa del genere ed è abbastanza allarmante! Ormai è appurato: ho proprio bisogno di ferie se mi scordo le ferie! :-D
Comunque, rimanete sintonizzati perchè non abbandono il blog la prox settimana. Ho intenzione di continuare ad aggiornarlo fra una lettura e una bibita sdraiata al sole sul lettino ;-)
Transamerica
"Transamerica" è un film del 2005 che ha regalato la notorietà al regista Duncan Tucker. Gli attori principali sono Felicity Huffman (ve la ricordate? E' una delle "Desperate Housewives", la mamma coi quattro figli) e Kevin Zegers (lo si è visto in alcune puntate di telefilm famosissimi, quali "X-Files", "Dr. House" e "Smallville") .
Bree (Felicity Huffman) (è un transessuale donna, elegante, colta, alquanto tradizionalista e, soprattutto, con una forte autoironia. Vive a Los Angeles tra mille ristrettezze per potersi pagare l'intervento chirurgico definitivo per la sua ridefinizione sessuale. Una telefonata inaspettata da parte di Toby (Kevin Zegers), un teenager sregolato alla ricerca di suo padre, riporta a Bree la notizia scioccante che una relazione eterosessuale avuta nella sua passata vita da uomo ha generato un figlio. Bree non ha nessuna intenzione di conoscerlo, ma dovrà cedere alle pressioni della sua psicoterapeuta, che non è disposta a concedere l'autorizzazione legale per l'intervento finché non avrà affrontato il ragazzo e, attraverso di lui, il suo passato. Durante il lungo viaggio verso casa Bree e Toby (il ragazzo, all'inizio, non sa che quella riservata e un po' scontrosa signora che si è offerta di accudirlo, in realtà, è... suo padre) hanno occasione di conoscersi sempre meglio, imparando a stimarsi a vicenda e scoprendo un po' alla volta un imprevisto e profondo legame, che li porterà, dopo l'inevitabile e traumatica scoperta da parte di Toby della vera identità di Bree, a tentare di affrontare insieme il futuro, nonostante le molte traversie che ancora dovranno affrontare.
Bel film divertente, ma con la capacità di offrire anche spunti di riflessione. La vita non è certo facile per Bree, la sua scelta di voler apparire esteriormente come si sente dentro è causa di parecchi guai. Spassosissime le scene del ritorno famiglia. Ma sopratutto è strabiliante l'interpretazione di Felicity Huffman: donna che interpreta un uomo che si comporta da donna.
Una curiosità: nel film è citata una frase tratta da un episodio dei Simpson: "I'm a level four vegan; I don't eat anything that casts a shadow." che possiamo tradurre come "Sono un vegano di livello 4. Non mangio nulla che proietti un'ombra" pronunciata dall'indiano che offre un passaggio a padre e figlio lungo la strada.
Clowns
Terribili incubi popolano le notti di Adam Mallory sin da quando era bambino... A risvegliare l’antica paura sono ora inspiegabili vertigini suscitate in lui dalle immagini di uno show televisivo ambientato sotto il tendone del Circo Valentini. Proprio mentre Julia cerca di dare una spiegazione alle ossessioni di Adam, il giovane viene ucciso. La criminologa di Garden City inizia così a indagare fra acrobati e clowns, scoprendo amori, rivalità, odî e... insospettabili assassini!
Julia ha raggiunto il traguardo del numero 100. Per l'occasione l'albo 100 è uscito a colori qualche mese fa. Purtroppo è una delle avventure che mi ha meno entusiasmato: mi aspettavo di più dal numero 100! I personaggi mi sono sembrati un po' stereotipati e avevo già indovinato la soluzione nelle prime pagine. Va be' nessuno può essere sempre al top in ogni episodio, nemmeno Julia!
Close to home

"Close to Home" è un drama-legale che spazza via la facciata fatta di apparenze della vita cittadina, rivelando che, a volte, anche le strade calme e silenziose possono nascondere i crimini più biechi.
Annabeth Chase (Jennifer Finningan) è una giovane, rampante avvocatessa d'accusa con una perfetta quota di condanne, che si occupa dei casi che escono dal proprio quartiere.
Tornata a lavorare dopo aver avuto il suo primo figlio, Annabeth è pronta per affrontare i casi più difficili, infuocata dalla passione di proteggere la propria comunità e la propria famiglia. A stimolare le strategie legali di Annabeth c'è il suo nuovo capo, Maureen Scofield (Kimberly Elise), avvocatessa razionale che non ci pensa due volte a metterla alle strette. Il gruppo è guidato da Steve Sharpe (John Carroll Lynch), un estimatore del lavoro di Annabeth, preoccupato però delle ripercussioni delle cause sui media.
Ieri sera ho visto "Close to home" il nuovo telefilm di ambientazione legale di Rai2. La prima impressione dopo due soli episodi è positiva: la protagonista mi piace molto. Annabeth è un sostituto procuratore giusto e credibile, e una donna con una normale famiglia, anche se fortunatamente alla famiglia è dato poco spazio ;-)
I crimini di cui si occupa il telefilm sono quelli che avvengono, come sottolinea il titolo della serie, vicino a casa, cioè il colpevole si nasconde fra i familiari della vittima o fra i vicini.
The Poe shadow
I PRESENT TO YOU, Your Honor and Gentlemen of the Jury, the truth about this man's death and my life. The narrative has not been told before. Whatever has been taken away from me, one last possession remains: this story. There are those of our city today who tried to stop it. There are those sitting here among you who still believe me a criminal, a liar, an outcast, a clever vile murderer. Me, Your Honor: Quentin Hobson Clark, citizen of Baltimore, member of the bar, a fond reader.
La vita é generosa con Quentin Clark: avvocato giovane e promettente, fidanzato con la più bella ragazza di Baltimora, sembra che nulla possa intralciare il suo cammino verso la rispettabilità. Ma un giorno si imbatte in un tristissimo funerale, un feretro seguito da appena quattro persone: è l'addio al mondo di Edgar Allan Poe, poeta, narratore e giornalista, con il quale Quentin, da fervido ammiratore, aveva intrecciato uno scambio epistolare. Pare che, poco prima della fine, Poe sia stato trovato in una bettola, in stato di incoscienza per l'alcol e il laudano. I giornali riportano versioni contrastanti dell'accaduto e attorno alle oscure circostanze della sua morte fioriscono le leggende più disparate. Qualcuno afferma che sia stato ucciso per gelosia, altri gridano al complotto. Sotto il peso dei pettegolezzi e delle dicerie, la fama e il valore di Poe come artista rischiano di scomparire, dimenticati da tutti; ma non da Quentin. Deciso a scoprire la verità e restituire dignità al poeta, Quentin parte per la Francia sulle tracce dell'unica persona che, forse, può aiutarlo: il detective Auguste Duponte. Ma l'ombra di Poe, dei suoi racconti pieni di mistero, delle sue intemperanze e dei suoi vizi lo tormenta implacabile come un'ossessione, trascinandolo in un vortice di ricatti e di delitti che finisce per mettere a repentaglio la sua ragione e la sua stessa vita...
I libri di matthew Pearl sono capolavori di ricostruzione storica del periodo in cui sono ambientati. In questa nuova opera, il periodo è quello degli anni subito successivi alla morte del grande scrittore Edgar Allan Poe la cui morte è ancora uno dei misteri del diciannovesimo secolo. La storia raccontata dal libro è romanzata, ma, lo dice lo stesso autore nella postfazione, i personaggi principali sono reali o realistici e si è basato su recenti scoperte per la ricostruzione finale di una possibile soluzione del mistero. Penso che questo libro sia una piacevole lettura non solo per i fan di Poe, ma anche per tutti gli amanti dei romanzi storici.
Se torno a nascere...

Se torno a nascere voglio nascere come Teo, i cui unici problemi della giornata sono come far passare il tempo e dove rintanarsi per dormire...
Se vi state chiedendo come mai non mi faccio sentire da qualche giorno è perché sono oberata di lavoro... e lo sarò per parecchie settimane. Avete presente quando si compra un bel vestito, lo provi in negozio e ti sta un po' stretto, ma lo compri lo stesso perché ti piace molto? Poi arrivi a casa lo riprovi e non si è magicamente allargato... è ancora stretto! Ecco condensare in poche settimane un bel lavoro ma che occuperebbe mesi per esser svolto, rimane sempre un vestito stretto :-(
Voglio cambiare posto con Teo...
L'almanacco del giallo 2007
Il racconto "Il caso del principe rapito" contenuto nell'almanacco del giallo 2007, è una nuova avventura di Julia ai tempi in cui era una studentessa universitaria. Tra i compagni di studio della futura criminologa ce n’è uno particolarmente misterioso e intrigante: Alex. Julia inizia a frequentarlo, trascorrendo con lui molto tempo, visitando mostre d’arte e perdendosi in lunghe e piacevoli chiacchierate. Ma il giorno in cui viene invitata a casa del collega di studi, Julia scopre l’insospettabile nobile origine di Alex, principe della Curlandia! Non c’è neanche il tempo di riprendersi dalla sorpresa che i due vengono sequestrati da dei ricattatori e imprigionati in un buio sotterraneo! Come faranno a cavarsela?
La nuova avventura di Julia, dal punto di vista dell'indagine, è poco interessante. Mi piace invece come delinea i personaggi di contorno di Julia: la vita in casa con la nonna e la sorella, la governante smemorata, i rapporti con gli amici all'università...
L’almanacco del giallo non contiene solo la nuova avventura di Julia, ma vi sono altri interessantissimi servizi: recensioni di libri film e videogiochi gialli, un dossier dedicato alla saga cinematografica del "Il Padrino", un dettagliato articolo sulla serie televisiva “CSI” e un ritratto dello scrittore Mickey Spillane, il re dei duri americano.
Sogni ad occhi aperti...

Quanto mi piacerebbe essere in un posto come questo ora... L'ho scattata da una scogliera in Irlanda due anni fa, c'era freddo e pure abbastanza nuvoloso, ma guardare il mare, sentire il rumore delle onde è estremamente rilassante per me. Lasciatemi almeno sognare...
Munich
"Munich" è un film del 2005 di Steven Spielberg.
Il 5 settembre del 1972 un commando che faceva capo all'organizzazione terroristica Settembre Nero, fece irruzione nella palazzina che ospitava gli atleti israeliani al villaggio olimpico di Monaco. Due di loro vennero uccisi subito, gli altri, presi in ostaggio, morirono all'aeroporto dopo un tentato blitz della polizia tedesca. Il primo ministro israeliano Golda Meir indice una riunione coi capi politici e militari e ordina l'uccisione dei responsabili, non dopo una sofferta dialettica. Dice "in casi estremi lo stato deve rompere i limiti morali". Viene organizzato un gruppo eterogeneo a capo del quale viene posto Avner Kauffman (Eric Bana), agente del Mossad. Il gruppo elimina sette degli undici responsabili, Avner riesce a tornare a casa, in famiglia, ma non sarà mai più l'uomo di prima.
"Munich" è il racconto romanzato della rappresaglia israeliana all'attentato di Monaco, non la storia dell'attentato stesso. Con una scelta molto felice, l'attacco al villaggio olimpico è raccontato in parte come prologo del film e il resto come flashback negli incubi-ricordi del protagonista. Spielberg non ha placato la curiosità dello spettatore tutta in una volta, ma a piccole dosi ;-)
Il film ha alcune scene crude, ma neanche troppe considerato l'argomento. La lotta interiore del protagonista, prima convinto che ciò che sta facendo è giusto e poi incerto, appare veramente molto umano. Nonostante Spielberg sia ebreo, il film non sembra incentrato su una versione della storia in cui gli israeliani sono i buoni e i palestinesi i cattivi ma si confrontano le ragioni degli uni e degli altri.
Ugly Betty

"Ugly Betty" è un telefilm che segue la vita quotidiana di Betty Suarez (America Ferrera), una giovane ragazza di origini latino-americane. La sua famiglia è composta dal padre Ignacio (Tony Plana), la sorella Hilda (Ana Ortiz) e suo nipote Justin (Mark Indelicato) figlio di Hilda. Betty lavora come assistente di Daniel Meade (Eric Mabius), il capo della rivista "Mode" figlio di Bradford Meade (Alan Dale). Betty non si trova molto bene, il suo lavoro le piace moltissimo, ma i suoi colleghi non sono molto gentili con lei e spesso la umiliano per il suo aspetto fisico. Nonostante ciò si fa coraggio e cerca di fare al meglio i suoi doveri. La serie è basata sulla telenovela colombiana "Yo Soy Betty La Fea".
Le prime due puntate mi sono sembrate abbastanza banali, ma per sbaglio ho registrato anche la terza e la quarta e devo dire che la storia sta iniziando a piacermi di più. Le situazioni raccontate dal telefilm sono abbastanza irreali perché nella vita vera praticamente mai i disastri si trasformano in successi come capita sempre a Betty. E la malignità dei colleghi, almeno per la mia esperienza, non è mai così esplicita, ma subdolamente celata. Però il personaggio di Betty è simpatico, si fa prendere dallo sconforto come qualunque altra ragazza nella stessa situazione e ci sono sketch veramente divertenti. Quindi alla fine penso che continuerò a seguirlo.
La linea d'ombra
Soltanto i giovani hanno momenti del genere. Non dico i più giovani. No. Quando si è molto giovani, a dirla esatta, non vi sono momenti. E' privilegio della prima gioventù vivere d'anticipo sul tempo a venire, in un flusso ininterrotto di belle speranze che non conosce soste o attimi di riflessione.
Ci si chiude alle spalle il cancelletto dell'infanzia, e si entra in un giardino di incanti. Persino la penombra qui brilla di promesse. A ogni svolta il sentiero ha le sue seduzioni E non perché sia questo un paese inesplorato. Lo sappiamo bene che l'umanità tutta è passata di lì. E' piuttosto l'incanto dell'universale esperienza, da cui ci aspettiamo emozioni non ordinarie o personali, qualcosa che sia solo nostro.
Il protagonista di questa storia fortemente autobiografica è un marinaio che decide di abbandonare il suo lavoro su una nave per un senso di insoddisfazione diffuso, sia nei confronti di se stesso e che della vita. La sorte però non gli lascia pause di riflessione, e subito gli viene affidato il comando di un battello tutto suo, tra incomprensioni, fatti gravosi e personaggi stucchevoli. L'inizio del viaggio sarà per lui anche l'inizio di un incubo di mare, perché la sua nave e il suo equipaggio saranno avversati dalle condizioni climatiche, che costringeranno l'imbarcazione a stazionare al largo, per molto tempo, a causa della mancanza di vento, e questo clima inclemente causerà febbri perniciose in tutti i marinai.
La trama di questo piccolo romanzo è avvincente, e cattura subito l'attenzione del lettore. Conrad ha una capacità tutta particolare nel ricreare il senso di stupore e incredulità di fronte a eventi umani e naturali dai risvolti imponderabili. La lotta perpetua dell'uomo contro la natura, e dell'uomo contro se stesso, viene descritto in maniera sublime. Guardando oltre alla semplice avventura del protagonista, si arriva a comprendere come reagiscono le persone di fronte alle avversità. Veramente un libro magnifico, come tutti gli altri di Conrad che ho avuto il piacere di leggere.
Una commedia sexy in una notte di mezza estate
In una villa abitano Andrew (Woody Allen) - un inventore dilettante un po' svitato - e la moglie Adrian (Mary Stenburgen), noiosa e trascurata dal marito, perso dietro i suoi congegni, ora saltuariamente volanti, ora magici. Per un fine settimana arrivano altre due coppie: Leopold (Josè Ferrer), un anziano professore di filosofia, materialista dichiarato, presuntuoso e pedante, che sta per sposare la giovane e disinibita fidanzata Ariel (Mia Farrow), e Maxwell (Tony Roberts), un medico libertino, con la sua infermiera tuttofare Dulcy (July Hagerty), tanto belloccia quanto oca e facile di costumi. La casuale convivenza di questo campionario di gente senza reali interessi nè perché di vita genera un gioco di scambi, equivoci e appuntamenti al chiaro di luna, con composizioni e scomposizioni di coppie, schermate da raffinati passatempi di società, fino alla conclusione, più comica che tragica...
Divertente, leggero e "arioso" film di Woody Allen del 1982. Il film è ambientato all'inizio del '900. Leggevo che Allen ha girato questo film contemporaneamente al più noto "Zelig" di cui ho già parlato nel blog, e lo si nota proprio che Woody si rilassa e si diverte nelle pause del film più impegnativo. "Una commedia sexy in una notte di mezza estate" è stato girato in campagna, rigorosamente a quaranta minuti d’auto da Manhattan per poter far ritorno a sera nell’adorata metropoli. Sembra quasi che la natura sia protagonista del film e, per una volta, Woody si sforza di trovarla attraente.
Palazzo Vecchio
Alcune domeniche fa ho visitato Palazzo Vecchio, il famosissimo edificio sede del comune di Firenze. La visita merita veramente, è uno splendido palazzo storico.
Sembra incredibile che l'enorme Salone dei Cinquecento sia contenuto in un edificio che da fuori non da' impressione di essere tanto grande. E' proprio in questa sala che avvenne la suprema sfida Leonardo contro Michelangelo. Non ci fu però un vincitore. L'affresco di Leonardo, che sperimentò una nuova tecnica, si sciolse in parte, quello di Michelangelo probabilmente fu appena cominciato. Fatto sta che Vasari ristrutturò la sala ingrandendola e ridipinse le pareti. E' un mistero affascinante sapere se ciò che rimaneva degli affreschi originali venne distrutto o aspetta di essere riportato alla luce dietro a quelli del Vasari.

Organigramma

Onore al genio che ha inventato questa immagine!
E' superfluo, vero, dirvi dove sto?
Killer instinct

Come preannunciato qualche giorno fa, parlerò del secondo nuovo telefilm trasmesso su Italia 1 al giovedì in seconda serata, "Killer instinct".
Il detective Graham Hale (Johnny Messner) fa parte dell'Unità Crimini Devianti di San Francisco e indaga sui delitti più truci e bizzarri che avvengono nella metropoli. Discreto e riservato, tormentato da demoni interiori, ha scelto di lavorare in questa speciale divisione dopo che la sua compagna di vita nonché collega è morta mentre era in servizio. Suo diretto superiore è il tenente Ray Cavanaugh (Chi McBride), sempre dalla sua parte anche quando i suoi metodi di indagine potrebbero risultare poco ortodossi. Nuova partner di Hale è invece la detective Ava Lyford (Marguerite Moreau), giunta in squadra non per caso. Infine, si aggiunge la detective Danielle Carter (Kristin Lehman), nuova leva dell'Unità con la passione dei misteri da risolvere. Punto cruciale di tutte le indagini è quello di tenere sempre a mente che dietro ogni persona normale potrebbe celarsi un mostro.
Di questo telefilm ho visto le prime due puntate e non mi è piaciuto. Il protagonista mi è assolutamente antipatico: va be' inventarsi un personaggio misterioso, ma così sembra una mummia! Quando poi il capo è impersonato da McBride, lo stesso attore che dava il volto al miliardario che dopo aver comprato l'ospedale voleva licenziare il Dr. House, la frittata è fatta! Il telefilm è affossato definitivamente nelle mie preferenze! ;-)
Il colore del sole
Nella tarda primavera del 2004 mi recai da Roma a Siracusa per assistere alla rappresentazione di una tragedia classica che assai mi interessava per la novità e l'originalità della messinscena e che aveva suscitato un certo clamore nella stampa. "Clamore" è forse una parola eccessiva dato lo scarso interesse che televisioni e gazzette dedicano a tutto ciò che abbia a che fare con l'arte, ad ogni modo a quello spettacolo era stato dedicato un certo spazio, Bastevole a incuriosirmi.
Ad Andrea Camilleri, recatosi da Roma a Siracusa per assistere alla rappresentazione di una tragedia classica, capitano alcuni avvenimenti strani. Qualcuno gli infila in tasca un biglietto con un numero a cui telefonare, ma da una cabina pubblica. E non è possibile ricostruire chi sia l'utente a cui quel numero corrisponde. L'Andrea Camilleri scrittore di romanzi gialli non può sottrarsi a una serie di misteri via via più fitti e inquietanti. Misteri che lo conducono a un casale sperso nella più remota campagna, dove gli verranno mostrati alcuni curiosi oggetti e un diario incredibile, scritto di suo pugno da un artista di quattro secoli prima. Un artista grandissimo e maledetto: Michelangelo Merisi, il Caravaggio. Le note brevi, secche, disarticolate e visionarie di questo diario - alla cui stesura Camilleri dedica un virtuosismo mimetico capace di restituire tutte le torsioni, le incrinature, i bagliori del più corrusco italiano seicentesco - costituiscono una sorta di anomalo romanzo 'nero', fitto di ombre e di allucinazione, sul periodo trascorso da Caravaggio a Malta e in Sicilia nell'estate del 1607.
Può non piacermi un libro scritto dal mio scrittore italiano preferito che si inventa un romanzo su una piccola parte della vita del mio pittore preferito?
Camilleri s'inventa un romanzo in cui è lui stesso il protagonista di una strepitosa scoperta, un diario scritto dal grande pittore maledetto Caravaggio. Per rendere credibile la storia, Camilleri imita il linguaggio dell'italiano seicentesco, e la presunta copiatura dall'originale è la scusa per scrivere solo parti e spezzoni del diario. Un piccolo grande romanzo storico che ricorda un illustre predecessore... ;-)
The inside

Italia 1 ha iniziato a trasmettere due nuovi telefilm che sono stati flop in America. Oggi vi parlerò del primo, "The inside", che mi è piaciuto di più. Dell'altro, "Killer instinct", ne parlerò prossimamente.
L'agente dell'FBI Rebecca Locke (Rachel Nichols) si unisce al team di Los Angeles per i Crimini Violenti, ignara che da quel momento il nuovo incarico sarà ad altissimo rischio. La squadra speciale è capitanata da Virgil "Web" Webster (Peter Coyote). Web è a conoscenza di un drammatico aspetto del passato della sua nuova collaboratrice che pochi sanno: Rebecca, ancora adolescente, è stata rapita e tenuta prigioniera; nonostante la traumatica esperienza, la donna ha sviluppato una notevole capacità di immedesimarsi nelle vittime e soprattutto nei criminali a cui la squadra darà la caccia.
"The inside" non non ha riscosso molti consensi in America, tanto da essere stata sospesa dopo soli 7 episodi dei 13 previsti. A me la prima puntata non è dispiaciuta, non aspettatevi però il coinvolgimento che è capace di creare "Criminal Minds" ad esempio, solo per citare il mio preferito di questo genere.
Chiedi alla polvere
Dopo una pausa per carenza di argomenti, torno per raccontarvi di un film visto ieri sera dal quale mi aspettavo molto, che però non mi ha particolarmente entusiasmato.
"Chiedi alla polvere" è un film del 2006 di Robert Towne, tratto dall'omonimo romanzo di John Fante.
Siamo a Los Angeles all'inizio del ventesimo secolo: Arturo Bandini (Colin Farrell) è uno scrittore squattrinato che vive in un albergo insieme alla sua macchina da scrivere, e che sbarca il lunario scrivendo racconti brevi per una rivista poco importante. Un giorno Arturo incontra Camilla (Salma Hayek), una cameriera messicana dal temperamento piuttosto selvaggio e focoso e malgrado un incontro iniziale non proprio ortodosso, fatto d'insulti e d'incomprensioni, tra i due nasce una relazione passionale e sincera. Amore che li porterà lontano, sulle spiagge della California...
Se per dare un giudizio al film, sento il bisogno di leggere il tanto declamato libro, probabilmente significa che il regista e lo sceneggiatore del film non hanno raggiunto il loro scopo. Nel complesso il film l'ho trovato abbastanza noioso, e, mi spiace dirlo perché esteticamente mi piace molto ;-) , Colin Farrell è assolutamente legnoso nell'interpretazione del suo ruolo. Peccato invece che Donald Sutherland abbia solo una piccola particina, perché nel suo ruolo, l'ho trovato più convincente dei protagonisti.
Se avete visto il film, che ne pensate?
Ombre e nebbia
Chi segue questo blog, ormai l'avrà capito, sono una fan di Woody Allen! Ieri sera ho intercettato questa chicca che non avevo ancora visto.
"Ombre e nebbia" è una commedia nera di Woody Allen del 1991 con un cast di stelle: Woody Allen, Mia Farrow, John Malkovich, Madonna, Kathy Bates, Jodie Foster e John Cusak.
Se avete intenzione di vederlo, non leggete tutto il seguito: la trama del film è abbastanza complicata, e non me la sento di tagliarla a metà.
Negli anni '20, in una città europea avvolta da una fitta nebbia, si aggira un misterioso maniaco assassino che uccide i passanti strangolandoli. Dopo uno di questi delitti, Kleinman (Woody Allen), un pavido impiegato ebreo, viene svegliato da un gruppo di volontari che esigono la sua partecipazione alla caccia all'assassino. Quando però scende nella strada si trova solo: gli altri si sono allontanati, senza dargli istruzioni.
Intanto in un carrozzone di un circo accampato in città, il clown Paul (John Malkovich), deluso dal pubblico, si sfoga con la sua compagna Irmy (Mia Farrow), la mangiatrice di coltelli, che vorrebbe sposarsi con lui e avere un bambino. Ma l'uomo, indispettito, si allontana, e lei lo ritrova fra le braccia dell'acrobata Marie (Madonna). Dopo una scenata, Irmy abbandona piangendo il circo. Nel frattempo Kleinman si rifugia nel laboratorio del Dottore, che sta sezionando cadaveri, e offrendogli un bicchierino, gli confida che vorrebbe esaminare il cervello del Mostro, per trovare l'origine del Male.
Irmy, incontrata una prostituta di buon cuore, viene ospitata nel bordello dove lo studente Jack (John Cusak), affascinato dalla donna, le offre una cifra sempre più alta per averla, finchè a 700 dollari, Irmy accetta. Arrestata dalla polizia perchè senza licenza di prostituta, la donna esce dalla stazione di polizia insieme a Kleinman, il quale vi si era rifugiato, apprendendo dello strangolamento del Dottore e del ritrovamento del bicchierino con le proprie impronte, che riesce però a nascondere. Camminando fra la nebbia, Irmy fa amicizia con Kleinman.
Paul, pentito, cerca Irmy e incontra Jack, dal quale apprende l'avventura che ha avuto proprio con Irmy. Poco dopo il Mostro uccide una madre, e Irmy e Paul, che si sono ritrovati, raccolgono la bimba piangente: la donna decide di tenerla con sè e Paul accetta commosso. Tornati al circo, Irmy viene salvata da Kleinman dallo strangolatore che sta per ucciderla, Kleinman si trova a lottare con lo strangolatore, ma viene aiutato da Armstroff, il mago del circo, che egli ha sempre ammirato.
"Noi non siamo come tutti gli altri, siamo artisti. Sai bene che, un grande talento, comporta una grande responsabilità". (Paul rivolto a Irmy)
Ho letto che il film è tratto da una commedia teatrale degli anni '70 di Woody Allen stesso, intitolata "Morte" che era una parodia al libro "Il processo" di kafka. L'inizio del film è una chiara citazione del famosissimo "Freaks", capostipite dei film horror. Allen ha girato il film imitando lo stile dei classici europei d'inizio '900. Da segnalarvi, il bellissimo piano in sequenza in cui la telecamera scorre gli allegri visi delle prostitute sedute in cerchio attorno al tavolo, in cerca del volto di Mia Farrow.
Al di là del giallo, il film rappresenta una denuncia contro la caccia al diverso e, ampliando il discorso, contro la persecuzione degli ebrei. Ancora una volta, Allen ha creato un capolavoro!
Il simbolismo a Ferrara
Aprile e maggio sono mesi di mostre... Quindi un'altra mostra visitata in questo periodo è quella su "Il Simbolismo. Da Moreau a Gaugain a Klimt", organizzata a Ferrara al Palazzo dei Diamanti. La mostra termina il 20 maggio.
Il Simbolismo è un movimento artistico-letterario di origini francesi, nato alla fine del diciannovesimo secolo. Nell'arte, il movimento si caratterizza per il rifiuto dei pittori di rifarsi al realismo, nella convinzione che la pittura dovesse rappresentare idee e stati d'animo, piuttosto che esprimere su tela il mondo visibile. Lo stile si presenta piuttosto vario: i tratti principali si identificano in ricchezze minuziose e serenità stilizzate, con l'intento comune di creare un mondo ultraterreno. I soggetti principali del simbolismo sono immagini religiose e mitologiche, scene di erotismo, morte e peccato.
Altre informazioni le potete trovare sul sito della mostra.
Sapevo già in partenza che non mi ero preparata quel minimo per capirci qualcosa nelle opere presentate, quindi ci sono andata impreparata. Per apprezzare questa mostra è sicuramente consigliabile fare una visita guidata.
Ho comprato uno speciale di "Art e Dossier" sul simbolismo, quindi farò un piccolo studio del movimento a posteriori rispetto alla mostra, peccato. Inoltre, sempre "Art e Dossier" ha pubblicato un articolo sulla mostra nel numero di marzo 2007.
Senza rimorso
Bruce Mead è quello che si dice un "uomo per bene". Ha una famiglia tranquilla, una bella casa, una piccola azienda che gestisce con serenità, con un occhio di riguardo per i suoi dipendenti. Nel suo passato, però, c’è una macchia, qualcosa da nascondere che ora sembra affiorare… così come affiora il cadavere di un ragazzo, Kevin Dulles, dalle acque del fiume Marygold. C’è qualche relazione tra i due uomini?
L'ultima avventura di Julia in edicola mi è piaciuta. Per quasi tutto l'albo viene raccontata la vita tranquilla di un uomo normale, tutto lavoro e famiglia, ma che ha ammazzato un uomo. I motivi sembrano di un certo tipo, anche per il rifiuto di certe esplicite avance che riceve da parte dell'avvenente segretaria, ma invece non lasciatevi ingannare il movente è un altro, non lo indovinerete! Ecco alla fine se voglio fare un appunto negativo, questo personaggio è un poco irreale nella sua perfezione.
Come ciliegina sulla torta di questa puntata, si scopre qualcosa del passato dell'investigatore privato amico di Julia, anche lui orfano come la nostra eroina.
Il titolo dell'albo di Julia mi ha ricordato "Senza rimorso", una bella canzone di Zucchero contenuta nell'album "Spirito di vino".
Che cosa sono? un pronto soccorso?
Ti guardi in giro, sei così confusa
Ma cosa vuoi?
Per te è facile
arrivare così
Con la faccia di una brutta giornata
Che cosa vuoi?
Penso a me,
perduto in questi anni
Penso a te,
chi ha preso i tuoi sorrisi
Penso a noi,
e a tutti i disinganni
Oh no, di nuovo qui!
Sei di nuovo qui, ma senza un rimorso
Non sono mica un pronto soccorso
Avanti bevi che ti farà bene
Siedi lì
Trastullandoci il tempo è passato
Nel lentischìo dei si e dei no
Tanto è vero che l'amore è ferito
Trastullandosi si allontanò
Penso a me,
perduto in questi anni
Penso a te,
chi ha preso i tuoi sorrisi
Penso a noi,
a tutti i disinganni
Oh no di nuovo qui
Quanta pioggia, scende a fiumi
Nelle strade, che se ne va
Meno soli (forse), ma un pó più vivi
Nell'estate che se ne va
In questa notte verso di noi
Eh non sarai più sola,
Per me sei sempre bella e pura
Puoi sentirmi?
Penso a me,
dagli occhi chiusi e insonni
Dentro te
nel buio del mattino
Penso a noi
e a nuovi disinganni
Oh no, di nuovo qui!
Penso a me,
ti faccio da mangiare
Penso a te,
stanotte vorrai dormire
Penso a noi,
da soli non si può stare
Oh no di nuovo qui...
...va bene...
Oh no di nuovo qui..
De Chirico a Padova
Ancora per pochi giorni (fino al 27 maggio), Palazzo Zabarella a Padova ospita una bellissima mostra su Giorgio De Chirico.
La mostra mi è piaciuta veramente molto perchè ha il pregio di presentare una selezione di opere dell'artista dipinte durante tutta la sua lunga vita (è morto a novant'anni). Quindi l'esposizione di opere non è limitata solo a quelle più famose e bellissime del periodo metafisico.
Se vi piace De Chirico ve la consiglio vivamente!
Informazioni più precise le potete reperire sul sito della mostra.
Se volete prepararvi alla visita, la rivista "Art e dossier" ad aprile ha pubblicato un articolo dedicato alla mostra e uno speciale proprio su De Chirico allegato al numero di febbraio. Ma la fonte migliore per me è stata il volume su De Chirico della collana "I classici dell'arte. Il novecento" di Rizzoli Skira, uscito in allegato al "Corriere della sera" l'anno scorso. Queste monografie sono fatte veramente bene!
Picnic ad Hanging Rock
"Picnic ad Hanging Rock" è un film del 1975 di Peter Weir.
Il giorno di San Valentino del 1900, un gruppo di ragazze di un aristocratico collegio australiano, fanno un picnic ai piedi dell’immenso gruppo roccioso di Hanging Rock. Quattro di loro si allontanano dal gruppo per esaminare più da vicino le rocce. Una sola di loro torna indietro gettando grida isteriche e sotto shock, incapace di spiegare l'accaduto. Scompare misteriosamente anche una delle istitutrici. Le ricerche della polizia che ripercorrono ogni passo delle giovani, sono senza risultato.
Questo film è capace di far risaltare l'atmosfera di mistero sulla vicenda e si rimane veramente in ansia per la sorte delle ragazze. Ci presente un bel ritratto anche dell'epoca Vittoriana.
Ho scoperto che questo film è una delle prime opere del regista dei bellissimi "L'attimo fuggente" e "The Truman Show" solo per citarne due. Non ho fatto subito questo collegamento sul nome del regista, fortuna che me ne sono accorta ora, meglio tardi che mai ;-)
Collateral
Ieri sera ho visto questo film d'azione del 2004 di Michael Mann, con un Tom Cruise che finalmente fa una parte da cattivo e Jamie Foxx.
Los Angeles, notte. Max (Jamie Foxx), tassista modello, compie una corsa con un procuratore donna che avrebbe dovuto discutere un caso in tribunale la mattina successiva. Immediatamente dopo, un nuovo cliente, Vincent (Tom Cruise), che gli fa una proposta allettante, accompagnarlo per l'intera notte in cambio di 700 dollari. Max si fa convincere, senza sapere che da quel momento avrebbe iniziato un viaggio allucinante. Vincent è infatti un killer di professione che deve regolare i conti con cinque persone, una delle quali, a sua insaputa, sta a cuore al conducente di taxi.
Un uomo sale sulla metropolitana qui a Los Angeles e muore. Pensi che se ne accorgerà qualcuno?
(Vincent)
Il film si svolge temporalmente tutto in una notte (citazione di "Fuori orario" di Scorsese?). Los Angeles è una città notturna, vuota dei suoi abitanti, con un'atmosfera surreale. I dialoghi del film ricordano quelli dei film Di Tarantino. Una curiosità: la scena dell'incidente è stata girata con gli attori realmente all'interno del taxi.
In conclusione è un film carino, adatto a passare una serata non troppo impegnativa.





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